La Francia si qualifica agli ottavi

di Juventibus |

dal nostro corrispondente

Dopo una partita sofferta contro un’Albania coriacea, i bleus si tirano fuori dalla palude del 4231, nella quale Deschamps li aveva trascinati, con un gol allo scadere di Griezmann e da un bel gol del solito Payet durante i minuti di recupero. E la Francia si qualifica agli ottavi.
Il primo tempo è stato caratterizzato da una generale apatia e dalla mancanza di soluzioni da parte delal Francia , ingolfata di fronte ad un’Albania che ha difeso con il coltello tra i denti. Il tentativo di Deschamps di fluidificare il gioco sulle ali, inserendo Martial a sinistra e Coman a destra (con Payet dietro la punta Giroud) si è rivelato disastroso. Il primo ha peccato di insicurezza e si è nascosto dal gioco fino a sparire negli spogliatoi all’intervallo per lasciare il posto a Pogba. Coman è stato invece utilizzato nel peggiore dei modi, lasciandogli poco spazio davanti e costringendolo a ricevere tutti i palloni spalle alla porta.
Inutile negarlo: l’ingresso di Pogba, e dell’altro reietto Griezmann, hanno cambiato volto alla partita. Anche grazie al ritorno al vituperato 433, con Payet a sinistra e Griezmann alla destra di Giroud, poi rimpiazzato da Gignac.
Stamani la stampa d’oltralpe non è soddisfatta, e ci mancherebbe. La prestazione dei bleus non è stata certo all’altezza di una squadra che, giocando in casa, deve qualificarsi passando dalla porta principale, cercando magari di lasciare una buona impressione. Quello che sorprende è piuttosto il giudizio sui giocatori. Passi per il 3,5 a Martial (non crediamo di poterlo rivedere presto tra i titolari), passi anche per il 4,5 a Matuidi, che non ha saputo “reggere la baracca” come gli veniva chiesto. Si fa fatica, invece, ad accettare il 4,5/5 affibiato a Pogba. Al quale non viene riconosciuto il merito di aver inciso sulla partita, sin dal suo ingresso in campo dopo i primi 45’.
Conosciamo bene, noi juventini, il peso che Pogba può mettere in campo anche quando non è esattamente la sua giornata di grazia. Sappiamo bene come il polpo tenda a indugiare in leziosismi anche quando la situazione richiederebbe maggiore realismo e concretezza. Ma è innegabile che anche solo la sua presenza in campo, specie quando si porta ai limiti della trequarti con la sua falcata imperiosa, riesce a generare una certa apprensione allo schieramento avverso. Se poi ci mettiamo che, seppur scivolando, il ribaltamento di fronte, compiuto con un lancio di quaranta metri, ha permesso a Payet di entrare in area avversaria per dare all’Albania il colpo di grazia, il giudizio su Pogba non può andare sotto la sufficienza.
E qui vengono in mente i recenti racconti sul Pogba in ciabatte in sala pranzo, i gesti di stizza rivolti alla stampa (l’ultimo, pare, ieri sera alla fine della partita) e le vignette che lo vedono protagonista nelle pagine sportive dei quotidiani di Francia. Che hanno forse scelto il loro capro espiatorio, strumento di una sorta di nemesi per un campionato d’Europa che è appena al suo inizio.

Raffaello Scolamacchia