Kean interruttore della normalità

di Giacomo Scutiero |

Ci sono molti, troppi tifosi la cui anima è avvelenata da una indiscutibile normalità: la Juventus vince lo scudetto prima di cominciare a partecipare, dunque la noia (personalmente concetto assurdo e fuori dal mondo calcio) è un filo comprensibile.

 

Niente di normale, tutto normalmente.
Il ragazzo nero di Vercelli si maschera, si mette in posa, il suo vero volto ha la fisionomia della follia.
«Come è andata a scuola?»
Normale
Cosa vuol dire “Normale”? Niente. Vuol dire non avere voglia e non avere voce. Nessuna persona, nessuna azione e nessuna cosa al mondo sono normali, a meno che vogliamo sdoganare concetti astratti quali l’epicità della mediocrità.

Moise Kean sta cogliendo la rosa perché questo è il momento. Sta facendo le cose che sognava, prima di svegliarsi e realizzare che non è più tempo per farle. La sua faccia ci dice che non stia sognando il futuro, ma sia concentrato sul presente; gli attimi sono più rilevanti dei giorni, perché i primi danno una svolta anche ai secondi.

Anche se per poco tempo alla volta, sta avendo ragione: vive il pezzo di gara come fosse intera e come non ce ne fosse una domani. Sta rendendo infinito il finito di ogni istante: 8 presenze stagionali, che sono 203 minuti; 4 gol e 1 assist, che vogliono dire un atto risolutivo ogni 40 minuti. “What else?” is better than “Why always me?”.

Il più giovane calciatore bianconero a fare doppietta dal 1982, quando recitava Giuseppe Galderisi. L’impressionante statistica che lo vede andare in gol praticamente ad ogni debutto in Italia ed in Europa. Il record di più giovane italiano ad aver segnato in una gara ufficiale della Nazionale, la lode sperticata del presidente della Federazione.

Pare ci sia solo lui, oggi, per il tifoso esigente ed annoiato. Crea l’atmosfera giusta, cancella il silenzio intorno, fa crescere la voglia; una meravigliosa creatura che cavalca e fa cavalcare, brucia e dà luce ad occhi e volti spenti.
Kean non sta camminando sulle acque, sta normalmente godendo della bellezza e della pace ora disponibili. Coglie felicemente i doni del momento, carpe diem è il consiglio che lui stesso darebbe agli annoiati di sopra.

Siamo certi che Moise non lascerà il momento ed il momento non riuscirà a prendere tutto il resto. Il ragazzo ha le capacità per trasformare la qualità della sua vita, di gestire il tempo con l’aiuto di chi lo allena e sostiene, di incidere adesso su marmo il monito di domani; nessuno come Massimiliano Allegri può accompagnare e gestire la sua crescita, parola di capitano.

Leggendo le memoria di Giacomo Casanova, mi piace molto questo dialogo:
«Cosa cerchi?»
Un attimo che valga una vita
Sono d’accordo in generale coi tifosi (con gli uomini in generale) stufi e seccati dalla routine: sempre meglio l’avventura, anche se pericolosa e talvolta straziante.

Ma questo non vale oggi, non può valere ora.
Non con l’ottavo scudetto. Non con i Quarti di Champions da favoriti.
Non con Moise Kean.

Perché ci possono essere momenti più belli, ma questo è comunque il nostro. Ed il suo.