Agnelli spariglia il tavolo: la “Rivoluzione Pirlo” e gli aspetti finanziari

di Leonardo Dorini |

I tumultuosi giorni del post-eliminazione dalla Champions League forniscono parecchi spunti di interesse anche dal punto di vista finanziario ed organizzativo, oltre alle suggestioni date dal lato più prettamente sportivo ed agonistico.

Un primo aspetto degno di nota è la rapidità della scelta sul cambio della guida tecnica della Prima Squadra, maturata in meno di 24 ore: fatto certamente apprezzabile, anche se non è chiaro quanto essa sia stata effettivamente pianificata: ma il fatto che la Juventus abbia voltato pagina rapidamente e non, come accadde lo scorso anno, dopo settimane di tentennamenti e indecisioni è un primo dato certamente apprezzabile.

Decisione veloce, quindi, ed ora il Club della Continassa ha di fronte forti stimoli, grandi opportunità e, quindi, rilevanti rischi: con una sola mossa, Andrea Agnelli ha sparigliato il tavolo, introducendo un elemento che, da solo, modifica le aspettative di tutti quanti: i tifosi, i calciatori, il mercato finanziario e degli sponsor, gli avversari. Come ci ha spiegato Luca Momblano “entusiasmo” e “appeal” erano i concetti chiave intorno ai quali il nuovo allenatore doveva lavorare e la figura di Andrea Pirlo è parsa quella giusta per garantirli.

Ma ora iniziano altri aspetti da valutare, dal punto di vista organizzativo: la squadra di coloro che assistono il Mister cambia, anche se non è esclusa qualche conferma; il nuovo manager, quando arriva, porta il suo team, c’è aria nuova, possibili ritorni.

E naturalmente, questo rinnovamento non poteva non passare anche da quelli che sono i principali “collaboratori” della guida tecnica: i giocatori. Le cronache ci dicono che Pirlo abbia fatto le sue scelte, comunicando già ai calciatori fuori dal progetto tecnico quelle che sono le sue intenzioni: Blaise Matuidi è già partito, con una piccola minusvalenza e il deconsolidamento di un anno di pesante ingaggio, ed ora si fanno i nomi di Higuain e Khedira, due calciatori dagli ingaggi pesanti per i quali è presumibile dover mettere in conto importanti perdite (a titolo di minusvalenza e/o di indennizzi).

Vediamo allora di fare alcune considerazioni proprio in merito agli impatti di bilancio di tutte queste vicende.

E’ in corso di elaborazione la bozza di bilancio dell’esercizio concluso il 30/6/2020 che sarà portato all’approvazione del Consiglio di Amministrazione il 18 settembre; si tratta di un anno finanziario che ovviamente sarà martoriato dalle conseguenze della pandemia. I ricavi da match-day avranno subito un’importante riduzione e bisognerà comprendere se altre voci di ricavo (pensiamo al merchandising) abbiano subito impatti dal fermo delle attività. E’ pur vero che il Club aveva messo a segno un’importante riduzione degli stipendi dei calciatori, ma comunque la stagione è ripartita (a fine maggio con gli allenamenti), e quindi è possibile che l’accordo sia stato rivisto a favore degli atleti.

Fra i segni positivi dell’esercizio passato, certamente vi è la plusvalenza su Pjanic, pari a circa 42 milioni di euro e ora la Società potrebbe cogliere l’opportunità di mettere a bilancio tutte le minusvalenze e le perdite prevedibili relative alla “rivoluzione Pirlo”: il costo dei compensi da pagare a Mister Sarri e al suo staff ed i costi per allontanare gli elementi della rosa non più compresi nel progetto potrebbero concretizzarsi in un mega-accantonamento per “redundancy costs” sul bilancio in chiusura a fine giugno 2020, come avviene comunemente in aziende che vanno a incidere sull’organico o a promuovere forti discontinuità di carattere manageriale.

Dalle prime avvisaglie, la sensazione è che, sotto l’egida del motto “Ritrovare entusiasmo”, Agnelli abbia dato un’accelerazione importante, un cambio di passo, al processo di svecchiamento e di rinnovamento di tutta l’organizzazione; è possibile allora che l’esercizio 2020/21 possa rappresentare la nuova partenza di un ciclo sportivo (senza però che sia finito il precedente), ma anche finanziario, e che il bilancio 2019/20 accolga l’impatto economico, una tantum, del rinnovamento.


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