La scheda scouting di Romelu Lukaku

di Juventibus |

di Jacopo Diego Azzolini

BIOGRAFIA

Romelu Lukaku è senza alcun dubbio uno dei prospetti offensivi più interessanti che ci siano in circolazione. Nato nel 1993 ad Anversa da famiglia congolese, l’attuale giocatore dell’Everton è figlio d’arte: il padre Roger, infatti, era anch’egli calciatore, trasferitosi poi in Belgio nel corso della sua carriera. Prima punta, è dotato di una stazza imponente (192 cm x 100 kg), ma ciò non deve però trarre in inganno: si tratta di un ragazzo agile e veloce, oltre che molto dotato tecnicamente palla al piede. Dopo aver segnato una valanga di gol con le giovanili di Lierse e Anderlecht, è proprio con questi che a soli 16 anni firma nel maggio 2009 il suo primo contratto professionista.  Segnando contro lo Zulte Waregem diventa il più giovane marcatore di sempre nella storia del campionato belga, mentre nel 2010, a 17 anni scarsi, diventa capocannoniere con 15 gol, portando l’Anderlecht a vincere il titolo. Dopo un’altra stagione di alto livello, coincisa con le prime marcature in Champions League, nel 2011 passa al Chelsea per 22 milioni di euro. C’è molta attesa per quello che sembra un predestinato, che oltretutto si è dichiarato tifoso blues e che dai media è già stato classificato come erede di un certo Didier Drogba. Purtroppo, per il ragazzo la stagione si rivela un totale fallimento, con appena 8 presenze. E’ celebre l’episodio relativo al momento in cui il Chelsea viene premiato all’Allianz per la conquista della Champions League, con Lukaku che si rifiuta di alzare il trofeo, dichiarando poi ai microfoni: “I’ve not even touched the cup. I don’t deserve it because I was not on the list. I don’t touch anything I don’t deserve“.

Al West Bromwich, in prestito, si riscatta alla grande, realizzando 17 gol in 35 partite, candidandosi di diritto come uno dei giovani più interessanti della Premier. Il suo principale obiettivo, però, è quello di tornare al Chelsea, che a fine stagione fa un nuovo tentativo col belga. Va però ancora peggio di prima: sbaglia il rigore nella Supercoppa Europea contro il Bayern Monaco, scegliendo poi di trascorrere la stagione all’Everton di Martinez (che a fine anno, dopo profonde riflessioni del giocatore belga, acquisterà il suo cartellino per 35 mln). Con la maglia toffees è cresciuto sempre di più, disputando tre stagioni positive sotto tutti i punti di vista, crescendo a 360 gradi e acquisendo le caratteristiche che oggi lo rendono uno dei prospetti più interessanti d’Europa. L’annata appena conclusasi è finora la più positiva della sua carriera, sia per l’aspetto realizzativo (18 gol) che per quello di rifinitura. E’ inoltre uno dei calciatori più attesi della nazionale belga, con cui in Francia spera di riscattarsi dopo il deludente mondiale brasiliano del 2014, dove aveva attirato su di sé parecchie critiche.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Oltre alle già citate velocità e tecnica – tutt’altro che scontate per uno della sua stazza –  va premesso che Lukaku non è semplicemente una prima punta di finalizzazione: nonostante una media gol che in ogni stagione è piuttosto alta, le doti del ragazzo sono molteplici, e lo rendono un giocatore potenzialmente completo. Gioca infatti a tutto campo, spazia sull’intero fronte d’attacco, va a prendersi il pallone anche lontano dalla porta e grazie al suo fisico imponente ha un efficace controllo di palla che gli consente di fungere da sponda per i compagni e di far salire la squadra. Proprio quest’ultimo aspetto è una delle sue caratteristiche migliori: quando riceve palla, prima mantiene il controllo facendo valere il fisico e successivamente riesce a smistarla in qualsiasi modo al compagno (spesso gliela passa di prima intenzione), buttandosi poi dentro. Riesce quindi a rivelarsi una risorsa vitale per la squadra, che in avanti può contare su un imponente punto di riferimento.

