La nuova vita di Gonzalo Higuain

di Nevio Capella |

Quando abbiamo deciso di tracciare un bilancio di questi primi mesi di attività di ogni giocatore della nostra rosa, non ho avuto dubbi nella scelta del giocatore da “analizzare” e ho puntato dritto su Gonzalo Higuain.
Il Pipita, ricordiamolo, è stato fino al 10 Luglio 2018 il calciatore più pagato della storia della Juventus, ma sulla folle giostra del calcio moderno si è ritrovato nel giro di un paio di anni ad essere prima il protagonista dei sogni più belli della nostra tifoseria, complici le modalità con cui era stato prelevato dal Napoli, e poi una sorta di oggetto ingombrante di cui privarsi ad ogni costo.

Messo ai margini (da tutti i punti di vista) dall’arrivo di Cristiano Ronaldo, rientrato alla base dopo un anno di peregrinazioni e sofferenze tra Milano e Londra, è riuscito però nella seconda estate vissuta da esubero a restare ancorato al mondo Juve grazie ad una serie di coincidenze oltre che alla sua testardaggine, e, con pazienza, a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nello scacchiere di Sarri.
Lo stesso Sarri padre adottivo che lo aveva accolto per sei mesi al Chelsea, senza però riuscire nell’impresa di riportarlo agli antichi fasti.

Sono bastate un paio di partite, le prime due di campionato contro Parma e Napoli in cui Gonzalo ha giocato da titolare segnando anche l’ennesimo gol dell’ex contro i partenopei, a far capire all’allenatore e ai tifosi che poteva essere ancora molto utile alla causa bianconera, mettendo da par suo la disponibilità a vivere una nuova carriera che non prevede più le vagonate di gol per le quali era stato acquistato, ma un lavoro di sacrificio al servizio della squadra e in particolare dei compagni di reparto che si è rivelato fin qui prezioso e indispensabile in tutte le occasioni in cui è sceso in campo, in maniera ancora più evidente quando lo ha fatto da subentrato.

Il “nuovo Higuain” è un calciatore che nonostante appaia ormai definitivamente distante dalla migliore forma fisica, svolge un impagabile lavoro di centro boa e riferimento del reparto offensivo con cui oltre a far salire la squadra, è in grado di aprire spazi agli esterni, diventando spesso un inaspettato uomo assist con cui i compagni di squadra sono riusciti diverse volte a imbastire azioni rapide che si sono poi tramutate in gol.
Esempio lampante e recente sono le marcature (decisive) di Dybala contro il Milan e Douglas Costa a Mosca, anche se l’azione che fotografa nel miglior modo possibile la sua nuova vita è quella del gol di Cuadrado al Wanda Metropolitano che nasce dalla sua capacità di farsi trovare libero per ricevere palla e poi aprirsi il campo in diagonale, prima di cambiare completamente gioco per l’accorrente colombiano che poi conclude come tutti ricordiamo.

Nel mezzo ci sono però anche dei gol, tre, più una serie di conclusioni che non lo sono state solo grazie alle parate miracolose dei portieri avversari, perché un bomber di razza non potrà mai dimenticare come si fa il proprio mestiere.
Parliamo di azioni in cui sono evidenti alcuni suoi movimenti da vecchio squalo delle aree di rigore che al mondo sanno fare in pochi, e credo che questo suo lavoro specifico possa tornare molto utile anche al miglior Ronaldo di cui attendiamo con ansia il ritorno.
Quello che più mi ha colpito di Higuain però, è l’attaccamento alla maglia bianconera e all’universo juventino che infatti ricambia con un grande affetto che al Pipita potrà solo far bene, alla luce di quella sua tenuta nervosa non certo d’acciaio che nel Milan-Juve dello scorso anno aveva raggiunto i massimi livelli con quella scenata che racchiudeva tutta la sua frustrazione per essere stato accantonato senza possibilità di replica.
Ora Gonzalo è di nuovo a casa, e ha la possibilità di scrivere ancora delle belle pagine di Juventus.
Da protagonista.


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