La scheda scouting di Marko Pjaca

di Juventibus |

di Fabrizio Renna

Biografia

Marko Pjaca nasce a Zagabria il 6 maggio 1995. Figlio di un ex wrestler e di una campionessa nazionale di judo, Marko prima di dedicarsi al calcio si cimenta in altri sport, come la pallamano e i go-kart. Cresciuto nel settore giovanile della Dinamo Zagabria, dopo un anno all’ Nk Zet passa alla Lokomotiva Zagabria, dove esordisce in prima squadra a 16 anni, nel febbraio del 2012. Sigla le sue prime 2 reti da professionista nella stagione 2012-2013, più precisamente contro lo Slaven Belupo, con un potente destro da fuori area, e contro l’Nk Zagabria, con una punizione dal limite. La stagione successiva è senza dubbio quella più positiva per lui nella Lokomotiva, con 33 presenze, 7 gol, 7 assist e l’esordio nelle competizioni europee, avvenuto ai preliminari di Europa League, persi contro la Dinamo Minsk. Dopo aver collezionato 51 presenze, 9 gol e 9 assist, nell’estate del 2014 Pjaca torna alla Dinamo, che lo ricompra per 1 milione di euro. Il primo anno con i Modri è fantastico: l’allenatore Mamic lo schiera subito titolare come esterno sinistro nel tridente offensivo e lui non disattende le aspettative, realizzando 11 reti in campionato, vincendo scudetto e coppa nazionale (premiato come miglior giovane e come giocatore croato dell’anno) e consacrandosi anche a livello internazionale, con una straordinaria tripletta in Europa League ai danni del Celtic nell’ultima partita della fase a gironi, l’11 dicembre.

La stagione 2015-2016 parte benissimo per Pjaca, con 3 reti e 2 assist in 6 presenze nei preliminari di Champions, che consentono alla Dinamo Zagabria di passare alla fase a gironi. Vince nuovamente campionato e coppa in Croazia e conclude la stagione totalizzando 12 gol in 42 partite.
Dopo aver fatto parte di tutte le rappresentative nazionali giovanili (dall’Under 17 all’Under 21, disputando anche il Mondiale Under 20), esordisce nella nazionale maggiore il 4 settembre 2014, durante un’amichevole tra Croazia e Cipro, subentrando a Kovacic. Convocato per l’Europeo in Francia dal CT Cacic, Pjaca si dimostra un talento dal potenziale straordinario, giocando una partita fanstastica contro la Spagna il 21 giugno e confermandosi 4 giorni dopo contro il Portogallo, dove, chiamato in causa nei 10 minuti finali, ha fatto letteralmente impazzire i difensori lusitani, con una serie di dribbling e accelerazioni palla al piede impressionanti.

Caratteristiche Tecniche

Nato come centrocampista centrale, Pjaca (186 cm per 81 kg), grazie alla sua velocità e alla sua spiccata propensione offensiva, viene presto dirottato sugli esterni, diventando un’ala rapidissima e dal grande bagaglio tecnico, molto abile negli spazi stretti e assolutamente letale nell’uno contro uno. Destro naturale, dispone comunque di un buon mancino e può giocare tranquillamente sia sulla fascia destra sia su quella sinistra, dove spesso parte molto largo per poi accentrarsi ed andare al tiro.

https://www.youtube.com/watch?v=GV-dYDVvYi8

Utilizzato anche da trequartista o da falso nove in alcune occasioni, vista anche la sua confidenza con il gol (35 reti in 140 presenze da professionista nei club), il giovane talento croato è dotato di un’ottima visione di gioco, che gli consente di effettuare verticalizzazioni molto precise per i compagni di squadra. Assolutamente da migliorare il gioco aereo (vista anche la stazza fisica) e la fase difensiva, dove Pjaca risulta a volte troppo pigro nei ripiegamenti. Inoltre, la sua giovane età lo porta ad essere un po’ troppo innamorato del pallone e della giocata ad effetto: infatti spesso e volentieri appena riceve palla cerca subito il dribbling sul diretto avversario, rischiando di perdere il controllo della sfera.
Detto questo, Pjaca è senza dubbio un giocatore dal roseo futuro, da inquadrare tatticamente ma assolutamente capace di incidere sia partendo da titolare che subentrando dalla panchina, come dimostrato in questi Europei.

https://www.youtube.com/watch?v=HRDtsW808Rs

Eventuale Utilizzo nella Juventus

L’esterno croato potrebbe risultare, sebbene con caratteristiche diverse, il vero sostituto di Juan Cuadrado, ormai tornato al Chelsea di Antonio Conte (anche se alcuni rumors parlano di un tentativo della Juventus di riportare a Torino il giocatore). Sicuramente più offensivo rispetto all’ala colombiana, Marko Pjaca difficilmente si adatterebbe ad un ruolo di esterno nel centrocampo a 5, almeno partendo dal primo minuto. Più tecnico ed elegante ma meno abile negli strappi e nelle accelerazioni da fermo tipiche del sudamericano, Pjaca potrebbe, però, incarnare alla perfezione il ruolo di dodicesimo uomo, ovvero quel giocatore in grado di entrare a partita in corso e diventare subito determinante, creando superiorità numerica nella trequarti offensiva. Dodicesimo uomo molto importante per mister Allegri, che ama questo tipo di giocatori in grado di farsi trovare immediatamente pronti partendo dalla panchina, spezzando l’equilibrio della gara. Un esempio lampante è rappresentato da Roberto Pereyra, che nella stagione 2014-2015 è risultato decisivo da subentrante (52 presenze, 32 da titolare e 20 da subentrato). Lo scorso anno invece, col ritorno al modulo 3-5-2, Allegri ha alternato spesso Cuadrado e Alex Sandro, schierandone soltanto uno da titolare, in modo tale da avere sempre uno dei due giocatori al suo fianco in panchina, pronti ad essere utilizzati a partita in corso, come arma tattica.
In quest’ottica, il classe ‘95 della Dinamo, la cui valutazione si aggira intorno ai 15-20 milioni di euro, rappresenterebbe un’opzione importante in questo mercato estivo. Vedremo se la dirigenza juventina riterrà opportuno un investimento su questo calciatore (seguito anche da Milan, Inter, Napoli e Borussia Dortmund), o se si fionderà su altri profili in grado di dare alla formazione bianconera quell’imprevedibilità e quel cambio di passo che Cuadrado ha saputo dare durante l’arco della passata stagione.