Kean e le nuove norme sulla “recompra”

di Leonardo Dorini |

Si fanno insistenti le voci di una cessione di  Moise Kean all’Everton per un cifra che dovrebbe aggirarsi sui 40 milioni di euro, inclusi i bonus.

Tralasciando le analisi tecnico-tattiche sul fatto che la Juve si privi di questo importante prospetto, possiamo fare alcune preliminari considerazioni sul prezzo per il cartellino del giocatore, che andrà totalmente a plusvalenza, dato che il giovane vercellese è in carico a zero, venendo dal vivaio; molti poi si concentrano sul tema della cosiddetta “recompra”, cioè, detto meglio, sulla possibilità che la Juventus possa avere il controllo dell’attaccante attraverso  un’opzione di riacquisto dello stesso, da esercitarsi ad un certo tempo data ed a un certo prezzo.

Da questo punto di vista, sono cambiate le norme della FIGC che regolano questi casi  (articolo 102, comma 4 delle NOIF), al fine di scoraggiare la registrazione di plusvalenze sia da parte di chi cede inizialmente il calciatore, sia da parte di chi lo ha acquistato e, successivamente,  lo rivende al Club iniziale.

In caso di presenza di opzione di riacquisto, le nuove norme prevedono che  la società cedente (la Juve nel caso di Kean) non possa registrare gli effetti contabili della cessione (cioè la plusvalenza) fino all’esito dell’opzione di riacquisto, cioè fino al momento in cui essa venga, alternativamente, o esercitata o abbandonata; poiché ciò può avvenire, altra modifica alle norme, solo nel secondo anno da quello di cessione, ecco che in caso di presenza di tale clausola nell’operazione Kean la plusvalenza relativa verrebbe rinviata di due anni.

Ancora non sappiamo se nel caso in esame vi sia questa clausola o meno (si parla più probabilmente di un diritto di prelazione,  cioè un diritto a pareggiare un’offerta in caso di cessione) ma senza dubbio gli aspetti che abbiamo descritto influiranno sulle modalità di finalizzazione della trattativa.

 

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