La guerra tra Allegri e Cancelo

di Michael Crisci |

Joao Cancelo avrebbe potuto vestire il bianconero già nel 2017. Gli osservatori della Juve lo bocciarono, non tanto come giocatore, ma in qualità di terzino basso. Si pensava non potesse svolgere il ruolo di terzino basso in una difesa a 4, nonostante lo facesse regolarmente a Valencia. Poi l’anno di apprendistato al calcio italiano con la maglia dell’Inter, e infine l’approdo a Torino, a fine giugno 2018.

Probabile che Allegri fosse dell’idea di quegli osservatori, ma all’inizio della stagione non ha esitato un secondo a gettarlo nella mischia. E Cancelo a Verona contro il Chievo, il giorno dell’esordio, ha immediatamente mostrato tutto se stesso, senza veli; nel bene (partita offensiva straordinaria), e nel male (rigore procurato). Quel match col Chievo ha comunque fatto da preludio a un autunno da leone per il portoghese; non si trattava più di avere un grande fluidificante, ma un vero e proprio regista.

Cancelo fondamentale quanto e più di Cristiano Ronaldo. E Allegri, col pallino degli esperimenti, non si è sottratto e ha ceduto alla tentazione di cambiargli fascia, quando necessario; e anche lì, Cancelo ha risposto presente, come contro il Valencia, quando una sua incursione da sinistra propizia il gol di Mandzukic, assistito da Ronaldo.

L’infortunio al menisco occorso a dicembre ha sicuramente minato la sua parabola ascendente, ma nell’anno nuovo, lo stesso Allegri ha cominciato a fare alcuni riflessioni su di lui e sul suo ruolo. Lo prova la partita con la Lazio, che il numero 20 ribalta in 20 minuti, giocando da esterno alto. Che cosa abbia spinto Allegri a virare su un altro utilizzo di Cancelo non si sa con precisione. Forse gli infortuni di Cuadrado e le vicissitudini di Douglas Costa, lo hanno portato a prendere tale decisione.

Fatto sta che da fine gennaio, Cancelo comincia a rendere sempre meno, e non tanto per questioni difensive, ma proprio per attitudine; Ad esempio contro l’Atalanta, in Coppa Italia, dove una sua incertezza ha causato il gol di Castagne, quando in assenza di scarico, si è fidato della sua tecnica, rischiando (come tutti i talentuosi) e incappando nell’errore che poi avrebbe condizionato il prosieguo della partita. Stesso eccesso di confidenza che lo ha portato a sbagliare stop ad Amsterdam, in una gara in realtà condotta comunque molto bene a livello difensivo (oltre che a livello offensivo, vedasi assist per Ronaldo)

Nel mezzo forse l’umiliazione più grande: gli 8 inutili minuti del Wanda Metropolitano, culmine di un periodo in cui Allegri ha cominciato sempre più spesso a preferirgli il diligente De Sciglio, comunque tra i peggiori di quella partita

Con l’andare delle settimane, è apparso sempre più evidente che lo scontro tra i due stesse evolvendo più su un piano umano che tecnico, tanto che alle bordate del tecnico in conferenza stampa, Cancelo ha cominciato a rispondere prima con atteggiamenti sregolati (pare abbia abbandonato in alcuni casi gli allenamenti di punto in bianco), poi disseminando di like post Instragram contro Allegri, a tal punto che quest’ultimo pare sia arrivato a chiederne la cessione

Di sicuro, dovesse Allegri restare, il rapporto tra lui e Cancelo sarà tema di discussione, poichè il portoghese rappresenta un patrimonio tecnico (e lo stesso Allegri è convinto possa diventare il terzino più forte del mondo), un patrimonio economico (visti i 40 e più milioni investititi su di lui), e un patrimonio in quanto a rapporti (visto da chi è rappresentato).

 


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