Parola a Pavel Nedved: “Abbiamo tante certezze”

di Giuseppe Gariffo |

La Juventus schiera l’artiglieria pesante al suo primo appuntamento con i media della stagione 2019-20. In attesa della guarigione di Mister Sarri, a parlare ai giornalisti nella vigilia di Parma-Juventus è Pavel Nedved, uno dei tre uomini forti al timone della società bianconera. Pavel in press conference è un messaggio di forza e coesione della società. La triade bianconera vuol mostrarsi stretta attorno al proprio allenatore in questo inizio di stagione complicato, tra la ricerca di una nuova identità di gioco e gli imprevisti di salute del tecnico toscano. Tutto ciò si rende ancor più necessario in vista di un rush finale di calciomercato denso di difficoltà e già oggetto di attacchi e critiche, anche dalla tifoseria.

“Juventus”, come ama declamare il management, tiene a mostrarsi ora più che mai un blocco di granito e a diffondere la propria comunicazione ufficiale in una fase che appare liquida, confusa e adombrata da scetticismi.

Nedved esordisce, infatti, portando i saluti di Sarri e difendendo le scelte di rinnovamento societario, spiegando che non si prefigura alcun anno di transizione. L’obiettivo è la vittoria, come sempre, e da subito. Da Sarri si aspetta un rinnovamento della proposta calcistica, ma sempre finalizzato al raggiungimento dei titoli. “Ci saranno difficoltà, lo sappiamo”, dice Nedved, perché interiorizzare una nuova mentalità è una strada lunga, ma i calciatori stanno lavorando bene e nella giusta direzione. Neppure questo inizio senza la guida tecnica in panchina può essere un alibi: “ci siamo già passati, con Antonio Conte nel 2012-13, per un periodo molto lungo”.

Sul mercato è evasivo. Ribadisce che è stato fatto un grande lavoro, che non è finito (e che sarebbe stato meglio lo fosse stato), riporta in auge il termine di marottiana memoria “occasioni”. Quelle che si coglieranno eventualmente da qui alla fine o si rimarrà com’è, contenti di una rosa tra le più forti d’Europa e senza urgenze contabili che obblighino a vendere qualcuno.

Le riflessioni sul mercato lo portano poi a dilungarsi sui singoli. “Con i giocatori abbiamo parlato, sanno che ci sarà tanta concorrenza”. Poi due battute su Dybala “è un grande giocatore, sta giocando da centravanti e sta facendo bene, anche se è arrivato tardi e forse non ha ancora la gambina pronta”; su Higuain, dando forse una piccola indicazione sull’undici del Tardini ma anche recitando (siamo maliziosi) un piccolo spot per il calciomercato del Pipa “è uno dei due-tre centravanti più forti al mondo, conosce già il gioco di Sarri per cui è già pronto e siamo felici di riaverlo con noi”; su Douglas Costa “è molto più forte di quanto ci ha mostrato sinora”.

En passant dedica alcune frasi alla sfida con la nuova Inter zeppa di ex-bianconeri di lusso, come Conte e Marotta: “sappiamo quanto valgono, stanno facendo di tutto per provare a vincere e da subito, come mostrano le loro operazioni. Sta nascendo un bel campionato”.

In chiusura dà il messaggio chiave, il titolo, il punto di vista e la conseguente comunicazione societaria. La Juventus come ogni anno parte per vincere ogni competizione a cui partecipa. Anzi, ogni partita, chi veste la maglia della Juve, sa che si gioca per vincerla. La Champions non è un’ossessione ma è un obiettivo concreto (con buona pace di chi considerò un errore da non ripetere le frasi di Agnelli un anno fa a Villar Perosa), come lo sono le altre competizioni. Senza preferenze. Abbiamo cambiato tanto e potrà esserci qualche scricchiolio iniziale, ma alla fine conterà continuare a scrivere la storia.

E il messaggio finale ai tifosi, con stoccata finale agli scettici: “Abbiamo tante certezze”.