Kulusevski merita i 90 minuti

di Michael Crisci |

L’impatto di Dejan Kulusevski è stato tutto sommato positivo. Il campione da valutare è eccessivamente povero, avendo la Juve giocato solo 9 gare ufficiali in stagione, ma di sicuro lo svedese si è guadagnato il rispetto dell’ambiente e un ruolo importante nelle rotazioni. Qualche balbettio in Champions, qualche panchina, ma la sua carta d’identità non mente, e sono tutte situazioni che per un classe 2000 devono essere messe in conto.

Una cosa però, in questo inizio di stagione, salta all’occhio: quando è partito titolare, Kulusevski non ha mai terminato la partita, anche nel suo brillante esordio contro la Sampdoria, dove ha anche segnato il suo gol d’esordio con la nuova maglia.

Pirlo lo ha sempre tolto dal campo prima del fischio finale, e soprattutto lo ha fatto in due partite, contro il Crotone al 70′ e contro la Lazio al 77′, in cui  l’ex Parma avrebbe potuto essere utile per raggiungere il vantaggio, come contro i rossoblu, o per mantenere il vantaggio, come a Roma.

In Calabria, con l’espulsione di Chiesa, e la contemporanea mancanza di Dybala e Ronaldo, Kulusevski era forse rimasto l’unico elemento con estro in grado di poter trovare la giocata dal nulla. E infatti, dopo il palo su calcio da fermo di Morata, proprio su punizione di Kulusevski, la Juve è riuscita a produrre solo l’azione del gol annullato allo stesso Morata.

All’Olimpico, il numero 44 è cresciuto alla distanza, come hanno dimostrato alcuni strappi clamorosi tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo tempo, e nel finale, quando la Juve ha abbassato il baricentro e la Lazio ha cominciato a pressare, sostituirlo ha tolto dal campo ai bianconeri l’unico elemento in grado di ribaltare in velocità il campo, che sarebbe stato fondamentale per allentare la pressione e, potenzialmente, creare anche situazioni per raddoppiare.

Di sicuro non è una questione fisica, perché il biondo ventenne non ha mai dato segni di affanno in queste settimane. Forse, in questo preciso momento, possono pesare le sue ancora non affinate abilità nel giocare in maniera soddisfacente in entrambe le fasi. O anche quei momenti in cui sembra uscire dalla partita. L’inferiorità numerica contro i calabresi e la pressione dei biancocelesti nel lunch match della settima giornata hanno forse indotto il tecnico bresciano a non rischiare eccessivamente, e a togliere Kulusevski con l’intento di coprirsi.

Ma è probabile che questo “Kulu” meriti già ora di poter giocare tutti i 90 minuti, soprattutto quando la gara è in bilico, e forse Pirlo dal dopo sosta, potrà convincersi che anche se non è continuo nel corso della gara, un’arma come Kulusevski vale la pena tenersela in caldo fino all’ultimo secondo disponibile.


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