La vera antiJuve

di Davide Terruzzi |

Abito a Rho, quella città che una volta era pressoché sconosciuta ai più e che ora è diventata famosa grazie alla Fiera e all’Expo. Lo stadio di San Siro è distante meno di 10 chilometri da casa mia. La rivalità con l’Inter, quindi, è quella tradizionalmente più sentita e la conoscenza degli interisti più approfondita: non ci voleva certamente un dottorato in psicologia per immaginare quale sarebbe stato la condizione mentale con la quale la squadra di Mancini sarebbe scesa in campo. E m’immaginavo benissimo cosa avrebbe fatto la Juventus: “ma questi quando mai ci faranno tre gol?”. Lo pensavamo tutti, lo pensavano pure i giocatori.

La gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia supera il discorso tecnico-tattico e sottolinea l’importanza di scendere in campo con la dovuta concentrazione: tradotto per la partita in questione, cercare il gol della sicurezza definitiva e poi passare al cazzeggio assistendo magari a qualche isterismo. Invece arriva l’uno a zero che non desta nessuno perché siamo ancora al “tanto due gol non li faranno”; poi il due a zero. E lì subentra la paura, l’eccesso di tensione, la frenesia, la foga. E così arriva una figura di merda.

Ci sono giocatori che per rendere al meglio devono esserci con la testa sempre e necessitano della squadra; altri, come Morata, che dovrebbero cogliere queste opportunità per prendersi la maglia da titolare. Allegri ha sbagliato nel mettere, negli ultimi 30 minuti, Rugani come terzino destro nella difesa a 4 su Perisic e ha invertito la sua posizione con Barzagli quando il terzo gol era già arrivato. Poi è bastato Pogba in onnipotenza calcistica e con una voglia di dimostrare la sua devastante forza: il giocatore più forte che non ci sta a uscire. Lui come Bonucci, Barzagli e Zaza. Nel momento in cui si sono ritrovati spalle al muro hanno iniziato a giocare. Bravi, bravissimi ai rigori. La prestazione per più di un’ora e l’atteggiamento sono tra i peggiori possibili, poi subentra la gioia per essere andati in finale. Servirà da lezione: la principale antiJuve è la Juve stessa. Mai dare nulla per scontato.

PS Poi, al bar oggi, puoi dire agli interisti: “bravi, Mancini ha ritrovato la voce, avete vinto 3 a 0 con la Juve ma siete fuori”.