La fake news del Ronaldo spacca bilancio

di Leonardo Dorini |

Come al solito, il calcio-mercato è stagione che porta contrasti e discussioni; il comprare o vendere questo o quel giocatore porta le tifoserie a confrontarsi già in questo periodo senza i 3 punti in palio e ad arricchire il novero degli sfottò con quelli prettamente orientati alla compravendita dei calciatori: “siete falliti”, “dovete vendere”, “avete speso troppo”, “avete speso troppo poco”, “siete un plusvalenzificio”, e via dicendo.

Anche all’interno della nostra tifoseria è il momento delle grandi divisioni ed il mercato della Juve di quest’estate, da quando sembra essere concreta l’ipotesi di scambio Dybala-Lukaku, ha improvvisamente virato dai toni esaltati dell’arrivo di Rabiot, Ramsey e De Ligt, ad una cupa lamentela avvolta nel pessimismo.

E si arriva anche a mettere in discussione la scelta di un anno fa di acquistare il più grande, come fatto in questo pezzo della nostra rubrica “Riceviamo e Pubblichiamo” dove Juventibus lascia spazio alle opinioni dei nostri lettori.

Forse è il caso di tornare su alcuni punti, altrimenti non si comprendono bene i fenomeni di cui si sta parlando: l’acquisto di Ronaldo ha semplicemente messo la Juventus su un altro livello: gli ha consentito di contendersi lo spazio di mercato dei 6-7 top club europei, di concorrere nella fascia alta dei fatturati relativi a sponsorizzazioni, merchandising, diritti.

Ne abbiamo già avuto diverse testimonianze: il rinnovo del contratto Adidas di fine 2018 e il buon andamento dei ricavi commerciali visti nella semestrale, che saranno presto confermati nella chiusura dell’esercizio al 30/6/2019, sono elementi tangibili, mentre su un piano meno misurabile vi è l’incremento del reach globale del marchio Juventus che si sta osservando nei social e in molti eventi collegati al Club bianconero.

Lasciamo pure da parte il buon andamento del titolo in Borsa: di per sé non significa molto, ma una cosa di certo ce la dice ed è che gli analisti (come quelli di Banca Imi e di Intermonte) e gli operatori di mercato che ogni giorno scambiano i titoli Juventus sul mercato hanno visto nell’acquisto di CR7 non un qualcosa che “scassa i conti”, ma un volàno di prospettive commerciali e di business per i prossimi anni.

Un altro elemento che necessita di essere puntualizzato, tornando al calcio mercato, è quello sul “Players Trading”, cioè esattamente la parte dei ricavi afferente alla “gestione calciatori”: il  calcio-mercato, per dirla semplice. Da questo punto di vista è corretto dire che la Juventus deve essere attenta a incrementare i ricavi al netto del Players Trading, e lo sta facendo, ma va anche ricordato che si stanno creando le condizioni affinchè questa voce sia ogni anno a livelli importanti, come elemento che tende a stabilizzarsi. L’evoluzione della Juventus è stata da “quest’anno vendiamo Pogba, evviva che bello 100 milioni di plusvalenza” all’avere ogni anni un ammontare importante di ricavi da gestione giocatori: ed infatti, forse non ce ne siamo accorti, ma nell’anno appena trascorso e chiuso al 30 giugno scorso, il valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 130 milioni, senza vendere top players.

E veniamo all’anno in corso: allo stato attuale l’impatto a conto economico dei nuovi acquisti bianconeri dovrebbe sfiorare i 100 milioni….il fatturato di un medio club italiano; è quindi importante vendere, e la Società lo sta facendo, ma senza che questo abbia influenzato gli obiettivi, come si è visto.

Le perdite a conto economico, infine: è vero, è complicato guadagnare con un Club calcistico; ce lo hanno dimostrato abilissimi imprenditori come Silvio Berlusconi e Massimo Moratti, che a un certo punto hanno gettato la spugna, pur con comprensibile dolore personale. La proprietà Juventus invece ha rilanciato, si è messa nelle condizioni di competere ai massimi livelli e sarà pronta a mettere mano al portafoglio, se servirà: non sarà certo un caso (qualsiasi) di calcio-mercato a far venir meno questa determinazione a seguire il percorso di crescita avviato.


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