La Rai e il derby: avrei voluto scriverci un libro

di Massimo Zampini |

“Salve, scusi il disturbo: l’ho cercata perché mi è venuta un’idea per scrivere un libro e mi piacerebbe farlo per la sua casa editrice”.

 

“Mi dica, la ascolto”.

 

“Si tratta di un libro sul calcio: io come forse sa tifo per la Juventus e vorrei raccontare una storia su questa squadra”.

 

“Bene, la Juventus ha tanti tifosi, se si tratta di uno spunto originale non ci saranno problemi: siamo sempre alla ricerca di nuove idee su temi molto richiesti”.

 

“Allora, è il racconto in 200 pagine di un derby in un ottavo di finale di Coppa Italia, finito 4-0 per i bianconeri, senza storia”.

 

“200 pagine per un ottavo di finale di Coppa Italia senza storia?”

 

“Sì, ma è divertente, mi creda”.


“Stiamo a sentire”.

 

“Ascolti: si gioca allo Stadium, la Juve è in ripresa, dopo un inizio faticoso, e il Torino è un’ottima squadra. Nel pomeriggio si verificano già due sorprese: il Carpi espugna Firenze e la Roma porta lo Spezia ai calci di rigore, rischiando quasi di fargli lo sgambetto”

 

“Sarebbe questa la parte divertente? Su, arriviamo al dunque”

 

“La sera occhi puntati su Torino. Ci sarà un’altra sorpresa? Lo pensano in molti, anche perché la Juve ha appena vinto una partita col Toro in campionato al novantatreesimo minuto”.

 

“Le sembra una storia originale, questa del gol al novantatreesimo contro i granata?”

 

“No di certo, ma quella è solo l’introduzione per fare sentire il lettore a casa, in una storia che non lo disorienti. Insomma, stringo: racconto un po’ l”atmosfera, riporto dei tweet di giornalisti-tifosi che dicono che ci sarà grande incertezza, poi comincia la partita, che va in onda sulla Rai”.

 

“Il pubblico si interesserà moltissimo al canale che trasmette l’incontro…”

 

“Lo farà. Mi lasci finire, però. Comincia la partita: la Juve attacca da subito, le due squadre fanno molti falli (tanti ammoniti, il loro capitano Glik fa un fallaccio da ammonizione non fischiato, il nostro Zaza si vendica subito ed è aggressivo anche dopo il giallo, il loro Acquah fa un’entrataccia quasi da rosso e così via, come un classico derby), poi Morata fa una bellissima azione e proprio Zaza segna un fantastico gol. Bella storia, no? L’attaccante che pareva in crisi e quello che non gioca mai confezionano nel derby un grande gol…”

 

“Sì, ai lettori potrebbe piacere, ma non mi pare così’ sconvolgente”.

 

“Vado avanti. Comincia il secondo tempo: il telecronista Rai ci racconta che nell’intervallo ha parlato con i colleghi della mancata seconda ammonizione a Zaza, Capito di cosa hanno parlato nell’intervallo, dopo quel gol e quel primo tempo?”

 

“Su, non si interrompa”.

 

“C’è un possibile rigore per la Juve per un fallo di mani non visto, e nell’azione dopo Bonucci fa il 2-0”.

 

“Bene, tutti felici e contenti?”.

 

“No. Perché viene annullato senza motivo, per un fuorigioco che non c’è”.

 

“Che vuole fare, ora, tutta questa storiella per raccontarci che gli arbitri ce l’hanno con la Juve? Su, sia serio”.

 

“Ma per favore! Anzi, qui fanno solo mezzo replay e si va avanti. Mica sono episodi importanti, stavolta. Comunque, mi faccia proseguire: fallaccio di un loro giocatore già ammonito, espulsione.  Passano due minuti, e segna di nuovo il panchinaro ribelle che viene dalla Lucania, Zaza”.

 

“Mi piace, il ragazzo ribelle che viene dalla Lucania, vada avanti che mi sto appassionando”

 

“La Juve non si ferma, entra il ragazzino argentino che deve sostituire il vecchio fuoriclasse Tevez in campo e nel cuore dei tifosi, ma a inizio anno si è fatto due panchine e tutti già urlavano al fallimento.  Entra, sfiora il gol, poi segna pure lui, che pare mettere la palla dove vuole. Si alza la maglia, bellissima come sempre, e sotto ne ha una ancora più bella, la più bella che si possa indossare. Ancora qualche minuto e c’è una punizione per noi. Ora, in questa stagione non segniamo mai da calcio piazzato, e stavolta ci prova Pogba, il predestinato, quest’anno numero 10, che gioca tra i mormorii dei tifosi, che da lui si aspettano sia già un 10 consumato, non solo un fuoriclasse in via di definizione. Rincorsa, tiro e palla sotto la traversa. 4-0. Si alza la maglia anche lui, e anche lui ne ha sotto una più bella. Si abbracciano tutti, la squadra non si ferma, cerca di fare segnare anche Morata, autore di una eccellente partita.

