La Settimana Fake e le lacrime

di Sandro Scarpa |

Ricordate quando la A era “il torneo più bello d’Europa” con “una sfida fantastica a colpi di scena“, addirittura “un orgasmo multiplo“, praticamente come ogni volta in cui la Juve non è prima o le altre non sono a distanza siderale.

Quest’anno c’era poi la grande novità di un “tecnologia che sta evitando al 99,7% gli errori arbitrali“, quel “VAR con cui ora ridiamo noi e loro non rubano più!

Ricordate questo paradiso terrestre “che gli altri paesi ci invidiano?“.

Sì, era solo 3 giorni ore fa.

 

LA SETTIMANA FAKE

Era un torneo fantastico perché il Napoli (stagione incredibile anche perché ha imparato a giocare peggio degli anni scorsi, a gestire, difendere e speculare di più), col gol di Koulibaly a Torino, era passata da “squadra Europea” (7 ko nelle ultime 10 gare europee…) ad una sommatoria di tutte le favole dal di Leicester al Verona, ma con molta più hype.

A quel punto è iniziate l’incredibile Settimana FAKE della Juve.

Il lunedì le scomode verità di una “lite nello spogliatoio” tra Buffon (già reo dello sbrocco post-Madrid) e Benatia (lui già colpevole dello sbrocco contro Crozza), il particolare è suggestivo: lancio di frutta tra i due. Tutti i quotidiani ovviamente hanno rilanciato la (fake) news.

Il martedì arriva la news dei tifosi Napoli aggrediti e malmenati allo Stadium. Senza filmati, senza denunce nè testimonianze. Solo voci di voci de relato, mentre impazzano i video di decine di tifosi Napoli che insultano la Juve e i suoi tifosi al centro di tribune e curve, nella totale indifferenza altrui. Molti (siti, social, etc.) rilanciano la (inesistente) news.

Il mercoledì arriva la violenta contestazione degli ultrà Juve che assediano Vinovo, accerchiano giocatori impauriti, intonano cori tremendi come “Fuori i Coglioni” e arrivano a minacciare il povero Dybala coniglio bagnato. Tutti i quotidiani (siti, radio…) rilanciato la (fake) news.

Il giovedì si festeggia il ventennale dell’evento che ha sconvolto la Nazione e che vanta più celebrazioni, anniversari, citazioni, ricordi, commenti, testimonianze di qualsiasi altro avvenimento italiano storico e di cronaca: il contatto Iuliano-Ronaldo. Ovviamente la copertura mediatica è totale, come da 20 anni a questa parte.

Il venerdì il quadro si allarga, non una lite a due, ma un ammutinamento, con senatori e argentini che allontano Allegri dallo spogliatoio “fuori di qui, Capra!” con Marchisio (manco convocato per Juve-Napoli) a capeggiare la rivolta. Molti quotidiani rilanciato la (orridamente fake) news.

Si arriva così al sabato di Inter-Juve. Teoricamente ci sarebbero altrove i presupposti per gridare all’ambiente destabilizzato, nella settimana più difficile degli ultimi 7 anni per la Juve. In realtà, come al solito, sono altri gli ambienti “destabilizzati”, quello interista (“sono tutti pazzi” Spalletti dixit) in pieno assetto da guerra mentale pre-Juve e quello napoletano, devastato da una settimana di festeggiamenti col Questore che ha già pianificato i prossimi 6 mesi di festa scudetto.

Accade che la Juve inizi tosta, segni, crei altre occasioni, e gli interisti (uno in particolare) impazziscano, come al solito, come granata qualsiasi, commettendo un fallo da rosso assolutamente insensato.

A quel punto l’Inter si carica su di sé il vittimismo e il senso di presunta ingiustizia e, all’unisono con 80mila tifosi, comincia davvero a giocare la corrida della vita. E ci mette sotto. Sorvoliamo sull’ovvio secondo giallo che spettava a Pjanic (dopo un primo giallo assolutamente inesistente), glissiamo sui rigori (da VAR…) su Higuain e su Matuidi.

 

LA PIRAMIDE DEL DELIRIO

Quello che ci interessa è che la Juve, sull’orlo del baratro, agevolata dalla superiorità numerica e da un avversario sfinito (e con Santon…) abbia però la forza mentale di ribaltare la gara in 1 minuto e vincerla.

Lì finisce la Settimana Fake e inizia la Piramide del Delirio AntiJuve.

Uno schema sempre uguale, reiterato, una pre-ordinata sequela di eventi in una rigorosa spirale di assurda distorsione di qualsiasi logica, professionalità e imparzialità che accade SEMPRE, sistematicamente, ogni anno in modo sorprendentemente più totalizzante.

Iniziano Beppe (Bergomi) e Fabio (Caressa) su Sky, in cronaca.

Bergomi: “Tocco leggero Fabio! No Fabio, non è rosso, non gli fa male“.

Non solo a freddo, ma anche 24 ore dopo lo stesso Bergomi chiarisce: “Vecino non affonda, ma striscia!

Caressa che dopo Madrid aveva pontificato “Buffon? Problema italiano, antico, nei paesi anglosassoni le regole valgono sempre, dal 1° al 90°”, a caldo si scopre più italiano di tutti e sbotta: “Beh, al 19°!…. hai ragione Beppe…poi, al 19°!!…Orsato si prende una bella responsabilità al 19°!!!

Arriva Premium con la fanfara dei moviolisti a singhiozzo e tremila riproposizioni del fallo di Pjanic (non del primo fallo con giallo inesistente), per poi proporre, intorno alle 2 di notte i falli in area di Skriniar su Higuain e Cancelo su Matuidi.

