La Grande Scommessa

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Dopo il pareggio con la Spal, mi sono chiesto se, oltre ad analizzare la partita singolarmente e all’interno del ciclo tra le due pause, non ci potesse essere una terza via per analizzare questa Juve per arrivare ad altre considerazioni rispetto a quelle fatte in questi giorni.

Partiamo dall’inizio e proviamo ad immaginare di essere seduti ad un grande tavola rotonda al centro del parco di Casa Agnelli a Villar Perosa, è l’estate 2017. Ci sono la presidenza, la squadra e noi tifosi. Tema della giornata: la Juve compie 120 anni.

La società ha il dovere, e il piacere, di celebrare un simile evento in grande stile, quindi ha preparato un nuovo piano marketing riassumibile con il logo e c’è la ferma intenzione di non credere che sia la fine di un ciclo ma che si possa pensare ad un costante miglioramento di fatturato, quindi dei giocatori e di conseguenza dei risultati. A dimostrazione della certezza che sarà una buona stagione, si sceglie di coinvolgere Netflix in un progetto che segua la squadra durante tutta la stagione.

I tifosi tutti si lamentano della campagna acquisti, alcuni della scelta di non fare cambiamenti più drastici su squadra e dirigenza, poi ci dividiamo sull’allenatore ma alla fine i giochi sono fatti, almeno fino a gennaio. Gli abbonamenti vanno sold out, e chi se lo perde un anno come questo?

La squadra, includo l’allenatore, guarda noi, guarda la società, e poi, sincronizzata come una marcia nordcoreana annuncia: FAREMO UNA GRANDE STAGIONE, SIAMO LA JUVE!

 Molto bene, vediamo dopo 29 giornate come sta andando.

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Numeri. Cosa ci dicono? Perchè qualcosa vorranno pur dire se riduciamo i campionati, le prestazioni, addirittura i giocatori a numeri. La Juve 2018 ha le stesse vittorie della 2017 eppure ha due punti in più. Due sono anche i punti dalla seconda ma l’anno scorso erano otto. E la differenza reti? Pare sia un’anomalia, la statistica dice che andrà peggio, speriamo di no.

Ma la famosa panchina lunga quest’anno è la più corta? Sì e abbiamo anche più infortunati con lunghe degenze.

Come posso allora spiegare la sicurezza che trasmetteva la Juve dell’anno scorso? Potrei iniziare dicendo che si giocava in undici con un modulo sfiancante ma di cui tutti facevano attivamente parte, a volte anche più del necessario, forse servirebbero i numeri dei km o dei passaggi ma qui non ci sono.

Come posso allora spiegare i numeri di questa stagione se nella maggior parte delle partite ci sono due o tre giocatori che forniscono prestazioni carenti e la squadra sembra vincere ma non convincere del tutto per più di due o tre partite di fila? Qui i numeri non lo dicono. Quello che sappiamo è che sono stati inseriti nuovi giocatori che possono aver compensato la prestazione di altri e che la Serie A non si è stravolta se non nei numeri del Napoli: 73 punti, come la Juve 2017.

Il Napoli: quanto sta influendo la prestazione del Napoli in funzione del progetto juventino 2018? Chi avrebbe immaginato di dover discutere tre giorni di un pareggio con la Spal, dopo che siamo in finale di CI e ai quarti di CL se non fosse per il Napoli?

Si poteva fare meglio di così? Guardiamo:

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– Atalanta, in ottima condizione, sbagliamo il rigore.

– Lazio sbagliamo il rigore.

– Samp 3-0, due cambi a fine partita e ne facciamo 2 nei minuti di recupero.

– Inter con la migliore difesa in quel momento di stagione, non fa un tiro in 90′. Si dirà che potevamo provarci di più.

– Spal, what else?!

Mi rendo conto che si dovrebbero analizzare anche tutte le vittorie per individuare quelle più risicate, ma si dice che si impara dalle sconfitte quindi mi porterei a casa che la Lazio si conferma l’anti-juve della gestione Allegri, ci può stare il pareggio con l’Inter perchè non perde in campionato contro le grandi, con le altre poteva/doveva andare diversamente, quindi sì, si poteva fare meglio.

Non analizzerei le partite di CI e CL ma mi limiterei a definire positivo il risultato raggiunto fino ad ora. Posso eventualmente fare due considerazioni:

– a parità di partite giocate, la Juve 2018 ha numeri migliori della 2017. 

– la Juve 2018, per gioco espresso, panchina e infortunati, non ci sembra competitiva per lo stesso numero di partite giocate l’anno scorso da qui a fine stagione. Perchè? Forse ci spaventa ricordare i punti mancati l’anno scorso in funzione dei risultati del Napoli di quest’anno.

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Ma poi il Napoli reggerà? E se quelli che non corrono quest’anno si sono conservati proprio per il finale di stagione e i mondiali? Sarebbe da condannare ma quanto farebbe la differenza? E se invece quest’anno è il loro anno no e basta?

I numeri potrebbero far pensare che sia possibile ripetere e forse superare la stagione passata ma il gioco, e per chi crede nella sfiga/episodi ecc, che si potrebbe addirittura perdere su tutti i fronti. Quindi?! Devo avvalermi di altri numeri, numeri che mi permettano di fare valutazioni sul calcio non ancora giocato e che hanno un forte valore intrinseco: i soldi.

L’anno scorso gli esperti UEFA indicavano vincente il Barcellona prima dell’inizio della competizione, teoria ulteriormente avvalorata dopo il miracolo con il PSG. Sappiamo come è andata e logicamente anche il valore della Juve mutò sensibilmente fino ad arrivare ad una differenza di 0,05 in finale rispetto al Real considerato vincente…

Quest’anno praticamente si riparte da 12 mesi fa, come se in finale non ci fossimo arrivati, vedremo.

I bookmakers non credono che la Juve possa battere il Real, quindi potrà concentrarsi sul finale di stagione senza perdere i 7 punti dello scorso anno e vincere la finale di CI.

Dunque, se prendiamo per buoni questi numeri, la stagione finisce come le ultime tre in termini di obbiettivi raggiunti, ma sappiamo essere probabilità, non certezze.

A questo punto diamo un senso al titolo e vi chiedo di infrangere quello che per molti è un tabù: il pronostico.

La Grande Scommessa sarà di commentare questo articolo con i risultati che raggiungerà la Juve in questa stagione, argomentandone i motivi: in quanti fra due mesi potrete dire “L’AVEVO DETTO”?

di Andrea Caviglia