La Fiorentina di Paulo Sousa

di Davide Terruzzi |

Quando in estate la Fiorentina di Paulo Sousa incontrò in amichevole Paris Saint Germain, Barcellona e Chelsea ottenendo tre vittorie prestigiose stavamo assistendo alla nascita di una formazione che sarebbe stata protagonista assoluta, e non prevista, nei primi mesi del campionato italiano. “Le partite estive contano nulla”, dicevamo. “Grande Viola”, il pensiero a Firenze e sui media. I risultati di luglio e agosto sono come le chiacchiere, se le porta via il vento, mentre i concetti restano. E Paulo Sousa è un allenatore concettuale, cerebrale: il suo è un calcio di princìpi, prima che di schemi. Un allenatore che insegna calcio, che vuole che i suoi diventino calciatori nella concezione sacchiana, cioè uomini che conoscono il football e quindi in senso ristretto intelligenti, consapevoli di quello che devono fare in campo.

La Fiorentina ereditata dopo la lunga parentesi di Vincenzo Montella è una squadra dal grande possesso palla – e per questo denominata dalla stampa italiana “il nostro Barcellona” -, spesso orizzontale, in difficoltà nelle transizioni difensive. In definitiva un giocattolo che si è rotto nell’ultimo anno quando la formazione si è sciolta sempre nel momento in cui poteva compiere il definitivo salto di qualità, una compagine la cui organizzazione è stata neutralizzata dagli allenatori del nostro campionato. Su queste importanti basi nasce la Fiorentina di Paulo Sousa. L’allenatore portoghese ricerca sempre la superiorità numerica: per questo gioca con la difesa a 3 e a centrocampo vuole avere sempre un uomo in più rispetto agli avversari.

costruzione viola

La costruzione bassa della Fiorentina. 

viola

La struttura di gioco della Fiorentina: dare a chi ha la palla più possibilità di scelta. Più uomini per avere superiorità numerica, spaziature corrette per ottenere quella posizionale.

La mediana è formata da quattro uomini che possono schierarsi a rombo quando si trovano di fronte a un centrocampo composto da due giocatori, oppure col doble pivote e la coppia di trequartisti a formare un quadrilatero quando l’avversaria è schierata con tre uomini in mezzo al campo.

quadrilatero a cc

L’Udinese gioca col 352 e quindi la Fiorentina schiera il suo quadrilatero.

trequartisti

Il grande lavoro dei trequartisti. Chi esce su di loro? 

Fondamentale resta destrutturare la linea di pressione avversaria, creare il maggior numero possibile di linee di passaggio al possessore di palla, cercare di offrire appoggi in verticale. Chi ha la palla, quindi, deve aver sempre e in qualsiasi zona del campo in cui si trova più compagni pronti a riceverla: sostegno all’indietro, appoggio laterale, appoggio centrale per cambiare fronte d’attacco, vertice per verticalizzare.

struttura gioco viola

La creazione di linee di passaggio.

Riduttivo quindi parlare di moduli (a inizio stagione la Fiorentina ne ha cambiati diversi prima di trovare nel 3421 il vestito ad hoc per questa stagione) quando sono le idee, i concetti, i princìpi di gioco a dare sostanza e anima a una squadra. Costruzione corta a partire dai difensori chiamati a impostare il gioco, ad avanzare palla al piede per chiamare le uscite degli avversari e, infine, a ricercare anche loro la verticalizzazione. La coppia di trequartisti ha il compito di agire alle spalle della linea di centrocampo avversaria: un set di movimenti prevede il loro abbassamento per permettere alla punta di buttarsi negli spazi o ai centrocampisti di inserirsi interscambiando quindi la posizione.

inserimento centrale

Palla all’esterno, Borja Valero si apre verso l’esterno abbassandosi creando lo spazio per l’inserimento del centrocampista centrale.

La palla viene mossa per muovere gli avversari, i movimenti sono studiati per creare spazio. Dispendioso ma fondamentale il compito degli esterni, alti, larghi, profondi sulla stessa linea dell’attaccante. Kalinic è l’uomo giusto per questa Fiorentina (e per questo preferito a Babacar), perché è un attaccante in grado di fare a sportellate con gli avversari, si butta negli spazi per cercare di attaccare la profondità, ha una buona tecnica di base che gli permette di proteggere la palla. Ha una grande forza fisica, utile per tenere su la squadra quando la Fiorentina viene presa alta e deve ricorrere al lancio lungo per rompere il pressing, ed è generoso in fase difensiva diventando il primo a cercare la pressione sugli avversari.

L’ibrido di Paulo Sousa è stato molto discusso nelle prime settimane del nostro campionato. I viola difendono con un ordinato 4411 in cui la linea a quattro si viene a creare con l’abbassamento dell’esterno sinistro (spesso Marcos Alonso) mentre il difensore centrale opposto (Tomovic) diventa il terzino destro. Il doble pivote davanti la difesa, il trequartista sulla mancina (Borja Valero) scala in mediana mentre sul lato opposto si trova l’esterno destro. Un meccanismo tutto sommato fluido una volta perfettamente assorbito.

