Kulusevski e quelle parole al passato

di Mauro Bortone |

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La stagione deludente” alla Juve raccontata da Dejan Kulusevski, in un’intervista dal ritiro della Svezia, è a metà tra una confessione sincera e una verità che un po’ cozza con l’esito di un’annata ancora da scrivere.

Al di là del personale bilancio, peraltro anche condivisibile, che il giocatore svedese traccia del suo percorso in bianconero, non nascondendo le difficoltà di cambiare ambiente, gioco, prospettiva e soprattutto di dover spesso abituarsi a modifiche di ruolo, ciò che colpisce è, nella narrazione dei media, una valutazione al passato della stagione.

Il punto è che la stagione, però, è ancora in corso e ha degli obiettivi da raggiungere: il segnale, dunque, non è di quelli incoraggianti. Perché, se mentalmente i tifosi che stanno soffrendo la discontinuità di questa squadra, guidati da reazioni umorali possono pensare al futuro, immaginare quello che sarà della Juve e di Pirlo, non è altrettanto logico che lo facciano i giocatori.

Innanzitutto perché gli ultimi risultati hanno rimesso in discussione ciò che veniva dato per scontato, ovvero un posto nella prossima Champions, e le prossime due partite, in tal senso, saranno fondamentali; e poi perché c’è comunque una componente di incognito nel calcio che non permette mai di mollare mentalmente una stagione che pare scontata; infine, perché c’è una finale di Coppa Italia da giocare e contro il peggior avversario possibile: il valore di quella partita, anche se in questo momento non sembra far gola, oltre a dare la possibilità in una stagione che sembra per il momento compromessa di vincere un secondo trofeo, avrà un peso importante soprattutto nel percorso di crescita di questa squadra in ricostruzione.

Perciò, testa e cuore in campo, perché non è ancora tempo di bilanci definitivi.