La sindrome da nanismo di Guardiola

di Giacomo Scutiero |

Per Hannover-Bayern di due mesi fa, appena sorteggiati gli ottavi di Champions, Guardiola non ha a disposizione Benatia, Lahm, Alaba e Bernat; schiera la difesa Badstuber-Boateng-Javi Martínez e vince uno a zero. Nelle successive due giornate di Bundes, vanno k.o. i suddetti giganti titolari: Bastuber chiude anzitempo la stagione, Boateng resterà out fino ad aprile e Javi Martínez ne ha ancora per un mesetto. Pep ritrova i piccoletti, il tuttofare Alaba e il capitano Lahm, ed accoglie il nuovo arrivato però sùbito infortunato Taşçı (1,86 m, almeno lui, ma ieri contro il Darmstadt nessuno se n’è accorto).

Ok, hanno un piccolo problema. E questo piccolo problema include una micro-deficienza: la «sindrome da nanismo». Nella penultima di campionato contro l’Augsburg (1-3 per Müller & co.), la prima e la seconda linea del Bayern «svettano» così:

Kimmich 1,76 m

Lahm 1,70 m

Bernat 1,72 m

Alaba 1,80 m

Thiago Alcantara 1,72 m

Vidal 1,80 m

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Media h: 1,75 m

La quartultima di Bundes ha creato almeno tre grattacapo alla fase difensiva di Guardiola, prevalendo nei duelli grazie allo scarto di centimetri. Pep ha riconosciuto tale difficoltà e poi ha messo le mani molto avanti: «Oggigiorno ogni club europeo è migliore di noi nei contrasti aerei». Va be’…

L’ultimo uomo davanti a Neuer era Alaba, giocatore eccezionale in quasi ogni zona del campo; certo è che, impiegato alla Bonucci, perde le specialità di «positional play» e inserimento. La Juve e Massimiliano Allegri sperano di rivederlo basso così a portar palla sarebbe il ’95 Kimmich, diligente ma anch’esso fuori ruolo perché centrocampista. A differenza dell’iperbolico Guardiola, il DS Sammer ha scherzato sulla contingenza: «Morata e Mandžukić sono 190 e 187 centimetri? Lahm dovrà saltare più in alto!».

Nell’ultima gara Guardiola sceglie questo 4-1-4-1: Neuer; Alaba, Taşçı, Kimmich, Rafinha; Vidal; Douglas Costa, Muller, Robben, Coman; Lewandowski. Risultato: 3-1 contro il sestultimo Darmstadt, in vantaggio a metà del primo tempo su colpo di testa (non bene Taşçı e Alaba, generale lettura difensiva rivedibile). Esiste, più per la stampa che per il mister, l’ipotesi di Xabi Alonso impiegato alla Mascherano o alla De Rossi, ma è quasi impossibile che il Bayern affronti i mediani della Juve col solo Vidal.

Pep quasi mai conferma lo stesso undici per due partite consecutive: la tattica che si adatta all’avversario e la mutazioni degli assetti intra-partita sono i suoi credi primari. Detto dei centimetri, è doveroso riportare una statistica: il Bayern ha subìto zero gol da calcio d’angoolo, zero gol da punizione diretta, zero gol da calcio di rigore, zero gol da rimessa laterale; a Neuer, se segni, segni solo su azione. E ad oggi ha raccolto la palla in rete solo undici volte tra Bundes, Champions e coppa di Germania.