La prima volta – Dalla parte dei più forti

di Juventibus |

Il mio legame imprescindibile con la Juventus non ha un momento preciso o una partita decisiva ma credo si sia trattato di un puro e vero segno del destino. Esattamente fra una settimana di 31 anni fa oltre ad essere nato, la Vecchia Signora si aggiudicava il suo 22° scudetto culminando un ciclo vincente assoluto.

Ho sempre pensato che fosse facile prendere una scelta seguendo l’influenza che va per la maggiore ed in quel momento le tentazioni erano veramente tante visto che a festeggiare si alternavano il Napoli di Maradona, l’Inter dei record dei tedeschi occidentali, addirittura la Sampdoria di Vialli-Mancini e per finire il Milan degli olandesi di Sacchi e Capello. Devo ammettere che mio padre, bianconero come me, può avermi dato una spinta notevole sulla decisione ma sono sempre stato orgoglioso di dire di aver scelto personalmente questa squadra per tanti motivi.

Se proprio devo fissare una data sul calendario dico che il tutto è cominciato durante i mondiali di Italia ’90 nonostante avessi soltanto 4 anni, e la prima cosa a confermare questa iniziale simpatia poi trasformata in vera passione e sentimento naturale furono le due autentiche rivelazioni di quella manifestazione e cioè Totò Schillaci ed il giovanissimo Roberto Baggio che poi alcuni mesi dopo avrebbero formato la nostra coppia d’attacco. La definitiva consacrazione è arrivata nel momento in cui cominciava ad insinuarsi dentro il me bambino quella sgradevole sensazione di frustrazione per la sconfitta e per combatterla era necessario stare dalla parte dei più forti. Si, ma chi erano i più forti!? Semplice… chi ha vinto più scudetti!  (…e pensare che ora c’è anche chi si stufa di vincerli ma questo è un altro discorso). Allora consultai quello che al tempo era il mio libro sacro, l’album delle figurine Panini, dove l’albo d’oro sanciva il verdetto del più forte, la Juventus.

A quel punto tutto tornava, tutto coincideva alla perfezione, la stessa squadra di mio padre, la stessa dei due eroi mondiali, la stessa che in Italia ha vinto più di tutti, e che non mi ha mai fatto pentire della scelta che ho preso, come ho detto non poteva essere che un segno del destino.

di Alain Di Lupo
@AlainDiLu