Stranger Champions: se la Juve fosse una serie tv

di Mike Fusco |

L’ inizio della quinta stagione sotto la regia di Massimiliano Allegri sembra essere già più piena di pathos e suspence delle precedenti 4, che pure in realtà tanto tranquille non sono state, ognuna con il suo leit-motiv ed ognuna con il suo lieto fine di (quasi) tutto.

Per questo la Juve ed il suo cammino in Italia ed in Europa sembrano somigliare sempre più ad una serie Tv, ben più avvincente di quella ufficiale raccontata da Netflix.

Dovendo indicarne una in particolare che ci ricordi le nostre recenti avventure e riconducendone le similitudini all’ Europa, bisognerebbe fare mente locale ed andare per esclusione dei titoli di maggior appeal .

Sicuramente lasceremmo all’ Inter la fortunatissima serie spagnola “La casa de papel“, ribattezzandola per l’ occasione “La casa di cartone” e assegneremo ad honoremEl Chapo” al neo allenatore dei Dorados di Sinaloa, Diego Armando Maradona.

Senza dubbio alcuno, viste le quantomeno esecrabili vicende inerenti allo Stadio o al “megacomplesso residenziale con campetto per i pischelli” della Roma, “Suburra” sarebbe di sicura collocazione, magari accompagnato, nella eterna lotta tra cugini capitolini, dal nuovissimo e scoppiettante “Romolo & Giuly“.

E Noi ? Noi nelle ultime giornate potremmo sicuramente essere “House of (Red) Cards“, oppure ritornando al rapporto di odio/amore verso il VAR un “Black & White Mirror“, in cui l ‘ avanzamento della tecnologia in un futuro distopico forse riuscirà a far in modo che la Juve perda uno scudetto sul campo.

Ma non perdete altro tempo: la serie che più ci rappresenta, soprattutto per quel che ci accade sistematicamente in Champions, è senza dubbio “Stranger Things“.

Nella trasposizione bianconera della fortunata serie il “Sottosopra” altro non è che la Champions League: un luogo extradimensionale dove le leggi della fisica, della tattica e della tecnica non valgono più e bisogna recuperare a tutti i costi Will, ovvero la Champions dalle grinfie del Demogorgone, impersonificato dal Real Madrid.

Una serie di avvenimenti strani, di sparizioni, di infortuni, di situazioni borderline, di inaspettati stop ed incredibili rimonte, di stadi stranieri espugnati e di Stadium violato; anni in cui una forza oscura sembra essersi frapposta come un muro molle di gomma tra noi e quella dimensione, tanto da spingerci a sentirla, ad arrivare 2 volte fino ad un metro e venirne inesorabilmente respinti.

Ma per fortuna i nostri “ragazzi”, guidati dallo Sceriffo Allegri, hanno stavolta dalla loro parte un essere superiore frutto di esperimenti e ricerche, che viene dal quel mondo e quel mondo ha imparato a dominarlo: CR7 , o meglio CR Undici, che dopo un iniziale periodo di smarrimento cerca di far in modo che le altre mostruose creature mandate dal Demogorgone Real coi nomi di Bayern, City e Barça non prendano il sopravvento portando il sottosopra anche laddove sembra impossibile che arrivi: in Italia.

Ad aiutare CR Undici nei primi passi in questo mondo c’è Mike/Bernardeschi, un ragazzino molto più maturo di quel che sembra e dal quale l’ essere superiore difficilmente si separerà.

Occhio che il tempo stringe e probabilmente ci sarà spazio al massimo per un’ altra stagione, nonostante la speranza di tutti sia quella di mettere la parola FINE al Sottosopra già quest’anno.