La Juve in Australia, I : I Still Call Australia Home

di Juventibus |

I’ve been to cities that never close down
From New York to Rio and old London town
But no matter how far or how wide I roam
I still call Australia home

Così cantava Peter Allen nel 1980, in quello che sarebbe poi divenuto l’inno non ufficiale di un Paese così peculiare, multi culturale e sorprendente come l’Australia. Un Paese unico nel suo genere, una nazione ancora molto giovane nella quale differenti flussi migratori hanno contribuito a generare un tessuto culturale e sociale in cui convivono in modo relativamente pacifico tradizioni europee, centro asiatiche e sud-est asiatiche.
I supporters juventini avranno iniziato a scoprire l’Australia quando Alex Del Piero scelse di proseguire qui la sua carriera estera, una volta detto addio, non senza polemiche, alla juventus di Antonio Conte al termine di una cavalcata vincente. Del Piero, così come altri europei ormai a fine carriera come David Villa, hanno dato visibilità al movimento calcistico locale prendendo spunto da quanto iniziato, ormai nello scorso secolo, dalla MLS americana.
In questa occasione la Juventus prenderà parte alla International Champions Cup che vedrà coinvolte, in territorio australiano, anche l’Atletico Madrid e il Tottenham Hotspur, oltre alla squadra locale, il Melbourne Victory. La juventus prenderà il volo Domenica 17 Luglio per svolgere qui a Melbourne parte del proprio ritiro estivo, affrontando Sabato 23 Luglio il Victory e Martedi 26 Luglio il Tottenham. Lo scorso anno l’evento vide protagonista la Roma, il Real Madrid e il Manchester City che diederò vita ad una serie di amichevoli in grado di attrarre l’attenzione dei media locali forse più per la presenza di Cristiano Ronaldo che in termini strettamente calcistici.
Il calcio, infatti, rimane uno sport minoritario in un Paese dove, ad un panorama sociale diversificato corrisponde, sotto il punto di vista sportivo, un triumvirato che agli occhi europei potrà sembrare senza dubbio atipico. Gli sport principali praticati e seguiti sono infatti il cricket, il rugby, e il football australiano. Quest’ultimo, probabilmente lo sport più seguito nell’inverno australe a livello mediatico, rappresenta una “terza via”, prendendo spunto dal vocabolario sportivo, tra il calcio europeo e il rugby ma estremamente più dinamico e violento. Per dare al lettore un’idea di questo contesto, si potrebbe anche aggiungere che questo triumvirato ha persino rilevanza regionale, con il football certamente più seguito in Victoria, che vede in Melbourne la città simbolo, mentre il rugby la fa da padrone nel Queensland, la regione di Brisbane, la barriera corallina, e la città in cui i grattacieli sono sulla spiaggia, Gold Coast, e nel New South Wales che ha come centro quella Sydney –no, non è la capitale del Paese, ma questa è un’altra storia- in cui Alex Del Piero trovò il suo buen retiro.
Ai lettori di Juventibus cercherò di dare, nelle prossime settimane, una prospettiva su questo panorama, sportivo e non, in cui la Juventus si troverà immersa, e sulle amichevoli in programma al Melbourne Cricket Ground (MCG) di Melbourne, a poca distanza dalla Rod Laver Arena che gli appassionati di tennis conosceranno bene come sede dell’Australian Open.
Sembrerà probabilmente strano che un match calcistico venga giocato in uno stadio che ha Cricket nel proprio nome, almeno a chi è abituato al vecchio stadio comunale di provincia. Qui però siamo down under, sottosopra, come viene familiarmente definita l’Australia, e lo sport, così come la società e la natura, sembrano aver preso un’altra strada rispetto alle tradizioni occidentali.
Prendete quindi la vostra tavola da surf, il vostro backpack, il vostro van, una tenda spaziosa e siate pronti a seguire questa breve ma significativa parentesi oltreoceano dei bianconeri.

di Andrea Merenda

MagicLuke7