La nuova e forte connection tra Juve e USA

di Roberto Nizzotti |

La Juventus ha tra gli obiettivi quello di rendere il suo brand, la J, sempre più globale e, ultimamente, la connessione con gli USA sembra sempre più forte.

Un mondo, quello statunitense, che è sempre più presente nella serie A se consideriamo che il gruppo Elliot è proprietario del Milan, che Friedkin ha da poco rilevato la Roma da Pallotta, altro manager USA, o al Parma che sembra in procinto di cedere le quote di maggioranza al gruppo nord americano Krunge, proprietario di una catena di ristorazione, la Kum & Go.

Concentrandoci sulla Juventus, la connection con gli Stati Uniti d’America, a livello di immagine, di diffusione del brand, vede nella serata del 7 dicembre 2018 probabilmente la pietra miliare con la Juve che diventa la prima squadra italiana ad avere un evento dedicato durante una gara NBA, campionato di élite negli USA e dalla risonanza mondiale che definire infinita sarebbe riduttivo.

L’evento, tutto a tinte bianconere, si chiamava Juventus Night e copriva a 360 gradi la gara casalinga dei Brooklyn Nets ( il bianco e nero sono i colori della franchigia) vs i Toronto Raptors con iniziative nel pre match, durante e nel post.

La data, il 7 dicembre, non era stata scelta a caso ma con oculatezza visto che in Serie A si giocava Juventus vs Inter, gara che i tifosi dei Nets avrebbero potuto godere nel palazzetto in attesa della gara .

Il rapporto con il mercato statunitense prosegue poi con la scelta della prima maglia della stagione 19/20, senza le righe ma con una metà bianca è una metà nera.

Tra le motivazioni alla base di questa scelta estetica, molto coraggiosa e rivoluzionaria, nonché criticata, ci sarebbe stata anche quella che vedrebbe, negli USA, la maglia a righe bianconere non tanto relazionata alla Juve ma, piuttosto ai commessi Footlocker, o al mondo arbitrale.

A rafforzare poi la scelta della maglia, a renderla appetibile al mondo USA, ci sono anche personalità di spicco del mondo sportivo statunitense come la stella degli Utah Jazz Donovan Mitchel che diffondono il brand Juve venendo immortalati con indosso la maglia mentre percorrono il tunnel del palazzetto .

L’ultimo aspetto che rafforza ulteriormente il legame tra la Juventus e il mondo USA arriva poi dall’attuale calciomercato, prima con la recente incorporazione di Weston McKennie dallo Schalke 04, primo giocatore della nazione a stelle e strisce a vestire la maglia della Juve, nel frattempo tornata a righe, e ora con la MLS che, rappresentata in questo caso dalla nuova franchigia dell’Inter Miami, viene in “soccorso” della Juve con le offerte a Matuidi e Higuain che hanno portato alla rescissione dei loro contratti, con un risparmio sugli ingaggi importante per le casse bianconere.

In merito a Weston McKennie è interessante l’intervista rilasciata oggi da Roberto Abramowitz, radio announcer di NYCFC, al sito TuttoJuve nella quale, tra le altre cose, ha dichiarato che questa operazione di mercato potrebbe portare ad un sensibile aumento del numero di tifosi bianconeri negli USA, dato che comunque è già importante e vede la Juve tra le squadre più tifate.

Il processo di globalizzazione del marchio Juventus continua e, per quanto concerne il mercato USA, sembra dare frutti importanti non solo a livello di merchandising .

La street è quella giusta.


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