La Top 11 Juve della stagione 19/20

di Toccoditacco |

Più sette sulla Lazio. Più undici sull’Inter. Più dodici sull’avversaria più pericolosa, l’Atalanta. Il campionato sembra aver preso ormai una ben precisa direzione. Quando manca ancora un’infinita di partite la Juventus si ritrova, complici i passi falsi delle dirette antagoniste, in una posizione di netto vantaggio (e con lo scontro diretto contro la Lazio da giocare in casa) che fino a poche settimane fa sembrava impronosticabile.

Ma chi sono, ad oggi, i giocatori che hanno portato a tutto questo?

HANDANOVIC – Mai più ripresosi da quell’Inter-Juve 2-3 dove prese due reti nel finale praticamente dalla linea di porta, l’ex pararigori nerazzurro fatica ormai a mantenere la porta inviolata: Non pari contro la Samp, non pari contro il Sassuolo, non pari contro il Bologna, non pari manco più un portiere. Annebbiato.

GODIN – Ti gridavano fenomeno ora invece gridano buu. (cit)

Godin-Inter best moments:

SKRINIAR – Va beh, de Ligt non sarà mai ai suoi livelli, Skriniar mica tocca la palla con la mano in area (nemmeno con i piedi e la testa ormai, ma quelli sono dettagli). Oggi oltretutto, paga le tre giornate di squalifica per bestemmie (Solidarietà: chi non imprecherebbe dovendo giocare con loro?)

GOSENS – Per gli amanti delle statistiche, Gosens, Rabiot e Bernardeschi hanno segnato 9 gol in tre. 9 Gosens e zero gli altri due. Oltretutto Gosens ha segnato in Inter-Atalanta 1-1 (togliendo due punti ai milanesi) e in Atalanta-Lazio 3-2 (togliendo tre punti ai romani). Ha segnato anche in Atalanta-Juve 1-3, non togliendoci punti però. Ecco perchè finisce nella nostra Top 11 (oltre al fatto che non sapevo chi altro mettere).

GAGLIARDINI – Il più bianconero di tutti. Forse temendo di non poter più seguire la Juve in Champions, il giorno che riapriranno gli stadi, non affossa il Sassuolo da metri zero, per non rischiare di riaprire il campionato e per umiliare i neroverdi con l’ennesima etichetta Scansuolo. Se poi, per ogni errore deve regalare la maglia ai tifosi, nel giro di pochi mesi Milano sarà popolata di maglie nerazzurre numero 5.

ERIKSEN – Per lui giocare nell’Inter era un sogno. Ok, ma svegliatelo.

JUWARA – Il suo gol mette quasi definitavemente fuorigioco l’Inter di Conte dalla corsa scudetto. Due gol di due ragazzi del Gambia, infatti con i nerazzurri la musica “non Gambia mai“. Fino alla fine Forza Juwara.

CALHANOGLU – Il numero dieci rossonero finisce di diritto nella Top 11 del campionato segnando il gol del vantaggio all’Olimpico che manda momentaneamente la Lazio a meno sette. Quale modo migliore per festeggiare l’ennesima salvezza tranquilla del Milan?

KULUSEVSKI – Il giovane torello del Parma inanella una gara dietro l’altra degna di nota. Il tutto, ovviamente  prima di approdare a Torino, quando magicamente diventerà vecchio, grasso (colpa di Agricola) e pericolosamente troppo uguale a Yuri Chechi. Futuro Bidone.

BERNARDESCHI – Considerando che in questo pezzo citeremo solo calciatori che non giocano per la Juve, ecco Federico Bernardeschi. L’ex bianconero ha una tattica tutta sua: giocare bene 1 gara all’anno in modo che i tifosi se la ricordino perfettamente e se la stampino bene in testa quando c’è bisogno di ricordarlo: te lo ricordi Berna contro l’Atletico? Te lo ricordi contro il Bologna?

IMMOBILE – Il bomber dell’anno: con 29 reti si trova a soli 7 rigori dal record di Higuain (36) Clamorosa la sua heatmap di questa stagione:

BONUS TRACK
Chi lo avrebbe mai detto:non entra nella Top 11:

MESSI – Il Dieci dell’Inter ancora una volta non incide. Pressochè inesistente, quasi impalpabile, sembra ancora fuori dal progetto nerazzurro. Si rifarà senza dubbio nel prossimo campionato.


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