La Routine e la Felicità

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Roberto Mariani

Questa di seguito è la definizione del termine “routine“ tratta dal dizionario italiano:

Abitudine lentamente acquisita per mezzo della pratica e della esperienza; più com., a proposito di una monotona e deprimente consuetudine

La prima parte è la definizione logica; la seconda è l accezione che ha assunto nel pensare comune.

Se queste due definizioni di routine le applichiamo a ciò che sta accadendo da 8 anni nel nostro campionato di calcio , possiamo tranquillamente accostare la definizione “logica”a ciò che la Juve sta realizzando: “…abitudine lentamente acquisita per mezzo della pratica e della esperienza”;
mentre quella del “pensare comune” a ciò che i nostri avversari stanno vivendo: “…a proposito di una monotona e deprimente consuetudine!

La definizione del dizionario della felicità è la seguente :

LA COMPIUTA ESPERIENZA DI OGNI APPAGAMENTO”.

Detto in maniera meno filosofica:

percepire e apprezzare in maniera convinta ciò che ci soddisfa e ci appaga anche se accade quotidianamente

Legando tra loro i due sostantivi (routine e felicità), possiamo tranquillamente dire che la FELICITA’ della vita si sostanzia, molto semplicemente , nel rendere la quotidianità quanto più appagante possibile (nonostante tutte le difficoltà che le vita ci propone); mentre la INFELICITA’ ci attanaglia quando la quotidianità viene vissuta come…una monotona e deprimente consuetudine!

Se torniamo alla metafora calcistica, tutto quando detto ci aiuta a comprendere come i nostri avversari siano depressi e infelici;
ma anche che, se noi juventini non percepiamo ed apprezziamo in maniera convinta ciò che sta accadendo rischiamo di farlo diventare ”una monotona e deprimente consuetudine”.

Per banalizzare questo concetto, basti pensare a quello che spesso accade e che leggiamo riguardo a personaggi dello spettacolo , in generale, quando lui/lei bellissimi subiscono un tradimento e l’uomo/ donna “comune” si domanda: ”ma come si fa a tradire un partner così bello/a ? Io non lo farei mai!”, quando, invece, il problema non è quello di essere un VIP o una persona comune ma se l?esperienza è “una monotona e deprimente consuetudine”.

Morale:
se vinci 8 scudetti di fila hai l’obbligo di comprendere e fare in modo che questa esperienza sia appagante affinché ti renda felice!!! Ma devi assolutamente evitare che la routine ti schiacci e, come per il personaggio dello spettacolo, possa diventare monotona e deprimente.

Svegliarsi ogni mattina potrà essere consuetudine ma anche se in tanti s’impegnano per renderlo monotono, sarà il caso di ricordarsi che se ciò non avvenisse sarebbe impossibile anche annoiarsi!

8 anni di trionfi nel calcio italiano hanno ridotto ad una patologia l’antijuventinismo, ma stanno producendo cambiamenti anche tra il tifo juventino, dove in molti vorrebbero apportare mutazioni genetiche nelle vittorie: vorrei vincere quello e rinunciare ad altro; che me ne faccio di vincere l’ennesimo titolo o coppa se non vinco la Champions?
Anche nella pratica quotidiana (andare allo Stadium o in trasferta), si nota una pericolosa mutazione; Dietro il problema reale del caro biglietto, si celano una surrettizia pigrizia e mancanza di stimolo che si traduce nella difficoltà di realizzare pullman per le varie partite, eccezion fatta per quelle che per “consuetudine non monotona“ (4/5 partite allo Stadium: Inter, Milan, derby e forse viola e Roma) presentano quasi sempre “over booking“.
Mentre in trasferta sono solo appannaggio dei tifosi locali.

Il piacevole dramma per noi juventini è che i nostri successi sembrano destinati a proseguire nel tempo, ed il terrore che mi assale è quello di vedere, metaforicamente parlando, le cliniche psichiatriche affollate di tifosi che dovrebbero essere felici e non lo sono, mentre l’umanità calcistica italiana popolata da depressi apparire felice dei propri fallimenti.


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