La Juve che ha in testa Allegri da 6 mesi

di Jacopo Azzolini |

“Ho le idee chiare da 6 mesi sulla nuova Juventus”. Certificato quindi che già a dicembre Allegri  aveva bocciato la rosa della Juventus 2018-2019, appare chiaro come la scelta di rinnovargli il contratto (e aprire quindi un nuovo ciclo con lui) passerà da determinate garanzie tecniche in sede di mercato. In sintesi, si farà una squadra di suo gradimento seguendo le sue indicazioni, una netta novità rispetto al: “Compratemi giocatori di qualità, poi ci penso io a metterlo in campo”. La rivoluzione estiva, se di rivoluzione si può parlare, riguarderà quindi i calciatori e non lo staff tecnico, il contrario di quello che in molti si aspettavano dopo l’eliminazione con l’Ajax.

Su indicazione delle news raccolte da Luca Momblano, commentiamo l’undici della Juventus 2019-2020 che ha in mente Massimiliano Allegri. Szczesny; Can, Bonucci, Romagnoli; Cuadrado, Bentancur, Ndombélé, Pogba, Sandro; Icardi, Ronaldo.

 

Lasciando perdere la sorpresa che alcune assenze possono destare (Pjanic e, parzialmente, Cancelo su tutti: meno un Chiellini con sempre più incertezze fisiche) e l’emozione nel leggere il nome di Paul Pogba, viene subito da pensare che, tranne in alcune cose, è un tipo di squadra che rappresenta bene diverse idee calcistiche dell’allenatore. Soprattutto se si guarda la fisicità (e il talento) del centrocampo a 3, forse il reparto che più di tutti quest’anno ha sofferto.

Trapela che Allegri abbia già manifestato a dirigenza e giocatori la voglia di impostare Can come terzo difensore di destra, zona cui il tedesco può esprimersi al meglio nel calcio dell’allenatore. Osservando l’undici, questa soluzione dà flessibilità alla Juventus in fase di non possesso, c’è la possibilità di adottare più schieramenti nell’arco della stessa partita. L’ex Liverpool, come fatto in avvio di Inter-Juve, può infatti agire da difensore centrale (anche se Allegri ha detto che bisogna lavorarci molto), con uno schieramento a 5 in non possesso. Viceversa, Can può posizionarsi da mediano davanti alla difesa, con una retroguardia a 4 (e Cuadrado e Sandro terzini).

 

La difesa a 5 in avvio di Inter-Juve.

 

Palla al piede, per migliorare l’undici introdotto contro l’Atlético, è verosimile l’introduzione di un giocatore più muscolare di Pjanic come vertice basso. Il rombo arretrato darebbe tanta qualità in fase di impostazione  e la protezione dei 3 dietro – più Ndombelé – può tenere costantemente alti i laterali. Inoltre, se a destra un “accorciatore” come Can può alzare il recupero palla della Juve, sull’altro lato Romagnoli sa più difendere di posizione.

Tuttavia, è una formazione che lascia alcune perplessità se si pensa alle lacune della stagione scorsa e, più in generale del calcio di Allegri. La Juventus ha problemi giganteschi nella rifinitura interna, è una squadra che non passa quasi mai dal centro (anche perché non sa farlo e non è un aspetto a cui Allegri è molto interessato). Con Ronaldo e Icardi (coppia dalla compatibilità tutta da testare), la creatività dipenderebbe in toto da un Pogba a cui si affiderebbe una responsabilità gigantesca in avanti. Sostanzialmente, si chiederebbe al francese: “Pensaci tu”, sperando che possa rendere più efficiente da solo il gioco offensivo. C’è inoltre qualche dubbio sul fatto che Bentancur sia in grado di incidere come mezz’ala per come la intende Allegri: “Rodrigo deve migliorare in gol, assist e inserimenti”. Insomma, lo vuole incisivo nell’ultimo terzo. Oltre a queste perplessità, Ndombélé è tutto da verificare in un top club come vertice basso, mentre – da esterno a tutta fascia – Sandro sembra avere perso l’imprevedibilità e la potenza offensiva degli anni scorsi.

Ricapitolando, l’undici è sicuramente di livello, nel valore assoluto superiore rispetto a quello di quest’anno. Non è detto sia sufficiente (e strutturato) per risolvere i problemi tattici dell’ultima stagione, a causa di una evidente mancanza di creatività in avanti. Sarebbe un peccato prendere Pogba senza creare le condizioni per esaltare lui e la Juve.


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