Intanto a Sky cala il funerale su un torneo “orgasmo multiplo, per cui a questo punto speriamo di godere ancora nelle prossime settimane” con Cattaneo che dà lezioni di tattica ad Allegri. Non Adani (che poi precisa il suo pensiero) ma CATTENEO!

La Rai ci mette poi il carico tra Sabato e Domenica coi soliti servizi da Napoli Channel col solito Cucchi che si dissocia (e poi esce dalla DS).

Nel frattempo dalla base della Piramide si passa al livello successivo: i Pistocchi con i cento video, gli Ziliani con le solite parole da denuncia penale (e pare stavolta sia arrivata, da alcuni suoi colleghi), i Telese, i Varriale pronti ad alzare l’asticella dello Scandaloso/Vergognoso, i Palmeri che abbandona gli aneddoti per passare agli insulti velati.

Altro passo in avanti nella Piramide: da un lato i giornalisti tifosi come Auriemma, Alvino, Chiariello e Del Genio pronti a farsi detonare e fomentare un ambiente già abbastanza esplosivo, tra idee macchiettistiche e l’appello ai bambini, i poveri bambini che non credono più nel calcio; dall’altro arriva la fanfara molto più strutturata del vittimismo nerazzuro.

Un apparato formidabile. Una macchina da guerra incredibile. I quotidiani RCS (in mano a Cairo ma dall’anima forgiata alla Pinetina), i comici, Bonolis, DJ Francesco, le grandi firme, Severgnini, Mentana, i (comici)politici, La Russa.

Per Severgnini è un “peccato, perché il nostro calcio stava cercando di sollevarsi“, che di per sé è un pezzo di cabaret formidabile, più comico di Bonolis col suo comunque notevole “nella storia tutte hanno pagato tranne loro“.

10 pagine su Gazzetta per 3 giorni, 20 pagine su Corriere, gli editoriali. Una copertura mediatica clamorosa, più spazio a Pjanic e Orsato che a Salvini, Di Mario, Renzi e l’ISIS messi insieme.

Poi altro gradino della Piramide: arrivano i “filmati“, i “labiali“, come era successo l’anno scorso con un video insignificante di Inter Channel. Tagliavento che dice “quanto recupero facciamo” alla fine del primo tempo si trasforma in “nel recupero vinciamo!“. Allegri che dice a Tagliavento (che lo ha espulso altre volte in carriera e ha segnalato ad Orsato gli estremi per l’espulsione anche stavolta): “come mi sono comportato stavolta? Promosso?” diventa “Orsato promosso!“.

E in questo scalino, già di per sé ridicolo, si inserisce uno dei personaggi più farseschi della storia calcistica recente, il Procuratore Federale, nonché dichiarato ultrà Napoli, Giuseppe Pecoraro. Ovviamente la copertura mediatica è anche qui devastante. Col più autorevole quotidiano nazionale (CorSera) ed il più glorioso quotidiano sportivo (Gazzetta) che, anche a distanza di giorni, con gli equivoci chiariti, ripropongono nella loro homepage i “filmati compromettenti“.

Proprio quando si pensa che Pecoraro abbia battuto tutti, incredibilmente si sale sempre più su, su più fronti. De Grandis mette in dubbio la ferita di Mandzukic con “una garza precedente“, arriva Antonello (!?) a quanto pare AD Inter che, sulla falsariga dei suoi predecessori blatera di “guerre sportive, gare falsate e brutto spot per il calcio nel mondo“, poi ovviamente il Napoli col tweet “Essere azzurri significa vincere facendo leva soltanto sulle proprie forze.”

E più su, ancora più su, al culmine assoluto del delirio, come la sirena dell’ambulanza e il latrato dei cani dopo una penosa esibizione a La Corrida arrivano, appaiati, De Magistris, col messaggio politico alla Gomorra “Ci riprenderemo tutto quello che è nostro” e i NeoBorbonici col “ricordo per far rigiocare Inter-Juve“.

 

LE LACRIME VERE

Mancherebbe solo l’interrogazione parlamentare. Ma si sa, c’è il ponte…

E’ dal primo giorno del VAR (rigore dopo 10′ contro la Juve a Torino per sfioramento) che sapevamo sarebbe andata così, è da quell’hashtag #MertensACrotoneesempio di splendida ironia napoletana che prende in giro chi fa polemiche sugli arbitri” che si sapeva che avrebbero schiumato rabbia per un giallo.

Sapevamo tutti che quelli chi avrebbe preso di mira in modo più intenso Buffon (ed il suo sfogo sbagliato ma umano, a mezz’ora dalla gara) avrebbe sbroccato totalmente, dall’alto del loro esaltarsi per gli sfoghi di Ronaldo e Simoni dopo 20 anni (20 anni, non mezz’ora e contro il Nemico, non contro l’inadeguatezza di un arbitro).

La combo Apparato Interista + Masanielli Napolisti è deflagrata in modo squassante, direttamente proporzionale alla voglia di vedere la Juve finalmente non vincere dopo 6 anni.

Ma tutte queste lacrime andranno via nella pioggia, pronti al nuovo giro e a nuovi deliri. Solo alcune resteranno davvero impresse nella nostra testa: le lacrime di gioia di Barzagli a fine gara, nell’abbraccio con un Buffon altrettanto in estasi.

Dopo un Mondiale vinto, dopo 6 anni ininterrotti di trofei e Scudetti, una sola settimana non da Campioni, e le lacrime di gioia dopo una gara così. Così come quelle di Allan, stremato dalla fatica e dalla delusione di una sconfitta dopo una stagione formidabile. Che bellezza! Applausi ai Barzagli e agli Allan. Sipario misericordioso su tutti quelli citati prima.

 

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