Ciao Sami, tu come pochi altri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Matteo D’Alesio

“Non si può criticare Khedira. In molti guardano le partite, ma in pochi lo vedono”. Cosi Massimiliano Allegri rispondeva ad un giornalista che lo punzecchiava sulle apparenti prestazioni mediocri di Khedira; perché si, Sami non ha mai riempito gli occhi con giocate da fuoriclasse, ma la qualità che ha messo in campo è indiscutibile.
#Khedira arriva all’ombra della Mole nell’estate 2015 a parametro zero dal #RealMadrid e da subito ricopre un ruolo nevralgico nello scacchiere bianconero: è vero, non lo ricorderemo di certo per i dribbling, i colpi da biliardo o le galoppate, ma la sua capacità di leggere le partite gli permetteva di risolvere le situazioni che il gioco gli poneva davanti con scelte sempre perfette. La qualità che lo ha reso insostituibile nel centrocampo juventino tra il 2016 e il 2018 era la capacità di comprendere ciò che gli si sviluppava in torno: l’intelligenza di leggere e capire cosa fare, quando farlo, e dove, gli ha permesso, tra le altre cose, di andare a segno ben 21 volte in maglia bianconera mettendo a referto addirittura una tripletta.
Anche con l’arrivo di Sarri in panchina la musica non cambia, poiché il nuovo allenatore lo considera da subito un titolare inamovibile definendolo “un ragazzo dall’intelligenza tattica mostruosa” ed evidenzia ancora di più la capacità del tedesco di muoversi in campo in base al contesto e mai da un punto di vista individuale. In un’altra occasione Allegri lo aveva elogiato dicendo che Khedira «capisce a che velocità bisogna andare durante la partita e vi si adegua» e questa è la parafrasi perfetta della sua qualità all’interno del contesto: c’è la partita, ci sono i calciatori che fanno la partita, e poi c’è lui, sopra la partita, che la comprende e la controlla.
Se avete dei dubbi andate a vedere il suo palmares e trovate un calciatore che ha vinto di più.
La sua carriera è sempre stata condizionata dagli infortuni e negli ultimi due anni la situazione si è aggravata, portandolo a giocare un numero di partite che si può contare sulla dita di una mano, e la sua volontà di non lasciare la Juventus pur essendo fuori dal progetto lo ha messo in cattiva luce agli occhi dei tifosi, che da quasi un anno speravano che arrivasse l’annuncio del suo addio.
Khedira lascia Torino dopo 131 presenze, 21 gol e 14 assist, cinque Scudetti, tre Coppa Italia e tre SuperCoppa Italiana e con la consapevolezza di aver guardato un calciatore come pochissimi altri, pur senza averlo realmente mai visto. Chi non apprezza Khedira non capisce di calcio.

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