La scheda scouting di Michy Batshuayi

di Jacopo Azzolini |

BIOGRAFIA

Nonostante Michy Batshuayi, ragazzo belga di origine congolese classe 1993, sia oggi tra i giovani attaccanti più in vista d’Europa, il suo percorso non è certo stato in discesa. A differenza di molti suoi colleghi, che fin da subito si sono imposti nelle giovanili, l’attuale giocatore dell’Olympique Marsiglia ha avuto non pochi problemi. Soprattutto caratteriali. Sono stati molti gli allenatori esasperati dal suo comportamento, tant’è che ai tempi dell’Anderlecht viene allontanato da mister Yannick Ferrara, offeso dalla sua indisciplina. Batshuayi non demorde e, dopo un periodo al Fc Brussels, nel 2008 passa allo Standard Liegi, con cui a 18 anni esordisce in Jupiter League. La sua crescita è netta ed esponenziale, sia in termini di presenze che in termini di gol: passa dai 6 della stagione 2011-2012 (25 le gare disputate, quasi tutte partendo dalla panchina) ai 21 del 2013-2014, in cui ormai è titolare fisso.  Il carattere ribelle viene domato, anche se non si placa del tutto: nel 2012 viene espulso per quattro giornate a causa di una brutta reazione su un Simayes del Genk, mentre l’anno seguente viene spedito a casa dall’Under 21 per aver invitato delle ragazze nella propria camera il giorno prima della partita.

Il Marsiglia di Bielsa nota le prestazioni del ragazzo e lo acquista per 6 milioni. Nella prima parte di stagione gioca poco, soprattutto a causa dello strepitoso stato di forma di Gignac. Piano piano, però, entra sempre di più nei piani del “Loco”, che lo fa scendere in campo con continuità. Nelle ultime 12 partite segna 7 reti, pur non giocando mai più di 60’ a gara. Chiude il campionato con 9 squilli, per una media gol impressionante: una segnatura ogni 99 minuti. Come se non bastasse, trova la rete pure all’esordio in Nazionale. La stagione appena conclusa è stata quella della consacrazione: titolare inamovibile e 17 gol realizzati, che lo rendono obiettivo di mercato di diversi top club. Inoltre è una delle numerose risorse della formazione di Wilmots per gli Europei, palcoscenico in cui il talento belga spera di consacrarsi ulteriormente.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Batshuayi è alto 182 cm e pesa 78 kg. A differenza del suo compagno di nazionale Lukaku, non dispone di un fisico imponente. Sostituisce questo limite con una notevole agilità e un’elevata mobilità, che lo rendono imprevedibile e difficile da marcare. Destro di piede, sa però usare benissimo anche il sinistro, tant’è che in quest’ultima stagione 5 gol su 17 sono arrivati grazie al mancino. Dispone pure di un eccellente stacco aereo: riesce infatti a dare molta forza al pallone, oltre che indirizzarlo con precisione.

Tutti i suoi gol sono arrivati dentro l’area, ma va sottolineato che Batshuayi prova spesso la conclusione dalla distanza: infatti, effettua quasi un tiro a partita da lontano. Deve semplicemente migliorare nella cattiveria e nella coordinazione (a volte è un po’ troppo piatto in questo aspetto).

Dotato di un’eccellente progressione palla al piede che gli consente di superare l’avversario, è molto bravo ad aggredire la profondità e a vedere lo spazio anche in situazioni complicate. Titolare inamovibile nel 4-2-3-1 del Marsiglia, spesso retrocede la propria posizione e svaria su tutto il fronte d’attacco per dialogare coi compagni e/o fungere da sponda per gli inserimenti (è il secondo attaccante della Ligue 1 per assist compiuti: 9). E’ forse qui che il belga deve migliorare ulteriormente: ha un primo tocco non ottimale, che spesso gli fa perdere palla. La precisione dei passaggi nell’arco della singola gara necessita di un aggiustamento, visto che Batshuayi ne azzecca solo il 74%. Inoltre, pur non toccando di certo pochi palloni – media di 19 passaggi a partita -, ha le qualità per compiere un ulteriore step ed entrare ancora di più nel vivo del gioco.

Oltre a partecipare attivamente alla manovra della sua squadra, va sottolineato che sotto porta Batshuayi è un finalizzatore eccezionale, un vero e proprio falco dell’area di rigore. Agisce spesso sul filo del fuorigioco per trovare lo spazio giusto e coi suoi movimenti riesce a prendere il tempo sul marcatore, arrivando con efficacia sui cross/passaggi dei compagni. Sa sostanzialmente farsi trovare al posto giusto al momento giusto, tant’è che è in Francia è il secondo giocatore per tiri dentro l’area di rigore. Vero è che in Ligue 1 non ci sono fasi difensive impeccabili, ma comunque Batshuayi non è di sicuro il giocatore più facile da tenere sotto controllo visto che è molto bravo nello sgusciare alle spalle dell’avversario.

 

In questa stagione è avvenuto un netto miglioramento per quanto riguarda i contrasti, che prima erano un vero tallone d’Achille per il giocatore. Ha moltiplicato il numero dei duelli aerei vinti ed è diventato più efficace nel tackle: progressi significativi e necessari per chi ambisce a diventare una prima punta di successo. Il ruolo di perno dell’attacco che gli ha cucito addosso Michèl lo ha limitato in generale nella fase difensiva, soprattutto nei ripiegamenti quando l’avversario è in possesso della palla. Non a caso, si è dimezzata la quantità di intercetti ed è diminuito il numero dei falli (nella stagione 2014-2015, oltre il 65% di questi era avvenuto nella trequarti difensiva o intorno al cerchio di centrocampo: come dire, dava un grossa mano alla squadra anche nei momenti di maggior passività). Di certo, è un giocatore diametralmente opposto rispetto all’attuale centravanti della Juventus, che ha nei contrasti e nel contenimento quasi numeri da difensore.

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Fonte: Squawka

PROSPETTIVE

Il ragazzo è principalmente obiettivo di club inglesi, che vedono il belga come facilmente adattabile ad un certo tipo di calcio. Ha un prezzo ancora accessibile e pare che pure la Juventus sia interessata. Tecnicamente è un giocatore con valori importanti e la sua giovane età può consentire di pianificare un progetto a lungo termine. Dipende però cosa si cerca: se si vuole lavorare in prospettiva è un conto, se si pretendono risultati nell’immediato è un altro paio di maniche. Per il ventiduenne, l’approccio in un calcio tattico come quello italiano non è scontato, soprattutto se si pensa alla stragrande maggioranza delle gare che affronta la Juventus: ossia, match contro avversari esclusivamente dedicati all’ergere barricate nella propria porta, in cui spesso si gioca in un fazzoletto di terra. Sarebbe una scommessa puntare su una prima punta non fortissima fisicamente ed abituata unicamente ed esaltarsi in contesti dove gli spazi sono maggiori e le marcature piuttosto leggere (senza dimenticare che, più genericamente, la Ligue 1 non è certo un top campionato).  La sua capacità di dialogare col resto della squadra è interessante e sviluppabile,  ma c’è più di un dubbio sulla sua  incisività offensiva e sul “fare peso “ in attacco. Non è sicuro che il ragazzo possa rivelarsi un valore aggiunto e, anche se ciò avvenisse, le probabilità che si affermi in tempi brevi sono ancora minori.