La rosa bianca e nera della Juve

di Giacomo Scutiero |

La rosa bianca e nera non appare dipinta al cinquanta per cento di un colore e dell’altro. Diffonde intensamente il proprio profumo, ma in molti sono preoccupati soltanto di non afferrare le spine e non godono dei suoi petali.

L’attuale formazione della Juventus è un fiore che non ha potere di stare chiuso e tende ad aprirsi di settimana in settimana: si fa guardare, riguardare, fa discutere, comunque scopre sempre qualcosa di stimolante.

Perché i conti sono in rosso ed è necessario vendere
Perché la motivazione di cui sopra è principalmente l’affare Cristiano Ronaldo e allora questo è più grazia o problema?
Perché il secondo portiere è un pensionato ravveduto
Perché il capitano non è più di sana e robusta costituzione
Perché, una volta che ospitiamo artisti come Dani Alves e Cancelo, non riusciamo a goderne
Perché Alex Sandro potrebbe restare solo di là
Perché in mezzo e davanti c’è tanta folla che sei costretto a tagliare e spuntare
(Continua…)

Chi vi scrive è uno dei maggiori anti-calciomercato dei social e di certo il maggiore anti-calciomercato di questo sito.
Queste interminabili sessioni di tempo perso, di pagine di giornale piene di poco o nulla, di firme oppure di buche in due-tre giorni dopo aver raccontato di aver lavorato sulla cosa per due-tre mesi (boss Momblano mi perdonerà, forse).

Questo contesto, per me di noiosa fantasia e per molti divertente se non eccitante, genera sensazioni poco comprensibili ed ansie non legittime: la rosa è eccessivamente ampia eppure non è completa, ogni ruolo presenta il suo doppione eppure c’è bisogno qua e là, abbiamo necessità di vendere eppure non è saggio liberarsi agevolmente di questo e quello, siamo di gran lunga la migliore squadra del torneo eppure se avalliamo quello scambio…

Non sbagliamo se riconduciamo tutto o quasi agli otto scudetti, al resto con mancia, all’agio che trasfigura molti. Ben pettinati, ben vestiti, ma bagnati ed ammollati.
Ricordiamo che tifiamo dei calciatori, una squadra, una società, un’azienda. E che quest’ultima presenta un piano di rischio: salta, cambia, lascia e noi comprendiamo quasi nulla perché non conosciamo il mestiere e non sono affari che ci riguardano. Dopodiché, sempre da quando il timone è nelle mani di Andrea Agnelli, realizziamo che vivere un’altra storia è stata/è/sarà l’unica occasione per scoprirne il senso.

Cristiano Ronaldo ha torchiato la cassa, sì.
Cristiano Ronaldo ha modificato, sì.
Cristiano Ronaldo ha issato il club, soprattutto.
Ha levato in alto le sue finanze ed il suo commercio e, cosa più importante, questo non concerne soltanto il tempo presente ed è soprattutto la proiezione della nostra luce futura.

Oggi siamo quel sogno di un decennio fa: tanti milioni, tanti top player, tanti trofei. Allo stesso tempo, sotto controllo, a tanti ricavi corrispondono tanti debiti ed a tanti acquisti importanti corrispondono tante cessioni importanti.
Nessuno riesce a vincere sempre senza perdere e lasciare qualcosa.

Non è un insegnamento di vita, è la prassi consolidata del calcio che viviamo e tifiamo.

Può piacere oppure no, può essere molto materiale e poco sentimentale, ma questa rosa bianca e nera bisogna coglierla.


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