Tre motivi per cui ci mancherà Khedira (a Montecarlo)

di Claudio Pellecchia |

 

Sami Khedira non sarà a Montecarlo per l’andata delle semifinali di Champions League a causa dell’ammonizione (netta, soprattutto se rapportata a quella ricevuta allo Stadium, per la quale è poi entrato in diffida) rimediata in quel di Barcellona, immolandosi su di un Suarez lanciato pericolosamente verso la porta a seguito di uno dei pochi errori in disimpegno di Alex Sandro.

Un’assenza non da poco, tanto più nella stagione più convincente del tedesco da anni a questa parte: 46 presenze complessive (3535 minuti disputati), 5 reti  e una spaventosa continuità di rendimento che ne hanno fatto un imprescindibile della Juventus 3.0 di Massimiliano Allegri. Soprattutto dopo il passaggio al 4-2-3-1, un sistema in cui la superiore intelligenza tattica dell’ex Real Madrid si è rivelata fondamentale per garantire l’equilibrio sui due lati del campo.

 

Breve ripasso generale

 

Inevitabile, quindi, che la sua assenza si faccia sentire. Tanto più nel primo atto di una sfida in cui la differenza tra passaggio del turno ed eliminazione starà nella capacità di lettura ed interpretazione delle singole fasi della partita stessa. Ovvero il pane quotidiano di Sami. Il quale ci mancherà essenzialmente per tre motivi:

  • Inserimenti senza palla: Khedira ha eguagliato con largo anticipo il numero di reti della scorsa stagione. Merito di una condizione fisica finalmente accettabile e, soprattutto, della sua innata capacità di inserirsi senza palla negli spazi creati dal movimento dei compagni (come nella rete dello 0-2 a Sassuolo). Qualità che avrebbe fatto notevolmente comodo contro un Monaco che fatica a leggere le situazioni di contro transizione e di inserimento degli avversari dal lato debole;
  • Fisicità: i monegaschi non sono solo una squadra veloce e tecnica. La cerniera di metà campo composta da Fabinho e Bakayoko è in grado di coniugare quantità, qualità e una dimensione fisica impressionante. Dettaglio che a certi livelli può fare tutta la differenza del mondo. Ed ecco come l’assenza di un giocatore dal 60% di contrasti vinti in stagione (30% i tackles andati a bersaglio, con 0.6 falli fischiatigli contro di media: una rapporto perfettamente in linea con i top europei nel ruolo) potrebbe rivelarsi un prezzo troppo alto da pagare. Soprattutto se, al suo posto, verrà schierato un Marchisio ancora alla ricerca della migliore condizione;
  • Lettura anticipata delle situazioni: il tedesco non è mai stato un giocatore eccessivamente dinamico. Tuttavia ha sempre saputo supplire a questa carenza grazie al suo spaventoso Q.I. calcistico che gli permette di essere sempre al posto giusto nel momento giusto, soprattutto quando si tratta di mettersi sulle altrui linee di passaggio. Non a caso, con Pjanic, è il primo giocatore della rosa per intercetti (47, media di 1.1 a partita) oltre che il primo centrocampista per recuperi difensivi (38): dover, per forza di cosa, rinunciare a un elemento in grado di prevedere lo sviluppo dell’azione su entrambi i lati del campo e, quindi, (re)agire di conseguenza, non sarà cosa da poco. Soprattutto se di fronte hai un avversario imprevedibile e che pare non aver paura di nulla.

Ad Allegri il compito di ovviare al meglio ad un’assenza importante. Al campo, come sempre, la risposta definitiva sulla bontà di quelle che saranno le scelte del tecnico livornese.