4 gol 0, 13 tiri totali a 3, 8 tiri nello specchio a 0. Quelle storie dei panchinari felici, delle dediche sulle magliette, dei giovani che sembrano già grandi, della squadra che non si accontenta di un 4-0”.

 

“Va bene, un po’ retorico ma alla gente piacciono le cose retoriche. Cominci pure a scrivere”.

 

“Mi scusi, ma queste sono solo le prime pagine. Il libro è su quello che accade dopo la partita”.


“Scherza? E cosa accade, di tanto particolare, dopo questo 4-0?”

 

“E’ qui il bello. Giunge ai microfoni l’allenatore della Juve, che ha appena vinto alla grande un derby e si aspetta una domanda sulla partita, su un giovane praticamente agli esordi, sulle belle dediche dei goleador di giornata. Ci siamo: “ma è vero che a gennaio prenderete Oscar?” Lui li guarda stupiti, ripete per due volte che deve pensare alla prossima partita e non al mercato, saluta tutti.

Arriva l’allenatore del Torino Ventura ai microfoni; la prima domanda è sulla mancata espulsione di Zaza. Lui glissa e racconta che fino al 50esimo la sua squadra è rimasta in partita. Prende la parola un pregiato ospite tifoso del Torino, che gli chiede come mai la Juve debba essere sempre avvantaggiata; Ventura è addirittura sorpreso. Dopo uno 0-4 senza un tiro in porta, pare un regalo di Natale non richiesto: risponde sorridendo, dice che lui non ci aveva neanche fatto caso, ma se insistono magari qualcosa c’è davvero.

Ecco gli highlights della partita, peraltro con audio sballato rispetto alle immagini: le prime due azioni, indovini pure sono sui due falli di Zaza, con tanto di replay e commento dei cronisti. Il presunto rigore per la Juve non viene neanche mostrato, mentre il gol annullato a Bonucci così, al volo: siamo ancora in attesa di un replay. Poi, colpo di scena, arriva Zaza ai microfoni”.

 

“Non mi faccia stare sulle spine: insulti con i giornalisti in studio che gli chiedono di quei due falli di cui hanno parlato tutta la sera?”

 

“Macchè. Complimenti per i gol, Zaza, ma sperava di giocare di più quest’anno?”

 

“Ma no, qui deve scattare la rissa!”


“E invece no, qui finisce il libro. Proprio su quella domanda.”

 

“Ma quindi questo libro cosa racconta, in sostanza? Qual è lo spunto originale?”

 

“Cosa racconta? Racconta che la Juve gioca un derby con un difensore esordiente, vince 4-0 dominando in lungo e in largo, i protagonisti sono i due attaccanti in difficoltà, reclama un rigore e le viene annullato un gol regolare, due giovani fuoriclasse segnano e dedicano i loro gol a chi merita quelle dediche, e ci sorbiamo sulla Rai tutto un dopopartita sulla presunta mancata ammonizione a Zaza, dopo che già in diretta il cronista ci aveva detto che era stato quello, l’argomento di discussione tra colleghi. Guardi, è solo una partita, ma spiega tutto: la Juve che sul campo dà tutto fino all’ultimo secondo, vince dominando, se ne frega degli errori arbitrali a sfavore, anzi segna nell’azione seguente, eppure poi sul canale pubblico visto da tutta Italia gli argomenti sono il giallo mancato, il mercato di gennaio, il poco spazio a Zaza e un signore che non trova di meglio da dire che chiedere come mai la Juve debba essere sempre favorita.

E’ una partita, ma mi creda, spiega tutto quello che cerchiamo di dire da anni, è così che si creano i mitici episodi che restano nella mente dei tifosi, è per questo che poi il fatto che la Juve vinca non per suoi meriti ma per aiuti esterni è diventato un luogo comune anche per chi non guarda mai il calcio, ma magari si trova a volte una partita sulla Rai e se la guarda con piacere, ascoltando anche i commenti”.

 

“Mi scusi, eh, ma questo sarebbe uno spunto originale? Lei ha già scritto 4 libri identici, in cui praticamente cambia solo il titolo! Se ne vada!”.

 

Sbatte la porta e mi manda via mentre esco a testa bassa, senza replicare, perché so che ha ragione lui, me ne sono accorto mentre glielo raccontavo. So che non ci sarà nessun libro, sarà per un’altra volta.

Al massimo, se proprio mi andrà, ci scriverò un articolo per Juventibus.