Con Kuipers la Juve non ha mai vinto

di Maurizio Romeo |

Ha fatto storcere il naso a qualcuno la designazione di Björn Kuipers per Barcellona-Juve, ritorno dei quarti di finale di Champions League in programma domani sera al Camp Nou. Perplessità che arrivavano più per qualche suo precedente poco fortunato sia con la Juventus (nel 2010) che con Allegri due anni dopo, che non da valutazioni meramente tecniche.

I PRECEDENTI SFORTUNATI

Nella memoria collettiva sono rimaste sicuramente impresse due cocenti eliminazioni europee.
La prima è quella della Juventus che di suicidò sportivamente nel 2010 contro il Fulham (poi finalista di quell’edizione di Europa League) uscendo sconfitta 4-1 da Craven Cottage dopo la vittoria per 3-1 all’andata. In quella partita ci furono 2 rossi per i bianconeri (Cannavaro per aver interrotto una chiara occasione da rete e Zebina per condotta violenta) e un rigore per la squadra inglese, decisioni che però immagini e regolamento alla mano avevano davvero poco da eccepire.
Qualche polemica in più invece nel secondo caso, curiosamente proprio al Camp Nou. In quell’occasione il Milan allenato proprio da Massimiliano Allegri venne eliminato ai quarti di finale uscendo sconfitto per 3-1 con 2 rigori fischiati a favore dei padroni di casa. Se il primo era ineccepibile, anzi forse in quel caso mancò un rosso diretto ad Antonini solo ammonito per il fallo da ultimo uomo, il secondo lasciò più di una perplessità: secondo regolamento un fallo può essere sanzionato solo se la palla è in gioco, mentre la trattenuta di Nesta nei confronti di Busquets che diede origine al secondo penalty in favore dei blaugrana avvenne in realtà prima che il calcio d’angolo fosse battuto. Un piccolo errore tecnico che è però abbastanza comune; lo abbiamo infatti visto accadere anche in occasione del fallo di Bonucci in Lione-Juve arbitrato dal polacco Marciniak. Andrà però fatta particolare attenzione però a questo tipo di situazioni in area di rigore.

UNA SCELTA QUASI OBBLIGATA

Dopo l’addio di Webb non c’è più stato un arbitro che venisse univocamente considerato come “garanzia”, ma dopo le recenti vicende saudite che hanno coinvolto Clattemburg, a mio avviso Kuipers può essere considerato come uno dei top europei al momento. Pochi altri (su tutti Rocchi e Orsato che per ovvie ragioni non possono arbitrare i bianconeri) hanno esperienza e affidabilità per questo tipo di partite e il designatore europeo Collina non aveva molta scelta in questo senso.

Al direttore di gara olandese l’esperienza internazionale di certo non manca, può infatti vantare nel suo curriculum europeo ben 6 finali: l’europeo U17 nel 2006, quello U21 nel 2009, la Supercoppa Europea nel 2011 (vinta proprio dal Barça sul Porto), l’Europa League nel 2013 anno in cui diresse anche la finale della Confederations Cup e la finale di Champions fra Real e Atletico nel 2014.

IL KUIPERS ARBITRO

Nato a Oldenzaal 44 anni, nella vita lavora come direttore di 3 supermercati e di un salone di parrucchieri. Figlio d’arte: ha seguito in tutto e per tutto le orme del padre, anch’egli direttore di un supermercato ed arbitro, anche se solo a livello amatoriale. Curiosa la storia che lo portò Björn a vestire la giacchetta da direttore di gara. Quando era sedicenne Kuipers era uno di quei giocatori che tipicamente gli arbitri odiano: capitano della sua squadra tartassava il malcapitato di turno con proteste ad ogni singolo fischio. In una delle rare volte in cui si trovava al campo per seguire il figlio, Jan Kuipers si arrabbiò talmente per il suo comportamento tanto da indurlo a chiedere all’allenatore di sostituirlo. Lo prese poi da parte e gli disse che non considerava più tollerabile il suo comportamento in campo e lo obbligò ad inscriversi al corso da arbitri per fargli capire tutte le difficoltà di quel ruolo. Un anno dopo Björn diresse la sua prima partita, la sua carriera lo portò ad esordire nella prima divisione olandese nel 2005. Gli ci volle poco più di un anno per acquisire la qualifica di internazionale e dopo sole 3 stagioni venne incluso fra gli arbitri top UEFA (Élite category). Nella sua carriera ha collezionato ben 117 partite internazionali, con 40 direzioni in Champions League.

