La Juve e le conseguenze dell’amore

di Giacomo Scutiero |

 

Ci siamo fatti molto male perché eravamo molto in alto. Sono giovane, eppure ho una certa età di calcio: ho rimosso da un po’ il concetto del rimpianto; se va bene è magnifico e se va male è costruttivo.

Il dolore è innegabile perché gli occhi e le smorfie parlano. Cosa insegna la vostra famiglia? Cosa insegna la scuola? La discriminazione tra chi impara a tornare in piedi e chi resta giù, questa è la nozione. In terra non esiste la gloria sconfinata, ma al massimo la rianimazione; sta a noi decidere se-quando-come risalire. Non siamo perfetti: collezioniamo inciampi lontani da casa, però siamo virtuosi e valorosi. L’albero cade? Tutti a far legna. Siamo questi.

 


— Non spiace per chi ha pianto, ma per chi lo ha mai fatto
— Spiace per chi vive nella indifferenza della routine, per chi “Sei scudetti sono poco più della norma”
— Spiace per chi prova amore a tempo e luoghi determinati
— Spiace per chi la sfortuna è la “soluzione”, perché si mette dalla parte dei falliti; eppure non schernisco i loro argomenti, quando perdiamo siamo noiosamente soccombenti
— Spiace per chi sbandiera la conoscenza, il segreto del (non) successo; sono tanti quei rimostranti e allora che segreto è?


 

Siamo iper-delusi perché ci aspettavamo tutto. Certo che se ti aspetti nulla non piangi, ma ridi? BAH. L’infinita preparazione a quel che pare accadere mai manda la speranza in bancarotta. Abbraccio e comprendo chi ad un certo punto crede sia non immaturo illudersi e godere la silhouette del suo desiderio. Personalmente sono vicino alla sensazione Zampini: adoro le esperienze vissute. Quel volente-nolente cocktail di eccitazione, rabbia, rimozione, rancore, indifferenza…

Vuoi maturare? Devi trascorrere giornate da scontento, devi soffrire, devi acquisire il valore della dignità. Quando con le pupille bagnate mi dici “Se la delusione ha un limite, la speranza allontana il suo estremo”, sono con te. Lo sai. Sono con te perché era il momento, sarebbe stato bellissimo. Il Millennium ring ci ha fatto sbattere a terra, ma nessuna vergogna; siamo su, l’altra possibilità è sempre più longeva degli zero punti.
Se pigiate ora “Stop” alla trasmissione amore, allora avete amato mai. Non siamo in grado di giocare questo tipo di partita? Impareremo. Non come chi, su quella partita, può al massimo scommettere online o al bar.

 

Non deprimetevi oltremodo e soprattutto non annoiatevi di quel che è stato fatto benissimo. Innalzate le asticelle dell’aggressività e della sincerità; rendete tributo a chi avete applaudito, non sputategli proprio ora. So come ci si sente: in cima a guardare tutto e tutti e poi rimanere lì, a ricevere solo freddo; pensieri gelati, una placca tettonica di malinconia.
Il giorno sbagliato sarà quando non daremo più fiducia a questi ragazzi. E se proprio non vi passa, pensate che sono stati comunque memorabili: “ci vuole coraggio per morire in modo rocambolesco”.