La Juve del futuro

di Juventibus |

di Abate Busoni

In genere funziona così: quando la stagione va a puttane, si pensa già a programmare la prossima. E’ una regola della Formula 1, sport che non amo particolarmente, sono più abituato alla carrozza con i cavalli: ci metto più tempo, ma non ho la noia di dovermi fermare ai box per cambiare le gomme.
Per fortuna la Juventus non manda a puttane la stagione da ben 5 anni: sempre scudettata, due coppe Italia, due supercoppe, una finale di Champipons, un’altra finale di coppa nazionale da giocare contro il Milan. Bel quadretto, ma la Juve deve già pensare all’anno prossimo, ad alzare l’asticella per provare a portare a casa quella maledetta coppa. Quest’anno Allegri aveva fatto il capolavoro a Monaco, poi ci ha pensato Evra a mettere le cose a posto invece di sparare il pallone in tribuna. Ormai è fatta, rimpianti che si sprecano. Ma quello che non deve sprecare la Juve è il periodo del calciomercato: alzare la qualità della rosa passa per due operazioni fondamentali.
La prima è la cessione di alcuni giocatori che faranno fatica, a mio parere, a stare in un contesto più difficile. I primi rincalzi non possono essere Hernanes o Sturaro: il brasiliano è davvero di altro passo rispetto ai titolari, e l’infortunio di Marchisio dovrebbe “semplificare” la ricerca di un vice. Sturaro, per quanto possa avere cuore e grinta, non è tecnicamente uno da Juve.
La seconda è la conferma in blocco dell’attacco, più l’acquisto di una grande punta e di un difensore. Per l’attacco, però, attenzione alla vicenda Morata: siamo dalla parte giusta e cerchiamo di non passare da quella sbagliata con la favola del togliamo la recompra. La Juve non lo farà, sarebbe un suicidio. Ma deve arrivare anche un grande attaccante, uno che fa 20/25 gol a stagione per puntare alla Champions.
Questo è possibile anche senza vendere Pogba, perché se dovesse partire il francese allora la Juventus farebbe un’altra rivoluzione, e in ogni caso sarebbe sempre una gran cosa, viste le previsioni per la stagione attuale al momento della partenza di Tevez, Pirlo e Vidal. Insomma, siamo in un’ottima posizione, e i dirigenti lo sanno più di me. Siamo già nel futuro, non si può più tornare indietro.
Pace e bene.