Kulusevski paragonato (tatticamente) all’ultimo Nedved

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Lo so, lo so, il paragone tra atleti e sempre un argomento scottante, soprattutto se si scomoda Pavel Nedved, un Pallone d’oro da 300 presenze e 61 reti in maglia bianconera, ma questo spazio di analisi non verte sul confrontare i due calciatori, bensì sulla possibilità di vedere Kulusevski in un ruolo che quindici anni fa ricopriva la Furia Ceka.

Nedved era un calciatore dalla doti fisiche e di corsa straripanti, alle quali abbinava un’ottima tecnica e soprattutto una facilità di calcio disarmante. La squadra targata Capello (dal 2004 al 2006), nella quale Pavel era il fulcro nevralgico della manovra offensiva, fu una delle Juventus più competitive degli ultimi venti anni e la formazione tipo era solitamente composta da quattro difensori in linea, Zebina-Cannavaro-Thuram-Zambrotta davanti a Buffon, quattro centrocampisti, Camoranesi-Emerson-Vieira-Nedved, e due punte, manco a dirlo, Del Piero-Trezeguet con l’aggiunta di Ibra.

Senza analizzare lo stile di gioco di un calcio “vecchio” di 15 anni, entriamo nello specifico dei compiti dell’allora numero 11: Nedved oltre ad essere il vero motore della squadra, aveva la libertà di muoversi molto all’interno del campo in fase di possesso palla, partendo largo a sinistra e accentrandosi si trasformava in vero e proprio trequartista, arrivando a rimorchio delle due punte in posizione perfetta sia per il tiro che per l’assist. Le sue qualità fisiche gli permettevano di coprire molto campo nella zona centro-sinistra e con la sua capacità di lettura trovava sempre la zona giusta da occupare. In fase di non possesso però agiva da ala, rimanendo largo e allineandosi ai compagni di reparto per garantire un solido 4-4-2.

Qualcosa del genere si è visto anche nel 3-5-2 di Andrea Pirlo, che ha affidato in questa prima parte di stagione a Ramsey questo ruolo molto dinamico, che porta il gallese a passare da mezzala/trequartista in fase di possesso ad esterno sinistro di un centrocampo a quattro in fase di non possesso; l’ottima prestazione del gallese nella prima giornata e la sua immedesimazione in questi compiti ha fatto gridare all’alleluia i tifosi bianconeri, dopo che per un anno si sono chiesti che tipo di calciatore fosse arrivato dall’Arsenal. La domanda che si palesa davanti a noi è intrigante: e se quel compito lo ricoprisse Kulusevski?

Dejan è un calciatore sotto alcuni aspetti simile a Nedved, ha corsa, tecnica, capacità di finalizzare e di assistere i compagni (secondo in A la scorsa stagione per accoppiata gol+assist a partita), magari rispetto al ceco ha meno prorompenza fisica ed è forse più attaccante al momento, visto che Pavel calcisticamente parlando nacque come ala, ma fino ad ora abbiamo visto agire lo svedese quasi sempre sul lato destro del campo, dato che gli esterni offensivi a piedi invertiti è diventata quasi una legge non scritta del calcio moderno. Che ruolo ricopra naturalmente Kulusevski al momento non è chiaro: a Parma lo svedese ha giocato attaccante esterno, mezzala, quinto di centrocampo e centravanti mostrando in ogni caso la sua duttilità senza mai perdere la qualità della giocata.

Lui stesso ha dichiarato di non aver problemi a coprire più zone di campo e anche Pirlo vede il talento svedese come un jolly. Quando rientrerà Dybala e Morata sarà pronto per giocare, Kulusevski rischia di trovare poco spazio in avanti, perciò per vederlo con continuità in campo potrebbe andare a sostituire Ramsey nel ruolo mezzala/trequartista così da esaltarsi nella creazione di gioco, occupando lo spazio centrale dietro le due punte, arrivando spesso alla conclusione oppure dialogando con gli attaccanti, aggiungendo però nella faretra di Pirlo anche la freccia dei cross.

Kulusevski è un mancino, proprio come Nedved, e all’occorrenza può farsi trovare largo per aprire spazi centrali ai compagni e far partire dal suo piede il cross per la testa delle punte; al contrario Ramsey è un destro e tende sempre a rientrare e a girarsi per tentare la giocata col rischio di perdere un tempo di gioco. In fase di non possesso Dejan ha le caratteristiche per ricoprire il ruolo di ala nel centrocampo a 4 disegnato da Pirlo, per poi trasformarsi velocemente in trequartista centrale, proprio come quindici anni fa faceva Pavel Nedved.

Noi tifosi ci auguriamo che Kulusevski ci porti alla conquista di quanti più trofei possibili, come fece allora l’attuale Vicepresidente, ma tenendo sempre d’occhio il computo dei cartellini con rischio squalifica…

di Matteo D’Alesio


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