La Juve ha perso lo zoccolo duro: Buona fortuna Mister Pirlo, ne avrai bisogno

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Giorgio Fischer 

Questo grande ciclo di 9 scudetti è stato connotato, come tutti i cicli delle grandi squadre, da una spina dorsale di giocatori.

Penso a Costacurta, Baresi, Maldini e ai 3 olandesi (Gullit, Van Basten e Rijkaard) per il grande Milan di Sacchi, penso a Zanetti, Materazzi, Cambiasso, Samuel, Cordoba, Lucio, per la grande Inter del triplete di Mourinho.

Giocatori forti tecnicamente, forti caratterialmente, che si conoscono bene e che costituiscono lo zoccolo duro dello spogliatoio.

Anche la Juve recente li ha avuti: Buffon, la BBC, Marchisio, Pirlo, innesti come Mandzukic e Evra – gente abituata a grandi partite e grandi scenari.

E oggi..? Oggi è indubitabilmente finito un ciclo. La Juve di Allegri non esiste più.
Ci restano Buffon in panchina, Chiellini ai box da un anno, un Bonucci sul quale non farei troppo affidamento (altri sono restati in B, lui è andato a fare la differenz(iat)a dal diavolo all’inferno, salvo poi tornare). Cristiano è un grande campione e un esempio, ma non è la Juventus, non è lo zoccolo duro. È un’ospite di superlusso.

A centrocampo l’unico che potesse ambire al rango di senatore era Pjanic, per prestigio e anzianità: è stato venduto. Non voglio entrare nella questione tecnica nè in quella economica, perchè magari Arthur è un grande affare, o le plusvalenze reciproche han salvato i bilanci, resta il fatto che i “senatori” sono due – Bentancur e Rabiot – che han fatto vedere mezza stagione da titolari.

Matuidi, campione del mondo e uomo vero – lo si vede anche dall’eleganza con cui ci ha lasciati – avrebbe potuto fare la differenza nello spogliatoio. Secondo me, visto da fuori.

Dybala, 5 anni di Juve, piena maturità agonistica, probabilmente anche lui sacrificato in nome di un (sacrosanto) rispetto dei parametri: va in scadenza, giustamente chiede quel che vale, non glielo possiamo dare e allora monetizziamo il possibile.

In difesa di Chiello si è detto, Demiral rotto a gennaio non si sa come torna, de Ligt fermo tre mesi, Bonucci.

Pirlo avrà, prima dei moduli e prima della tattica, da rimontare quasi da zero una squadra, nella quale per il momento non intravvedo quel nucleo di giocatori forti abituati a giocare insieme e vincere. Quello zoccolo duro, che piano piano si è consumato e per qualche motivo non si è riformato.

Sarà interessante anche così, ma non illudiamoci troppo. Anche se il mercato dovesse consegnarci qualche altro grande campione, sarà inserito in un telaio oramai inesistente.

Tanti auguri Mister Pirlo.


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