4411

Ancora una volta i princìpi prima dei numeri: la Fiorentina effettua un pressing alto per recuperare il prima e il più alto possibile la palla.

pressing alto 2

Una pressione collettiva nella quale i viola occupano le linee di passaggio centrali, indirizzano il gioco sugli esterni dove scatta la trappola di simeoniana memoria: con l’aiuto della linea laterale, il vero dodicesimo uomo in campo,  gli avversari vengono attaccati da più uomini mentre la difesa resta alta, molto alta, per impedire la verticalizzazione. Qui la Fiorentina recupera palla, o costringe gli avversari a lanciarla lontano per non perderne il possesso, grazie a questo meccanismo aggressivo e rischioso.

chiusura linee centrali

Chiusura linee centrali. Gioco convogliato sugli esterni.

trappola laterale

Palla sull’esterno. La Fiorentina è in superiorità. Il terzino accorcia sull’ala, il quarto di centrocampo esce sull’esterno basso.

linee compatte

Linea difensiva alta per togliere profondità. Difesa e centrocampo racchiuse in pochi metri. Squadra corta e compatta.

trappola laterale 2

La trappola laterale ha portato al risultato cercato: palla persa. Linea difensiva alta, spazi ristretti, densità di uomini attorno al pallone.

Per superarlo è fondamentale restare calmi e lucidi, offrire più sostegni e appoggi possibili al possessore per cambiare campo e attaccare il lato debole. Infatti, i viola creano il cosiddetto campo piccolo quando devono difendersi, ovvero occupano con più uomini la zona in cui si trova il pallone, ma lasciano scoperto quella fascia di campo lontana da dove si sta giocando. La posizione alta richiesta agli esterni, inoltre, non sempre viene compensata dalle coperture preventive da parte dei mediani creando così spazi pericolosi in transizione.

scalat forti

lato debole

Per uscire dal pressing fiorentino è importante avere in rosa giocatori d’alta tecnica in grado di rompere con le proprie abilità la pressione avversaria. La Fiorentina di Paulo Sousa è nettamente più aggressiva in tutte le fasi del gioco e anche le transizioni, da punto debole, hanno ricevuto giovamento da questo atteggiamento: i giocatori di Paulo Sousa difendono correndo in avanti, perso il pallone tutti accorciano le distanze prestando attenzione ad attaccare sia il possessore che a ostacolare le linee di passaggio. Anche così si spiegano le alti percentuali di possesso palla (59,9 più di tutti in Italia) perché il riciclo è costante.

transizione negativa copia

Palla persa. Occhio al cronometro. In quattro secondi la Fiorentina va a recuperarla: fondamentale il comportamento aggressivo di Borja Valero.

transizione 2

transizione negativa

Palla persa tutti corrono difendendo in avanti prestando attenzione a portare pressione sugli uomini e ostacolando le linee di passaggio.

Manca un ultimo aspetto: le palle inattive. La Fiorentina difende a zona sui corner schierando nell’area piccola nove uomini lasciando un solo uomo sul vertice dell’area di rigore: per avere la meglio di questa particolare tipo di difesa è importante attaccare il secondo palo partendo dalla distanza. Per i difensori è infatti difficile occuparsi di uomini, palla e spazio (i tre punti di riferimento principale) su una situazione di palla inattiva.

a zona

Qui l’Udinese batte sul primo palo. Sul secondo c’era un uomo libero.

secondo palo

Anche sulle punizioni la Fiorentina resta alta, con gli uomini in linea, esponendosi agli stessi identici rischi: attaccare il lato debole resta fondamentale per poter far male ai viola.

punizione

Il palo dell’Udinese nasce da punizione. L’uomo sul secondo palo è libero e verrà servito: a nulla servirà la successiva marcatura perché il giocatore bianconero è già lanciato.

palo udinese

Sui corner a favore, invece, Paulo Sousa attacca con cinque uomini dentro l’area di rigore più due calciatori pronti ad offrire passaggi corti a chi sta battendo l’angolo. Restano indietro quindi due giocatori: dopo il clamoroso errore di Roncaglia contro la Roma, la Fiorentina è più attenta a non concedere pericolose ripartenze.

angolo 1

angolo2

Non possiamo sapere quanto e se durerà la formazione viola. La composizione della rosa richiede interventi a gennaio per poter arrivare fino in fondo nelle competizioni in cui concorre permettendo a Paulo Sousa di poter calibrare il dispendio fisico di un gioco che richiede molto a livello atletico e mentale. La qualità del gioco, la forza strutturale dell’organizzazione di gioco, la convinzione che i calciatori dimostrano in essa potrebbero permettere alla Fiorentina di restare protagonista fino al termine del campionato. Resta la desuetudine a vincere – sebbene il tecnico conosca molto bene la vittoria – di un ambiente pronto a entusiasmarsi e poi crollare quando i risultati iniziano a scemare: sarà importante la capacità dell’allenatore nel rendere impermeabile lo spogliatoio a tali sbalzi emotivi.

empoli pressing 2

Il pressing alto dell’Empoli. Ed era avanti 2-0.

Non esiste un unico sistema per battere la Fiorentina. La Roma ha giocato di contropiede (quasi con un 631), Sassuolo ed Empoli, tra le altre, hanno affrontato la formazione viola andando a prenderli alti cercando di mettere dei sassolini nel loro meccanismo mandandoli fuori giri. Per la Juventus sarà importante restare calma, lucida nella gestione della palla, ordinata, aggressiva e compatta in fase difensiva e molto precisa nelle transizioni offensive.