Darko Kovacevic, il primo ad abbattere San Siro

di Nevio Capella |

Spesso ci siamo trovati su queste pagine a celebrare le imprese della Juventus nei grandi stadi firmate da vari calciatori rimasti poi nella storia della vecchia signora.
Oggi, in occasione del suo compleanno, ricordiamo la sera in cui un piccolo pezzetto di storia bianconera fu scritta da Darko Kovacevic, che sicuramente non occupa i primissimi posti nella classifica di presenze “all time” ma che nei due anni torinesi riuscì comunque a farsi voler molto bene dai tifosi.
In particolare, il serbo é stato il primo juventino del nuovo secolo ad espugnare San Siro di sponda nerazzurra, ben prima di eroi che avrebbero compiuto in seguito la stessa impresa, tra cui Del Piero, Trezeguet e Higuain.

Parliamo del 16 Aprile 2000, quando la Juventus si presentò a Milano per il posticipo domenicale, nel pieno della volata scudetto in cui era coinvolta con la Lazio e che si era improvvisamente riaperta dopo che i bianconeri avevano avuto un vantaggio massimo di 9 punti, perdendo poi un paio di partite consecutive tra cui proprio lo scontro diretto con i biancocelesti.
Ad aspettarla in una partita da vincere a tutti i costi, l’Inter di Marcello Lippi che non era riuscito a ripetere a Milano le imprese del suo primo ciclo juventino terminato giusto un anno prima.

Kovacevic, arrivato in estate dalla Real Sociedad come vice Inzaghi, era il classico centravanti vecchio stampo con fisico da cestista ma con un innato senso del gol, come già aveva ampiamente dimostrato soprattutto nelle gare di Coppa Uefa.
La dinamica dei due gol con i quali il serbo regalò i tre punti alla Juve sono la perfetta dimostrazione delle sue doti: la prima marcatura realizzata con un meraviglioso “scavetto” sul portiere interista in uscita disperata, dopo essersi perfettamente inserito tra le linee della difesa nerazzurra per ricevere un’invenzione di Inzaghi.
La seconda con la specialità della casa, il colpo di testa, e ad onor del vero con la complicità di Peruzzi (altro grande ex di quella serata) uscito male e in ritardo.
Un’azione che rappresenta una sorta di dejavù anticipato di quello che avremmo visto cinque anni più tardi nella stessa porta e contro l’altra squadra di Milano, a firma di David Trezeguet.

Purtroppo quella vittoria non fu sufficiente a garantire alla Juventus la conquista dello scudetto, sciaguratamente gettato alle ortiche nel giro di 15 giorni con un’inopinata sconfitta a Verona e soprattutto nella tristemente celebre piscina di Perugia, ma resta comunque una serata di gloria per l’attaccante serbo che restò a Torino un altro anno, nonostante l’arrivo di Trezeguet, per poi ritornare a giocare in Spagna dopo una fugace esperienza laziale.

Nel video allegato, oltre ad ammirare le due prodezze di Kovacevic, si può notare un oscuro presagio contenuto nello striscione con cui tifosi interisti intendevano incoraggiare Ronaldo (quello brasiliano) infortunatosi ancora una volta gravemente pochi giorni prima.
Lo striscione recita: “Le lacrime di dolore di oggi diventeranno lacrime di felicità domani
Una vaticinio quasi perfetto di quanto sarebbe accaduto esattamente due anni dopo, in un pomeriggio assolato di inizio maggio, tranne per il piccolo particolare che quel giorno la felicità fu tutta juventina.


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