Sa inoltre trarre a proprio vantaggio le cosiddette situazioni sporche, sfruttando le proprie doti atletiche. Aggredisce gli spazi molto bene e ciò viene aiutato dall’odierna situazione tattica della Premier, dove le ripartenze sono molteplici e le squadre o si difendono poco o si difendono male. Non a caso, diversi attaccanti che provengono dal calcio inglese faticano molto l’approccio in un calcio più tattico come ad esempio quello italiano. Tuttavia, come vedremo ora analizzando i suoi gol, sbaglia chi pensa che Lukaku fatichi a imporsi quando la difesa è schierata.

Lukaku

Fonte: Fox Sports

Quest’anno Lukaku ha timbrato il cartellino per 18 volte, superando il record  di 17 reti relativo alla stagione 2012-2013. Contando le coppe nazionali, il belga è a quota 25 gol in 46 gare. Ciò che balza subito all’occhio è la varietà delle sue segnature: letteralmente, segna in tutti i modi (tra le varie doti, possiede pure un notevole stacco aereo). La cosa aumenta il sua valore se si pensa che Lukaku è mancino, categoria di calciatori che tende ad usare un piede soltanto (basti pensare ai rimproveri che Allegri fa a Dybala su questo aspetto). Il belga, invece, sa usare con efficacia anche il destro.

E’ pure considerevole la sua capacità di sapersi creare il gol dal nulla, anche quando si ritrova circondato da maglie avversarie, riuscendo a far convivere qualità e strapotere fisico. Se dovesse giocare in Serie A disporrebbe delle capacità di sapersi adattare in un contesto in cui gli spazi sono ridotti, le marcature asfissianti e spesso si agisce in un fazzoletto di terra. Molti attaccanti inglesi non sarebbero invece in grado di approcciarsi con risultati soddisfacenti ad un calcio così diverso.

17 gol su 18 sono arrivati dentro l’area, ma non bisogna farsi ingannare: il numero 10 sa calciare benissimo anche dalla distanza, semplicemente in questa annata palo e traversa gli hanno più volte negato la gioia della rete.

Un altro elemento che lo rende attaccante universale è la sua grande qualità in rifinitura. In ogni sua stagione, Lukaku effettua un’alta quantità di assist e passaggi chiave. 6 assist nel 2013-2014, 5 nel 2014-2015 e di nuovo 6 nella stagione appena conclusasi. Distribuisce la palla in ogni direzione in maniera omogenea e l’elevato numero di passaggi arretrati certifica la sua grande capacità di giocare spalle alla porta, oltre che un’elevata visione di gioco. Di anno in anno è aumentata la quantità di passaggi effettuati in ogni gara, che è quasi raddoppiata rispetto ai tempi del West Bromwich, entrando sempre di più nel vivo del gioco.

PROSPETTIVE

Lukaku all’Everton è cresciuto molto, diventando uno dei giovani attaccanti più appetibili del calcio internazionale e giocare in Italia probabilmente lo aiuterebbe a compiere un nuovo step tattico. Un suo approdo alla Juventus sarebbe un qualcosa di nuovo rispetto al recente passato, perché si tratta di una prima punta molto più accentratrice rispetto a chi in precedenza ha ricoperto questo ruolo a Torino. Tra i bianconeri è  la seconda punta – Tevez prima e Dybala ora – la principale fonte del gioco offensivo, ossia chi agisce di raccordo tra centrocampo e attacco. Se nel calcio italiano Lukaku è in grado di inserirsi bene, nella formazione di Allegri dovrebbe lavorare nell’intesa con Dybala, per non correre il rischio di pestarsi i piedi con l’argentino. Con dedizione e impegno, sono però due giocatori in grado di coesistere. La  capacità del belga di venire incontro al pallone e di saper giocare spalle alla porta ben si sposa alle tipologie di partite che la Juventus si trova in patria, e magari potrebbe essere un incentivo per tornare a lavorare sugli inserimenti senza palla dei centrocampisti che nelle ultime due stagioni sono un po’ calati. Di certo, contando che si tratta di un ragazzo di appena 23 anni, può essere fatto con tutta tranquillità  un lavoro tecnico di prospettiva. Lukaku, dal canto suo, dopo i fallimenti londinesi sarebbe più che felice di rimettersi in gioco in un top club.