LE CARATTERISTICHE

Prepara la partita in modo minuzioso: una volta appresa la designazione studia molti video, cercando di cogliere soprattutto le particolarità tattiche e tecniche delle squadre e su quello tende ad adattare la sua direzione, interrompendo più o meno il gioco a seconda della fisicità dell’incontro. La sua attenzione si concentra però anche sui singoli per cercare di non abboccare alle simulazioni e alle cadute troppo facili: Neymar, Suarez e Cuadrado su tutti sono avvisati.

I suoi osservatori mettono fra i suoi punti di forza la capacità di tenere sotto controllo il match, spesso infatti adatta la sua “durezza” sull’andamento della gara e tende ad instaurare un rapporto empatico con i giocatori in caso di necessità. Molto apprezzata  anche l’ottima cooperazione con gli assistenti verso cui ha estrema fiducia. Un esempio? Novembre 2005, Borussia M.-Juventus: al momento del fallo di Hernanes che costò l’espulsione al centrocampista bianconero lui aveva optato per un giallo, fu però il suo primo addizionale a fargli cambiare idea dopo un rapido consulto.
I suoi punti deboli sono la gestione del tempo di recupero, spesso sottostimato e il metro non sempre ritenuto uniforme.

I NUMERI

Se si guardassero solo le sue statistiche lo si potrebbe definire come un arbitro “casalingo” considerando la differenza fra il numero di rigori concessi alla squadra di casa (26) e quella ospite (9) e per la percentuale più alta di cartellini gialli (circa il 60%) e rossi (70%) comminati alla squadra in trasferta.

Per la terza volta in questa stagione viene designato in coppia con Marciniak in una doppia sfida: era già successo nel preliminare Porto-Roma (al polacco toccò il ritorno) e nella doppia sfida dei gironi fra Juve e Lione (a lui toccò la sfida di Torino, terminata 1-1 con vantaggio dei bianconeri su rigore e pareggio dei francesi nella parte finale del match).

Per Kuipers la partita del Camp Nou sarà il 6° impegno europeo dopo il già citato preliminare di Oporto (1-1, con espulsione di Vermaelen e rigore fischiato contro la Roma), 3 match nei gironi di Champions e il derby tedesco fra Schalke e Borussia Mönchengladbach negli ottavi di finale di Europa League.

UN TABU’ DA SFATARE

Con lui come arbitro la Juventus non ha mai vinto raccogliendo 3 pareggi (uno con la Fiorentina, 1-1 nel derby italiano di Europa League 2014) e la già citata sconfitta in Inghilterra. Sono 7 invece i precedenti con i blaugrana che hanno vinto  in 3 occasioni, pareggiato 3 e perso 1 (2-1 con il Celtic nel 2012). Al Camp Nou 2 vittorie e 1 pareggio.

Sono 15 i precedenti con le italiane e il bilancio è in parità: 3 vittorie, 9 pari e 3 ko. Si arriva da 7 pareggi consecuitivi, ultima sconfitta proprio a Barcellona (3-1 al Milan il 3 aprile 2012), ma un’italiana con lui come arbitro non vince da quasi 7 anni, ovvero dal 3-2 della Roma a Basilea datato 3 novembre 2010. Speriamo si possa invertire la tendenza.

 

L’INFOGRAFICA