La variante Asamoah

di Juventibus |

di Fabrizio Renna

Per Kwadwo Asamoah, 27enne centrocampista ghanese, la stagione 2016-2017 (la quinta in maglia bianconera), potrebbe essere quella del rientro in pianta stabile nelle rotazioni del centrocampo juventino. Si spera, infatti, che il numero 22 bianconero abbia risolto i vari problemi fisici che lo hanno costretto ai box in questi ultimi due anni (prima una condropatia rotulea e poi una serie d’infortuni muscolari).

Tolto dal mercato direttamente da Massimiliano Allegri, che confida molto sul ritorno a pieno ritmo del calciatore, Asamoah potrà ritagliarsi uno spazio importante durante l’arco della prossima stagione, proponendosi come prima alternativa ai titolari, nel ruolo di interno di centrocampo. É in questa posizione, precisamente come mezzala sinistra, che è stato utilizzato dal mister la scorsa stagione, in quelle poche, ma comunque molto positive, presenze messe a referto (13 in totale, tra campionato e Coppa Italia).

https://www.youtube.com/watch?v=ujRQUeyUR4E

Nel 3-5-2 del tecnico toscano, gli interni di centrocampo ricoprono un ruolo fondamentale nella costruzione del gioco offensivo, in quanto, partendo da una posizione intermedia per dialogare con l’esterno e formare una catena di gioco laterale, si muovono internamente alle spalle della linea di centrocampo avversaria, posizionandosi preferibilmente negli “half spaces” (quelle zone di campo che si trovano tra la linea laterale  e la fascia centrale), oppure attaccando la profondità negli spazi liberati dal movimento delle punte.

asdasdasd

Qui Asamoah è bravissimo nel farsi trovare libero sulla trequarti, servendo immediatamente Dybala, che sigla la rete del 3-0.

 Asamoah, abilissimo nello scambiarsi ripetutamente la posizione con l’esterno sinistro, sia esso Evra o Alex Sandro, riuscendo così a creare situazioni di 2 contro 1 con il terzino avversario (vedi partita contro l’Udinese), denota, invece, qualche difetto nella circolazione della palla. In fase di possesso, infatti, nonostante svolga comunque un buonissimo lavoro di raccordo e perda pochi palloni in mezzo al campo, risultando molto preciso sul gioco corto (31.1 passaggi a partita, con una percentuale di passaggi riusciti del 91% nello scorso campionato), Asa rallenta spesso la manovra, toccando troppe volte la sfera prima di effettuare il passaggio e rendendo così meno fluido il giro palla della formazione juventina.

Dotato di una notevole rapidità e di un’ottima progressione palla al piede, caratteristiche che consentono alla squadra di risalire il campo velocemente in contropiede, l’originario di Accra è sicuramente un calciatore molto tecnico, capace di incidere all’interno della fase offensiva bianconera, attraverso ottimi tempi d’inserimento ed un buon tiro da fuori area.

Ma è in fase di non possesso che Kwadwo dà il meglio di sé. Infaticabile recuperatore di palloni (1.5 tackle e 0.7 intercetti a partita nelle poche presenze della stagione scorsa, 2 tackle e 1.5 intercetti di media, nei quattro anni all’Udinese, dove giocava come mezzala), il centrocampista ghanese è un giocatore che fa della corsa e del dinamismo i suoi punti di forza. Provvisto di un’innata capacità nella lettura del gioco, Asamoah garantisce una perfetta copertura all’esterno del centrocampo a 5, coprendo l’interno del campo quando l’esterno sale alto a prendere il giocatore di fascia avversario.

gdfgdasdasf

Alex Sandro esce su Felipe Anderson e Asamoah, prontamente, va in copertura alle sue spalle, seguendo la sovrapposizione di Basta.

 Dal punto di vista tattico, Asa svolge molto bene il lavoro senza palla che Allegri richiede all’interno di centrocampo, a seconda delle varie fasi di gioco: quando la squadra difende alta, la mezzala è chiamata a portare pressione sul portatore di palla o sui possibili riceventi; quando, invece, la Juve decide di abbassarsi, schierandosi a 5 in difesa, i 3 centrocampisti fungono da schermo davanti alla difesa, ostruendo le linee di passaggio avversarie, in modo tale da negare la profondità.

3

Asamoah va in pressione sul portatore di palla avversario, con i compagni che si occupano dei possibili riceventi.

 4

Classico schieramento difensivo adottato dalla Juventus: difesa a 5 e centrocampo composto da 3 giocatori molto vicini tra loro, in grado di oscurare le linee di passaggio avversarie.

Basandoci, dunque, su quanto scritto fino ad ora e prendendo in considerazione i due interni di centrocampo titolari della passata stagione, Paul Pogba e Sami Khedira, risulta ovvio che Asamoah, pur giocando sul centrosinistra, posizione occupata dal numero 10 bianconero, sia più portato ad eseguire i compiti richiesti alla mezzala tedesca in confronto a quelli svolti dal talento francese, calciatore assolutamente fuori categoria. Khedira, perfetto tatticamente e molto abile nella lettura e nell’interpretazione delle varie fasi della partita, è un ottimo incursore di centrocampo, capace di effettuare tagli perfetti alle spalle della difesa avversaria; inoltre, è il centrocampista che si assume il compito di guidare la fase di pressing alto dei compagni, essendo portato naturalmente ad aggredire in avanti.

Pur non essendo provvisto della stessa intelligenza calcistica del numero 6 bianconero (caratteristica che comunque non manca al ghanese, come descritto in precedenza), Kwadwo è senza dubbio un giocatore in grado di rendersi molto utile alla sua squadra, fornendo un contributo importante sia in fase offensiva che in fase difensiva, dando fisicità e dinamicità al centrocampo juventino.

5

Impiegabile nella posizione di interno di centrocampo anche in altri moduli, come il 4-3-1-2, provato dal tecnico livornese nella prima amichevole stagionale, contro il San Mauro Torinese (con Hernanes vertice basso, Pjanic vertice alto e Asa e Lemina interni), in cui Kwadwo è andato anche in gol grazie ad un assist del bosniaco, il numero 22 bianconero rappresenta un autentico jolly per Massimiliano Allegri, essendo in grado di ricoprire più ruoli oltre quello della mezzala (esterno nel centrocampo a 4 o a 5, terzino in una difesa a 4, mediano in un centrocampo a 2), a seconda dell’impostazione tattica data dal mister.

In conclusione, Asamoah, al netto degli infortuni, ha tutte le caratteristiche per diventare un vero valore aggiunto all’interno della rosa bianconera nella prossima stagione.