La commedia del numero 9

di Stefano Francesco Utzeri |

Siamo infine giunti al termine di questa commedia (tragicommedia) nota come Ricerca del numero 9. Una triste storia in cui la Juventus sonda tutti i numeri 9, o presunti tali, in vendita a prezzo di saldo in Europa, per giungere infine a prendere con una fretta tutt’altro che salutare (si sa, la fretta è una cattiva consigliera) un calciatore totalmente differente dall’obiettivo primario.

All’alba delle manovre di questo tardo mercato estivo fu Arkadiusz Milik ad arroventare il dibattito della tifoseria. Consapevoli dei guai fisici del polacco, del prezzo fuori mercato che ne faceva il nemico giurato (almeno pubblicamente) della Juventus, Aurelio De Laurentiis. Sedotto e abbandonato, il nativo di Tychy ha vissuto per mesi nell’illusione di poter ripercorrere la medesima strada del suo predecessore napoletano, Gonzalo Higuain. Niente da fare dunque, abbandonato insieme all’esonero di Maurizio Sarri.

Con l’arrivo di Andrea Pirlo, ecco stagliarsi all’orizzonte Edin Dzeko. Il Cigno di Sarajevo, così noto per le sue movenze simili, alla lontana, molto alla lontana, di un altro Cigno, quello sì veramente maestoso, originario di Utrecht. Obbiettivo numero uno, ma non troppo, perché a Roma non c’è tanta voglia di privarsene. Se La Roma trovasse un sostituto però…Dzeko potrebbe anche gradire una partnership con Cristiano Ronaldo chissà. Sorvolando, evitando, schivando, stendendo un velo pietoso sulla faccenda Suarez, passaporto, per cui forse è meglio non sapere a che punto esatto della trattativa i dirigenti bianconeri si siano accorti del fatto che Suarez in Spagna giocasse da comunitario in virtù di una regola diversa da quelle della FIGC.

Retromarcia dunque, affondo su Dzeko, Roma che si butta su Milik, ancora sedotto dalla Juventus. Passano i giorni, Milk si convince che forse alla Juventus non ci andrà. La Roma? Sì dai la Roma va bene. Va bene anche a De Laurentiis, che è sceso dalle nuvole in cui era ben accomodato qualche mese prima e dai 50 milioni iniziali è sceso fino a 25 milioni, con la formula del prestito e bonus inclusi. Dzeko, per 16 milioni, diventerà il partner (ideale) di Cristiano per i prossimi due. Ed infine? Infine, la Juventus passa un weekend ad osservare le bizzarre richieste: pagamenti di multe per ammutinamenti, multe per pubblicità di ristoranti, kit di gara, e chi più ne ha, più ne metta, caro De Laurentiis, per provare a giungere ad un accordo per l’addio con Milik. E il lunedì? La Juventus, come nei migliori cinepanettoni, torna dal suo amato Morata, mentre guarda quel bel ragazzo uruguagio trasferirsi all’Atletico dal Barcellona e lascia Dzeko, anch’egli sedotto, consumato e abbandonato.

A noi basterebbe anche così, a chi scrive basterebbe così, non vorremmo più saperne di mercato dopo queste prime 3 settimane di settembre. Ma la Juventus no, non dovrebbe accontentarsi di Alvaro Morata, che per inciso con l’obbiettivo numero uno, Dzeko, c’entra molto poco. A noi di lasciare una presunta rivale col cerino Milik in mano interesserebbe poco. A noi dovrebbe invece interessare dare ad Andrea Pirlo ciò che vuole, che ha chiesto fin dall’inizio. Non sarà così, nemmeno questa volta.


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