Kean e gli altri: la lunga strada verso la Juve

Si corre, non c’è tempo. È una Juventus che pensa al presente senza troppo preoccuparsi di crescere una generazione di titolari futuri.
Caldara, Pjaca e Rugani esempi (diversi) di un treno che corre senza fermarsi ad aspettare nessuno.
Non sembra esserci spazio per attendere i giovani, Mattia Caldara è l’ultimo esempio di una squadra che punta forte al presente, assicurandosi tramite l’ex atalantino l’usato sicuro, Leonardo Bonucci. Troppo importante per la dirigenza bianconera riportare dalla propria parte l’esperienza e il talento del 31enne viterbese.
Un’operazione che indica la strada, il presente prima di tutto. D’altronde lo stesso sta accadendo con Marko Pjaca, il quale, complici gli infortuni, non troverà più spazio in questa Juventus. Andrà altrove a cercare fortuna, forse rimanendo sotto l’ala protettrice della Juve.
Solo pochi esempi di giovani (giovani solo per gli standard italiani) che hanno conquistato la titolarità in questa Juventus. Prima Pogba, poi Dybala, gli unici tecnicamente superiori, a conquistarsi un posto nonostante la “giovane età”, a differenza ad esempio di Daniele Rugani, pronto alla quarta stagione in bianconero e difficilmente pronto a prendersi il posto da titolare.
Stessa sorte capitata a Rodrigo Bentancur utilizzato pochissimo alla sua prima stagione, pur avendo giocato da titolare gare importantissime quali quelle contro Barça e Real Madrid e titolare nell’Uruguay eliminato ai quarti di finale di Russia 2018, ma pur sempre il terzultimo calciatore per minutaggio nella rosa a disposizione di Allegri.
Difficile, se non con un rendimento da fenomeni conquistarsi un posto alla Juventus.
Un cambio di rotta o un progetto partito da lontano? Tanti dei giovani di cui la società ha preso il controllo negli ultimi 7 anni sono diventati merce di scambio, o patrimoni utili solo alla produzione di plusvalenze, utili al bilancio, con Caldara e Mandragora, ecco Favilli, pronto a vestire la maglia del Genoa.
Anche l’uomo del momento a livello giovanile in Italia, quel Moise Kean, cresciuto nel settore giovanile del club, autore della doppietta nella finale dell’Europeo U19, che per giocare ha cercato e trovato spazio a Verona, sponda Hellas, incappando nella sfortunata stagione dei veronesi e senza mettersi particolarmente in mostra. Il futuro di Kean è un’incognita e sembra essere destinato col passare del tempo a finire nel meccanismo delle plusvalenze.
Una Juventus che punta dritto verso la strada della vittoria, sacrificando anche potenziali patrimoni futuri, spendibili sul mercato per costruire un presente solido.
L’impressione certo è che la Juventus abbia una voglia matta di riportare a casa quel titolo europeo che manca da troppo tempo, è e per farlo sembra disposta a rimandare un ringiovanimento della squadra.
Al campo il giudizio.