La sfortuna del Conte Max

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Dopo la sconfitta casalinga contro il Manchester United di Mourinho, la Juventus del Conte Max non è più la corazzata tanto decantata a inizio stagione e le ultime partite lo attestano.
Per quanto non si voglia farne una tragedia greca, siamo fuori dalla Coppa Italia e, se ci fosse mai stata la possibilità di fare il triplete, non sarà realizzabile proprio per aver mancato l’obiettivo sulla carta più semplice.
Nel dispiacermi ho trovato tutto splendidamente ironico: perdere contro la Dea Atalanta, storicamente descritta come provocante ma fermamente virtuosa e cacciatrice infaticabile, ne consiglio l’approfondimento perché è una storia bella e che ben si sposa con la squadra bergamasca.
Trovo ci sia anche una logica: al di là del contingente “calo” stagionale, quando inizi ad annoiare gli dei del calcio, questi si divertono a ricordarti che non sei invincibile e lo fanno sollecitando la tua mortalità con l’infortunio. Questi due aspetti sono così divinamente ovvi che se ne parla sempre troppo poco, preferendo invece stressare l’utilissimo record in campionato, l’impatto di Ronaldo e le responsibilità di Max Allegri. Allora, se i numeri sono celestiali come Cristiano, valutiamo il mister provando a considerare “le belle”, ovvero le partite secche in cui ti giochi necessariamente tutto.
Coppa Italia
Dalla stagione 2011-2012 gli ottavi e i quarti, si disputano in partite di sola andata.
2014-15
Juventus-Verona 6-1 // Ottavi
Parma-Juve 0-1 // Quarti
Juve-Lazio 2-1 ai supplementari // Finale
In campionato: Juventus 87, Roma 70, Lazio 69
2015-16
Juventus-Torino 4-0 // Ottavi
Lazio-Juve 0-1 // Quarti
Juve-Milan 1-0 ai supplementari // Finale
In campionato: Juventus 91, Napoli 82, Roma 80 (Milan 57 al 7°posto)
2016-17
Juventus-Atalanta 3-2 // Ottavi
Juventus-Milan 2-1 // Quarti
Juve-Lazio 2-0 // Finale
In campionato: Juventus 91, Roma, 87, Napoli 86 (Lazio 70 al 5°posto)
2017-18
Juventus-Genoa 2-0 // Ottavi
Juventus-Torino 2-0 // Quarti
Juve-Milan 4-0 // Finale
In campionato: Juventus 95, Napoli 91, Roma 77 (Milan 64 al 6°posto)
2018-19
Bologna-Juventus 0-2 // Ottavi
Atalanta-Juventus 3-0 // Quarti
 
Supercoppa Italiana
2015 Vittoria contro la Lazio 2-0
2016 Sconfitta contro il Milan (ai rigori)
2017 Sconfitta contro la Lazio 2-3
2018 Vittoria contro il Milan 1-0
Champions League
2015 Sconfitta contro il Barcellona 3-1
2017 Sconfitta contro il Real Madrid 4-1
Venti partite. Tanto di quello che si dice ad ogni post gara passa indirettamente da queste venti partite e adesso tocca capire cosa ci vogliamo leggere. Si trionfa tre volte su quattro ma al crescere della difficoltà perdiamo e anche piuttosto male rispetto a quando si vince.
Personalmente ritengo Allegri un ottimo dipendente Juventus con il limite di essere un perfetto coach del suo tanto amato basket: se le gare che contano si giocassero al meglio delle sette, avremmo almeno un paio di trofei in più. Ma se i trionfi del suo primo anno vengono sminuiti dall’eredità di Conte, come mai Conte non ha mai portato almeno una Coppa Italia? Questa è un’Odissea che può arrivare fino al 1897 e di fatto non risolve la questione sull’atteggiamento e sulla fatalità di certi episodi che forzano l’esito dei risultati.
La più grande sfortuna del Conte Max è l’apparente fortuna di trovarsi alla Juventus, la società più rigida d’Italia e dal tifo più esigente. Da tempo ho iniziato a chiedermi in cosa consista realmente la sua celebre quanto personalissima fortuna se non nell’avere a disposizione la squadra nettamente più forte in serie A. La mia sensazione personale è che Allegri abbia buone doti gestionali e ottimi giocatori grazie ai quali sia più agevole conseguire le vittorie, ma credere che sia fortuna sua il gol all’ultimo minuto e sfortuna del giocatore quando prendi due pali è illogico. Sono convinto invece che dovremmo iniziare una contronarrativa basata sulla sua ricorrente sfortuna nei momenti che contano fatta di spazzate mancate, contro-capovolgimenti epici, preparatori atletici diabolici e tutto quanto è a riprova della legge di Murphy.
Senza essere risultatisti, la vittoria conta eccome ma anche come arriva. Una vittoria striminzita nel gioco e nel risultato lascia sempre un senso di incompletezza, perché viene percepita come episodica. L’imbattibilità in campionato è bellissima e fa molto comodo nel dissuadere le critiche ma credo abbia prodotto il risultato opposto, ovvero un’ulteriore pressione psicologica innecessaria: chi non avrebbe preferito perdere una misera partita di campionato pur di non precludersi la coppetta nostrana? In Italia ci sforziamo di non perdere mai e alla prima sconfitta ti bruci un intero obbiettivo stagionale. Se poi ci sentiamo liberati psico-fisicamente per poterci concentrare meglio su altro, è bene ricordare che questo modello di insuccesso è già perseguito da altre squadre e non mi pare che l’ambiente bianconero ne abbia guadagnato in serenità e ottimismo.
Su cosa hanno raggiunto società, allenatore e calciatori ne abbiamo trattato allo sfinimento ma, se si parla di fortuna, non si può poi prescindere anche dalla sfortuna di un sorteggio o degli infortuni. Per quanto riguarda lo stato dello squadra, si dipende ancora troppo da certe individualità e nel complesso manca più di un ultimo sforzo per accomodarsi sulle klismos dell’Olimpo.
In 120 anni si sono succedute dirigenze, allenatori e non so quanti giocatori: la costante è che al raggiungimento di un certo livello, la sufficienza con cui si affrontano alcune partite diventi insufficiente per la vittoria e che, in quel preciso momento, se qualcosa può andare male, andrà peggio.
di Andrea Caviglia