La grande sfida di Paratici e Nedved

di Michael Crisci |

La nuova Juve è adesso. Sembra banale specificarlo, ma il grande passo, rinviato negli ultimi due anni, è stato finalmente fatto. Sembra nata in nome della discordia, col presidente voglioso di confermare la vecchia guida tecnica, e la nuova dirigenza spedita verso il nuovo corso. Ma è proprio qui che Andrea Agnelli ha dimostrato la sua natura da manager, quando ha deciso di lasciarsi convincere dai suoi uomini di fiducia

Il nuovo corso nasce dopo due anni contraddistinti da tensioni e compromessi, che hanno garantito i risultati minimi prefissati, ma che non hanno consentito alla squadra l’adeguata crescita richiesta a un top club che ha come obbiettivo prefissato quello di diventare un brand mondiale. La Juve, da quella sera di Cardiff, non ha fatto il minimo passo avanti, nonostante due campagne acquisti danarose, e poche cessioni reali

Eppure un tentativo di svoltare era già stato fatto: Cristiano Ronaldo era stata la carta disperata per cercare di tappare le falle che si stavano ingigantendo (lo shock tanto caro a Fabio Paratici); nessuna programmazione, solo il tentativo di tenere uniti i cocci di un ciclo che era giunto alla sua naturale conclusione, ma a cui è stato permesso di perdurare. Stante dunque la sua grandezza, neanche il portoghese ha potuto nulla, in questa storia dal finale segnato

Il nuovo corso porta il vessillo di Pavel Nedved e Fabio Paratici, la nouvelle vague, le punte dell’iceberg di un gruppo dirigenziale snello e giovane, voluto e sponsorizzato dal presidente stesso, e che ha in Giorgio Ricci (capo del settore marketing) e Marco Re (capo del settore finanziario) le altre due punte di diamante

La storia però ora graverà sulle spalle del ceco e del piacentino; i due hanno scelto di troncare nettamente con Massimiliano Allegri. Addirittura il vice presidente avrebbe minacciato le dimissioni, e non ci sarebbe neanche nulla di clamoroso, visto che in ogni azienda, chi non è d’accordo sulla progettualità, si fa sempre da parte. Adesso toccherà a loro portare la Juventus allo step successivo, con la fiducia del presidente, ma anche con i fari puntati addosso

Già ora, alcuni nostalgici del vecchio allenatore, hanno già messo nel mirino l’ex numero 11 bianconero, ritenuto colpevole di una scelta troppo netta, forse poco responsabile.

La prima verità è che adesso dovremo tutti fidarci di loro, perchè la rincorsa è partita, e qualunque sarà la loro scelta, dovremo appoggiarla e giudicarla a tempo debito, essendo consci della ovvia difficoltà della sfida in cui i due si sono imbarcati. L’altra verità, fondamentale, è che la Juve sia ritornata a programmare, e che in futuro, sia esso più o meno roseo, non ci sarà più bisogno di shock istintivi e rischiosi. Per il resto, oramai il mantra è quello utilizzato da Pavel Nedved JR, e ripreso dal padre: Chi vivrà, vedrà!. A noi tocca solo aver fiducia


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