La terra dei cachi 119 / Let's be gay

di Kantor |

Mai capito perche’ gli anglofili di Twitter abbiano soprannominato Mr. Happy il nostro tecnico Allegri. In realta’ la corretta traduzione di happy e’ “felice”; allegro in inglese fino agli anni ’60 veniva comunemente tradotto con “gay” (controllare le parole di mille canzoni di Broadway per conferma). Poi quando la parola e’ translata di significato si e’ preferito passare al piu’ neutro “jolly” (for he’s a jolly goodfellow…)

In ogni caso in questo momento noi abbastanza allegri lo dovremmo essere; la Juventus sta andando piuttosto bene e nelle ultime due partite (Udinese e Lazio) ha secondo me fatto un ulteriore progresso nel livello del gioco. Ed e’ bene chiarire subito l’equivoco perche’, citando il buon Francesco Andrianopoli, giocare bene e fare bel gioco sono due concetti diversi. La Juventus non sempre fa bel gioco, ma gioca sempre bene; nel senso che esprime un livello di gioco nettamente superiore a tutte le squadre della serie A. Viceversa il Napoli fa spesso bel gioco ma non sempre gioca bene e la partita con l’Inter ne e’ un ottimo esempio: priva di quegli elementi che le consentono di fare bel gioco non e’ riuscita a giocare bene. E l’Inter, pur non facendo niente di speciale, ha meritato di vincere.

Io personalmente ho almeno un altro motivo per essere allegro; ho sostenuto in estate che la Juventus fosse molto piu’ forte quest’anno dell’anno scorso. E ovviamente le prime dieci giornate sono stato pesantemente insultato in rete; incerti del mestiere sicuramente, niente di grave. Ma il fatto che piano piano la logica e la realta’ si stiano riallineando (di solito lo fanno) mi fa sicuramente piacere. Quindi tutti allegri; ma attenzione a non esagerare e diventare gay. Perche’ in quel caso vi potreste imbattere in un energumeno in tuta, barba lunga e occhiali modello televisore anni ’70 che vi richiamerebbe bruscamente all’ordine.

Io sono cresciuto negli anni ’70 e vi assicuro che chi e’ cresciuto in quel periodo non si scandalizza facilmente; ma quello che e’ successo a Napoli martedi’ sera mi ha turbato abbastanza. Perche’ mi ha fatto pensare (citando Crosetti, alla prima frase giusta in 20 anni) che adesso si e’ capito perche’ Sarri sia arrivato tardi alla Serie A, e perche’ sia comunque troppo presto. Gia’ l’idea che nel 2016 tu possa offendere uno dandogli del frocio e’ ai confini della realta’; ma quello che secondo me ha dimostrato la totale impreparazione culturale di Sarri a certi palcoscenici e’ quello che e’ successo dopo. Perche’ la vera figura di guano Sarri l’ha fatta quando gli e’ stato chiesto conto di quelle frasi; e se ne e’ uscito con delle robe francamente lunari, al limite del delirio. D’altronde uno che fa dichiarazioni tipo “hanno fatto diventare il calcio un gioco per froci” (a proposito, gia’ in quel caso per me si doveva beccare una sanzione) si capisce bene da che parte stia.

Per completare il pasticcio la Giustizia Sportiva (un ossimoro se mai ne esiste uno) ha risolto la questione con uno schiaffetto sulla mano. Giova ricordare che in qualsiasi paese civile un allenatore autore di un gesto del genere sarebbe stato licenziato in tronco dalla sua societa’ e poi radiato dal sistema; in questo paese invece si preferisce ancora una volta piegare il capo di fronte all'”ordine pubblico” (do you remember Perugia?). Perche’ se Sarri avesse beccato il minimo previsto dal regolamento (4 mesi di sospensione e multona) probabilmente a Napoli sarebbe successo un casino. E quindi si e’ preferito aggiungere un altro tassello alla sostanziale impunita’ della SS Napoli.

Alla fine, ripensadoci, non c’e’ molto da stare gay.