La scheda scouting di Gabriel Jesus

di Juventibus |

di Stefano Francesco Utzeri

Gabriel Fernando de Jesus, più semplicemente Gabriel Jesus, soprannominato in patria O’ Fenomeno (soprannome che lo distingue da Gabriel Barbosa, noto Gabigol e attaccante del Santos), nasce a San Paolo il 3 aprile 1997 e inizia a giocare per strada, come vuole la tradizione del futebol verdeoro. Successivamente muove i primissimi passi nell’ Anhanguera, piccola società di San Paolo, in cui milita fino ai 16 anni, quando viene notato da diversi osservatori delle più famose società del distretto di San Paolo, grazie anche al titolo di capocannoniere della Copa São Paulo Under 15, in cui mette a segno 29 gol. Gabriel, che aveva già un agente (attualmente detentore di parte del cartellino), alla fine sceglie una delle più note società del paese: il Palmeiras. Nelle giovanili del “Verdão” Gabriel disputa dal 2013 due stagioni giocando quasi sempre da punta nonostante un fisico non propriamente statuario: inizia come riserva, conquistando il posto da titolare durante il Campionato Statale Paulista Under 17 a suon di gol e terminando la stagione con 48 partite giocate segnando 54 reti. Nel 2014 partecipa ancora al Paulista Under 17 e in 22 partite segna ben 37 gol, diventando capocannoniere e recordman assoluto della competizione. Sempre dal 2014, con il tecnico argentino della prima squadra, Ricardo Gareca, è costantemente aggregato alla prima squadra, senza tuttavia esordire mai, a causa della difficile situazione di classifica del club brasiliano.

L’esplosione e la notorietà

Nel 2015 Gabriel esordisce finalmente nella prima squadra del Palmeiras durante il Campionato Statale, il 7 marzo 2015 contro il Bragantino, in cui fu proprio la Torcida Alviverde a chiederne l’ingresso in campo; a maggio arriva l’esordio nel Campionato Brasiliano, contro l’Atletico Mineiro, nel 2-2 casalingo in cui gioca titolare come punta centrale in un 4-3-3. La notorietà però arriva nel Campionato Mondiale Under 20 2015, in Nuova Zelanda, dove in assenza delle stelline Gabriel Barbosa e Kenedy, viene convocato e gioca titolare come esterno destro offensivo mettendosi in mostra grazie al gol e ai tre assist, diverse giocate decisive e trasformando l’ultimo rigore contro l’Uruguay negli ottavi di finale.
Rientrato nel club progressivamente torna a giocare titolare, venendo schierato dal tecnico Marcelo Oliveira prevalentemente da esterno sinistro offensivo, come si suol dire “a piede invertito” essendo un destro naturale.
Al termine del 2015 chiude la prima stagione da professionista con 20 presenze, 4 gol e 2 assist in campionato.
La vera esplosione tecnica avviene nel 2016, quando dopo il Campionato Paulista in cui segna 5 gol in 12 partite, colleziona anche 4 gol in 5 partite di Copa Libertadores, principalmente sempre in posizione di ala sinistra. Nella prima partita del Brasileirao 2016 segna una doppietta e fornisce un assist, contro l’Atletico Paranaense.

Caratteristiche tecniche e tattiche

La caratteristica principale di Gabriel Jesus è senz’altro la rapidità palla al piede. E’ un calciatore brevilineo e leggero (177 cm x 73 kg), possiede un dribbling secco micidiale, simile a quello di Juan Cuadrado, con una repentina finta di corpo è in grado di lasciare l’avversario sul posto, caratteristica che gli permette di essere efficacissimo nell’isolamento 1 vs 1 sulla fascia sia per andare a crossare che per rientrare sul piede preferito e calciare verso la porta. Possiede, e le statistiche lo dimostrano, un notevole fiuto del gol, e sottoporta è quasi sempre molto freddo e risolutivo. Il suo piede naturale è il destro e il sinistro in fase di conduzione della palla lo utilizza ben poco, quasi mai, ma nonostante questo calcia bene anche col mancino.


Le caratteristiche tecniche fanno di lui un potenziale attaccante in grado di svariare su tutto il fronte: l’abilità nel creare la superiorità numerica è un’arma importante nel calcio moderno, soprattutto se unita alla visione di gioco, che si acquisisce anche attraverso la maturazione. Gabriel è ancora troppo innamorato del pallone: quando retrocede sulla linea di centrocampo per ricevere il pallone, quasi sempre punta la linea difensiva avversaria palla al piede: questa naturale tendenza a staccarsi dalla linea difensiva avversaria andrebbe implementata con un maggiore utilizzo della fantasia che possiede in fase di rifinitura e una maggiore tendenza alla costruzione del gioco. Gabriel difficilmente retrocede per impostare, ma per puntare da solo la difesa avversaria portando spesso il pallone finché spazi e avversari glielo consentono e considerando un passaggio solo in extrema ratio, quando non vede più spazi per un dribbling ed un’avanzata solitaria.
Gabriel è un giocatore con un innato fiuto del gol, dote naturale che viene esaltata grazie ai movimenti a tagliare alle spalle della difesa avversaria partendo dalla corsia esterna.
Un altro elemento importante che fa di lui un talento, non unico, ma molto maturo rispetto a ciò che recitano i suoi dati anagrafici e ciò che esprime in campo, è la pulizia tecnica: Gabriel sbaglia pochi passaggi rispetto a profili simili e anagraficamente più maturi: 78,5% la sua percentuale di passaggi riusciti, contro il 70,7% di un profilo simile come Domenico Berardi.

Ultima, ma probabilmente più importante tra le caratteristiche di Gabriel, è l’umiltà che lo sta distinguendo in queste due stagioni: sembra un calciatore davvero molto intelligente per avere solo 19 anni e particolare presente in fase difensiva come dimostrano gli 1.5 tackle e 1 intercetto di media a partita. Umiltà e sacrificio che gli sono anche costati qualche fallo di troppo (2.8 falli commessi a partita), ma probabilmente dipesi da una grinta nell’applicarsi anche nella fase di non possesso fuori dal comune.

PROSPETTIVE

Le caratteristiche tecniche, nonostante i ruoli svolti finora in carriera, fanno di lui un potenziale attaccante in grado di svariare su tutto il fronte. In ottica Juventus è importante sottolineare come già in Brasile il ragazzo sia portato a retrocedere sulla linea di centrocampo per ricevere il pallone e puntare la linea difensiva avversaria palla al piede: un eventuale lavoro sulla visione di gioco e sul gioco a testa alta lo trasformerebbe nella perfetta punta di raccordo, su cui il gioco offensivo attuale della Juventus si basa e che quest’anno è stato interpretato ottimamente da Paulo Dybala. Gabriel esattamente come l’argentino ha un grosso feeling col gol, ma le sue caratteristiche fisiche e tecniche suggeriscono un allontanamento dalla porta per essere ancora più decisivo nel gioco complessivo della squadra.