La Juve in Australia VI: Some soccer at last

di Juventibus |

È il giorno dell’ultima amichevole down under per i ragazzi di Allegri, amichevole che è lecito attendersi essere un pò più significative dell’ultima a cui ho assistito, sia perchè il Tottenham è comunque avversario di tutto rispetto sia per le parole della vigilia di Allegri.

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Per la gioia dei pub cittadini, che come potrete intuire godono di ottima salute coi normali regulars locali, ad affrontare la Juve sarà oggi il Tottenham che può vantare una folta schiera di supporters, londinesi e non, essendo qui la Premier League il campionato più seguito.

Il calcio d’inizio è previsto per le 8, ma alle 4.30, ora a cui arrivo nel CBD, la birra scorre già a fiumi: è il warm up pre partita, una vera e propria tradizione e, se volete assistere a qualcosa di ancora più incredibile vi consiglierei una partita di cricket.

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Veniamo però al match vero e proprio, che vede finalmente del buon calcio benché, ovviamente, si tratti di calcio estivo tra due formazioni necessariamente rimaneggiate. Lo stadio è un po’ più gremito e la netta maggioranza di tifosi inglesi con elevato tasso alcolico in corpo, diciamo 80-20 rispetto agli juventini, fa si che ci sia un’atmosfera decisamente godibile con cori pro Tottenham e tipici slogan. Ci si dimentica di essere down under, e si prova ad immaginare le nostre vecchie care curve.

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Mi trovo circondato da tifosi avversari, ma questo non costituisce ovviamente un problema –ma ciò che risulta ovvio per me potrebbe non esserlo per voi. La Juve schiera i 4 dietro con mia parziale sorpresa, visto che ieri in allenamento Allegri aveva a lungo provato i 5. Sugli esterni vanno Asamoah e Sandro, in mezzo due ordinatissimi Benatia e Rugani, che sarà anche brevemente capitano durante il match. La mia prospettiva purtroppo è pessima, dalla regia mi informano di un 4-3-2-1 che a me pare più un 4-1-4-1 con Hernanes decisamente più arretrato e con gli altri centrocampisti in grado di inserirsi e fraseggiare nel breve.

La juve va subito in vantaggio con Dybala, ben servito da un brillante Pereyra, grazie ad una disattenzione della difesa avversaria. In campo sembra esserci una squadra sola, i bianconeri giocano sempre palla a terra e Pjanic illumina giocando costantemente ad un tocco. Arriva quindi il raddoppio, assist del genio bosniaco e colpo di testa di Benatia, per un 2-0 decisamente meritato.

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Prendo quindi il telefono e invio un paio di messaggi oltreoceano, destinazione, indovinate un po’, la capitale. Si, sono già al corrente di quanto accade e preferisco non infierire anche perché a infierire sarà tra poco il campo.

Juve come dicevo molto ordinata, fraseggi brevi e cambi di gioco precisi e puliti per gli esterni dove le due coppie, Lirola e Lemina e Sandro e Asamoah dall’altra, hanno gioco facile sugli avversari. Finisce il primo tempo e Neto credo debba ricorrere al famoso tea caldo, non avendo fatto praticamente nulla.

Ad inizio ripresa inizia la girandola di cambi, e diventa quindi sempre più difficile parlare dal punto di vista tecnico di quanto a cui si assiste. Noto però che la juve comincia a soffrire un po’ solo con l’uscita di Pjanic, mentre Hernanes commette un errore a cui siamo ormai abituati, perdendo un brutto pallone sulla tre quarti,e dando il via alla verticalizzazione che porta Lamela al gol.

2-1 quindi, risultato che la juve primavera riuscirà a conservare anche nei minuti finali quando il Tottenham si butta in avanti a testa bassa per cercare il pareggio. Gli ultimi assalti tuttavia non bastano, e la juventus porta a casa in maniera piuttosto convincente quella che resta comunque un’amichevole estiva di Luglio.

Tra le note positive della serata senza dubbio l’intesa e il fraseggio mostrato dagli interpreti, tra cui brilla la qualità aggiunta da Pjanic che smista palloni, serve assist e inventa giocate. Il pensiero va quindi a quell’Higuain in procinto di giungere a Torino, e al vantaggio che possa trarne dal giocare accanto a due calciatori di indubbia qualità e spiccato altruismo come Pjanic e Dybala.

Se ne parla giustamente tantissimo, provate però a riflettere sul fatto che su juventibus si discuta di un calciatore come Higuain mentre altrove ci si ritrovi a fare i conti con Pjanic, Benatia e Lamela protagonisti altrove dopo esserlo stati, senza i risultati sperati, nella capitale. Per mia fortuna non scrivo recap per le radio romane, mi limito a riportare l’atmosfera che questa breve tournée ha generato così lontano dalla vostra e nostra terra.

Per quanto visto in campo l’esperienza non può che essere positiva, tenendo costantemente presente che si tratta di calcio di Luglio. Se, dal punto di vista finanziario, sia stato utile dovreste chiederlo a chi sta per spaccare il salvadanaio per portare Higuain a Torino.

Senza dubbio quest’esperienza ha divertito molto il sottoscritto, che spera di avervi trasmesso some good vibes dall’inverno australe. Attendo con curiosità un giudizio da parte degli attori su questo road trip, per comprendere come loro abbiano vissuto un training camp in un luogo così inusuale.

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Per quanto mi riguarda, è il momento del see ya later mates. Spero che questo road trip possa segnare in bene l’annata che si presenta come molto calda e carica di aspettative.

di Andrea Merenda

@MagicLuke7