La terra dei cachi 130/ Gettin' it wrong

di Kantor |

Se mi avessero detto che l’Italia avrebbe finito cosi’ il suo europeo un mese fa non ci avrei creduto; ma spesso la vita e’ fatta per smentire le previsioni. E ci conferma una fatto che tutti gli analisti di qualsiasi cosa conoscono bene: e’ impossibile prevedere l’imprevedibile, per il semplice fatto che tutte le previsioni si basano sull’analisi dei precedenti. E l’imprevedibile e’ per definizione cio’ che non e’ mai successo prima.

Certo, una volta che le cose son successe, e’ abbastanza facile tornare indietro e capire dove abbiamo sbagliato; ma vale la famosa frase di Richard Feynman: “se siamo cosi’ bravi a prevedere il passato, come mai non riusciamo a prevedere il futuro?”.

Quale e’ stato il maggior fattore di errore almeno da parte mia? Il ritenere che i difetti di Conte come selezionatore fossero troppi e troppo grossi per consentirgli di fare un torneo decente. E questo perche’, come tutti, ritenevo che per vincere un campionato occorre un allenatore, ma per vincere un torneo breve con una selezione nazionale occorre appunto un selezionatore. Ma e’ evidente, al di la’ del dibattito un po’ surreale che si sta scatenandoin questo momento, che i difetti di Conte non sono difetti di campo; a livello tecnico, tattico e motivazionale e’ tra i numeri uno al mondo.

La cosa totalmente inattesa e senza precedenti e’che in questo campionato europeo gli allenatori stanno prevalendo nettamente sui selezionatori; a parte il buon successo dell’Italia, le prestazioni di Galles, Islanda e anche Ungheria (che aveva un solo giocatore in rosa che gioca nei cinque campionati principali) vanno in questa direzione, insieme ai campionati abbastanza disastrosi di Inghilterra, Belgio e Spagna (e le non brillantissime condizioni della Francia). La Germania come sempre fa eccezione: Loew e’ un buon selezionatore e anche un ottimo allenatore e infatti vinceranno la competizione.

Rimane comunque il fatto che questa e’ secondo me la prima grande competizione internazionale in cui gli allenatori si dimostrano un valore aggiunto (non citatemi l’Italia del 2006 che tutto sembrava fuorche’ una squadra di Lippi). E Conte senza dubbio e’ quello che ha il valore aggiunto piu’ alto di tutti, perche’ per contrastare il centrocampo tedesco col trio Sturaro/Parolo/Giaccherini ci vogliono doti che non esito a definire paranormali. Viceversa le cose che hanno impedito a Conte di andare fino in fondo sono imputabili ai suoi difetti da selezionatore: ha convocato due soli centrali di centrocampo, per di piu’ acciaccati e con uno dei due palesemente fermo. Si e’ portato dietro una batteria di esterni totalmente inutili e non un eventuale sostituto di Candreva che era l’unico a fare una transizione efficace sugli esterni. Ma e’ illusorio e anche futile separare i pregi di una persona dai suoi difetti: Conte ha un modus operandi che e’ quello. E gli ha consentito di vincere molto con la Juventus (non sempre fortissima), di fare una grandissima figura in nazionale (causando una unita’ di tifo che non si vedeva da tempo) e, last but not least, di ottenere un ingaggione da uno dei club piu’ forti della Premier League.

E come sempre, tutto il resto (comprese le mie considerazioni precedenti) e’ fuffa.