La storia di Džeko contro la Juve

di Alessio Lavino |

L’altalena delle infinite emozioni sulla quale continuiamo piacevolmente a dondolare in questi giorni non ha davvero fine. Copione per nulla scontato, da nomination per la notte degli Oscar come miglior sceneggiatura originale e un finale ancora tutto da assaporare.

Edin Džeko prenderà parte alla seconda gara di campionato, Roma-Juventus, in programma domenica sera allo stadio Olimpico di Roma; contrariamente alle aspettative, il 34enne attaccante bosniaco vestirà ancora una volta la maglia giallorossa, salvo ulteriori clamorosi twists. Così come ogni sceneggiatore impartirebbe al suo personaggio chiave un ruolo di rilievo al momento di impugnare le armi, anche in questa pellicola, il rischio del doppio colpo di coda è davvero elevato! E se è vero che il veleno è nella coda, come solevano dire i nostri padri latini, allora la ciliegina su questo finale potrebbe essere rappresentata proprio dal numero 9 di Sarajevo che, almeno per poche ore secondo tutti i maggiori quotidiani nazionali, ha virtualmente vestito la maglia bianconera (poi passata allo spagnolo Alvaro Morata non più di 48 ore fa). Sarà invece chiamato ad affrontare il suo destino, ancora una volta beffardo, in modo inaspettato, domenica sera proprio contro i bianconeri.

Ha affrontato la Juventus per ben 8 volte in maglia giallorossa, mettendo a segno solo 2 reti. L’ultima segnatura risale al 12/05/2019, gara finita 2-0 per i giallorossi. La prima, invece, è datata 30/08/2015 al suo primo appuntamento contro la Vecchia Signora. Piccola curiosità: anche all’epoca (stagione del suo esordio in Serie A) si trattava proprio di un Roma-Juve alla seconda giornata di campionato, pensate un po’, sempre a proposito di destini e pellicole degne delle migliori firme Hollywoodiane!

Quest’ultimo rimane forse tra i ricordi più vivi nella memoria del tifoso bianconero; si trattava infatti della seconda stagione targata Allegri, 2015/2016. Quel giorno finì 2-1 per i giallorossi. A segno, Pjanic (Roma) su punizione, Džeko di testa e gol bianconero al debutto del neo-acquisto Dybala. Tre nomi che, in un modo o nell’altro, hanno di certo fatto la storia della Juve di questi ultimi anni.

Storia fatta di tempistiche e opportunità, oltre che di programmazione e lungimiranza. La storia del calcio ci insegna che le prime sono di certo ingredienti fondamentali per oleare gli ingranaggi delle seconde. Eh sì, le tempistiche, i tempi. Ci sono i tempi giusti e i tempi sbagliati. Non puoi mai essere troppo in anticipo o troppo in ritardo. Per tutto e in tutto. Altrimenti, il rischio di sfiorarsi senza mai intrecciarsi si trasforma in assoluta e inesorabile certezza.

Perché poi, alla fine c’entra sempre lui, il tempo, questa maledetta variabile impazzita che tutti sappiamo capire ma che nessuno alla fin fine sa definire e dominare. Il tempo ci ha detto che per ben due volte (la prima, ai tempi del Wolfsburg) Džeko sarebbe potuto essere il nostro centravanti, il nostro guerriero, il nostro Achille, quello che non sa fallire le battaglie importanti e che sa reggere il peso della pressione, il peso della gestione, il peso del sacrificio fuori e dentro il campo. Sarà chiamato a farlo ancora una volta, domenica sera, da degno avversario in una gara che, se per noi tifosi ha già il sapore degli appuntamenti da non fallire, per lui significa molto di più.

E allora, cari tifosi/e bianconeri/e, mettiamoci comodi sul nostro divano domenica sera e prepariamoci a vivere le intense emozioni di una gara, una battaglia, che banale non lo è proprio mai!


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