La lettera agli azionisti: il guanto di sfida di Andrea Agnelli

di Leonardo Dorini |

E’ stata resa nota la Relazione Finanziaria Annuale relativa al bilancio chiuso al 30/6/2021 (sottoposto all’approvazione dei Soci nella prossima assemblea del 29 ottobre) che si apre, come di consueto, con la Lettera agli Azionisti del Presidente Andrea Agnelli.

Il primo riferimento è a dieci anni di “straordinario sviluppo”, che spesso noi tifosi dimentichiamo, soprattutto nelle ultime due stagioni: oltre ai successi (che certo non sono mancati, anzi), viene ricordato il grande lavoro svolto in altri ambiti: la costruzione dello stadio e del J-Village, il nuovo brand, l’allargamento delle squadre, con la U23 e le Women, una progettualità da grande club moderno in grado di affrontare “le grandi sfide future”.

Agnelli fa poi ovviamente riferimento alla pandemia – 8,5 miliardi di liquidità in meno nel sistema e “intere linee di ricavo…scomparse” – ma non si ferma a questo, non è compiacente, ed anzi è molto severo verso un settore, quello del calcio, che aveva mostrato negli ultimi vent’anni una crescita che pareva anelastica “rispetto a tutte le crisi che hanno, nello stesso periodo, colpito l’economia e la società”, mostrando “un’eccessiva fiducia che si è tradotta in un’eccessiva confidenza con il rischio”.

Il Presidente bianconero si sofferma anche su un tema molto discusso, quello del cosiddetto “players trading”, cioè il mercato di trasferimento dei giocatori, con i relativi ricavi (le famigerate plusvalenze): nel riportare del dimezzamento delle transazioni fra il 2019 ed il 2021, Agnelli definisce questa linea di ricavi “una componente rilevante del modello di business per mitigare il rischio sportivo, che nella nostra industria coincide al rischio economico-finanziario”, di fatto confermando come molti Club, inclusa la Juventus, abbiano dovuto ricorrervi per trovare un difficile equilibrio dal punto di vista economico-finanziario.

Nell’inquadrare il momento del settore, Agnelli torna su un punto sul quale da anni insiste, quello dei giovani (dai 12 ai 21 anni) e del modo con cui questi fruiscono del prodotto calcio: qui il numero uno della Juventus prende posizione su un tema di attualità (l’attribuzione dei diritti ad una piattaforma solo streaming come è DAZN): “il dibattito e le critiche sulla fruizione delle partite “live” con mezzi diversi dalla tv tradizionale sono anacronistici e destinati a scomparire” – afferma – quasi invitandoci a guardare oltre i problemi attuali – che esistono –  e a guardare più avanti.

Non poteva mancare, infine, una menzione per la Super League; basti dire che Agnelli ne parla al presente, ricordando che in essa ci sono “valori essenziali per la stabilità dell’industria calcistica” verso quelli che sono definiti i tre soggetti principali del progetto: tifosi (che “dettano la domanda”), calciatori (ovviamente protagonisti) e investitori (che “assumono un rischio imprenditoriale”, elemento questo spesso trascurato ma che, da investitore, Agnelli non poteva dimenticare).

Una lettera equilibrata, che non nasconde le difficoltà, ed il fatto che i soci abbiano dovuto far fronte con “imponenti mezzi finanziari” (i due aumenti di capitale per complessivi 700 milioni), ma che conferma una visione moderna e proiettata al futuro per il Club bianconero.

Il motto del Club, “Fino alla Fine”, campeggia come ultima frase della Lettera e mai come quest’anno è importante dare fiducia, oltre che a coloro che sono impegnati sul campo in un difficile avvio di stagione, anche a chi ha accompagnato il Club bianconero in questi straordinari dieci anni.


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