L’impatto di Kulusevski su Euro 2020

di Alex Campanelli |

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Scusate il ritardo” sembra quasi sussurrare Dejan Kulusevski, dopo la splendida prestazione contro la Polonia che ha portato la sua Svezia a chiudere sorprendentemente al primo posto il raggruppamento. Fermato dal Covid-19 nelle prime due giornate, il classe 2000 bianconero ha esordito a Euro 2020 al 55′ della delicatissima sfida con la Polonia, risultando subito decisivo.

Con la sua squadra avanti per 1-0, il ct Jan Andersson richiama in panchina l’ex Palermo Robin Quaison e getta nella mischia Kulusevski, appena recuperato, nominalmente in qualità di seconda punta. Nelle prime due uscite in realtà Andersson ha puntato su due attaccanti veri, Berg e Isak, sebbene la punta della Real Sociedad sia molto più mobile del centravanti del Krasnodar; contro la Polonia il ct però ha schierato insieme a Isak un attaccante di supporto, Quaison per l’appunto, che però ha goduto di libertà assoluta nel muoversi per il campo, abbassandosi aiutando la risalita della palla, allargandosi oppure ricevendo alle spalle del centravanti. E’ proprio questo il ruolo dai contorni sfocati che il ct svedese assegna anche a Kulusevski: nessuna limitazione, grande possibilità di svariare ed associarsi con i compagni.

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La passmap di Kulusevski in Svezia – Polonia conferma come il giocatore sia saltato fuori un po’ ovunque servisse il suo aiuto alla manovra (GoalPoint).

Fiore all’occhiello della sua gara sono ovviamente i due assist, molto più complessi e interessanti di quanto non emerga a prima vista. La prima azione è un suo grande classico, almeno nella preparazione: Kulu conquista palla nella propria metà campo, vince il duello fisico con Frankowski e s’invola sull’out di destra, addirittura sin troppo largo rispetto agli spazi offerti da una Polonia sbilanciata. Lo svedese rientra sul mancino molto tardi, arrivando dentro l’area polacca, salta in velocità Bednarek e, quando tutti si aspetterebbero il tiro, appoggia dietro a Forsberg che da fuori mette in rete.

Se dell’azione del primo assist apprezziamo esplosività e rapidità, in quella del secondo a spiccare sono soprattutto l’intelligenza e la lucidità di un ragazzo del 2000 alla prima presenza in carriera agli Europei. Qui Dejan riceve palla spalle alla porta, l’attacco della Svezia è in parità numerica contro una Polonia tutta in avanti, e il giocatore della Juve non ha nessun interesse a forzare la giocata visto il risultato. Alcuni avrebbero cercato la soluzione personale, altri avrebbero temporeggiato per ricominciare da dietro l’azione, invece Kulu rientra sul destro, poi sul sinistro, catalizza da solo l’attenzione di tutta la retroguardia polacca e infine ricama con l’esterno per l’inserimento di Claesson che chiude il match.

Se da una parte la partita con la Polonia conferma la capacità di Kulusevski spaccare in due le partite con le sue doti fisiche e tecniche, dall’altra ci mostra un giocatore più maturo, capace di incidere in zone diverse del campo e di ragionare lucidamente anche nei momenti più delicati. Un’ottima notizia per Massimiliano Allegri, che tra le sue missioni principali avrà senz’altro il favorire l’esplosione definitiva dell’ex Parma e Atalanta.


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