La poca trasparenza della giustizia sportiva

di Maurizio Romeo |

La giustizia sportiva della FIGC ha di juovo perso una buona occasione per riprendere una credibilità che da anni sembra aver perso.

Se pensate mi riferisca alla riduzione della squalifica Higuain siete però fuori strada, su quello non entro nel merito, anche peché lo ha già fatto (e bene) Francesco Andrianopoli ieri (link). Non è quindi obbiettivo discutete qui una sentenza che in punta di diritto è fondamentalmente accettabile ed anche ben argomentata. È invece un’altra la cosa che ha colpito la mia attenzione: diversamente dalla sua “abitudine” la Corte Sportiva d’Appello ha già pubblicato le motivazioni insieme al dispositivo della sentenza che sanciva la diminuzione di una giornata della squalifica a Higuain… Si tratta di per sé di una cosa molto strana perché in media si attendono tra i 60 e i 90 giorni per vederle pubblicate ed averle a disposizione. Una evidente disparità di trattamento verso tanti altri casi, non ultimo quello di Sami Khedira, di cui conosciamo il dispositivo (ricorso respinto) ma non le motivazioni.

Ieri abbiamo scoperto che allora non è impossibile avere in mano e leggere le motivazioni in tempi brevi, si può leggere cosa ha scritto un arbitro nel suo referto (e di quanto possa avere più o meno memoria sugli  eventi appena accaduti) e allora viene lecito chiedersi: perché questa è un eccezione e non avviene così per tutti?

A memoria ricordo di aver assistito in un’altra occasione  a tanta celerità: le motivazioni della squalifica di Antonio Conte che uscirono proprio durante la sua conferenza stampa, il giorno dopo dalla pubblicazione del dispositivo. Tutto mentre Vincenzo Italiano ed altri attendevano ancora le loro ad un mese di distanza dalla sentenza… perché questa disparità? Che credibilità può avere un sistema che dovrebbe garantire equità e invece fa figli e figliastri? Io una mia idea ce l’ho, ma lascio ai posteri l’ardua sentenza.