Kean e Bonucci, Juve da vittima a doppio carnefice

di Sandro Scarpa |

Sulla vicenda degli uh uh razzisti in Cagliari-Juventus a Kean, della sua (composta) esultanza e delle frasi”paternalistiche” di Bonucci, sbagliate concettualmente e mediaticamente, ci siamo espressi ampiamente ieri, in modo netto e senza equivoci, ambiguità e attenuanti.

Ciò che merita un’ulteriore riflessione, amara, è quanto accaduto dopo l’evento.

La narrazione della vicenda è entrata in un vertiginoso processo mediatico con una viralità e velocità pazzesca e, la gigantesca differenza tra Europa ed Italia in termini di approccio culturale e sensibilità, ha comportato due esiti estremi:

– in Europa la sintesi è stata: “Bonucci razzista o, al più, complice di apologia“.
– in Italia l’esito è stato: “Kean provocatore come Balotelli, razzismo inesistente”.

Le frasi di Bonucci hanno seguito il solco dell’ovvia sensibilità nel resto del mondo sul tema. Spolpate da qualsiasi finalità paternalistica e levigate fino a diventare: APOLOGIA DI RAZZISMO.

La stampa inglese ed europea ha sminuzzato il discorso soffermandosi ovviamente sulla frase più “notiziabile”, in quanto scandalosa: “Gli uh uh razzisti? Colpa al 50% di Kean”.

Sterling e Balotelli (vittime di svariati casi analoghi), Depay, Collymore (opinionista ex-calciatore), il Borussia Dortmund, non erano tenuti a dare attenuanti a Bonucci, ma solo a condannare l’esito mediatico delle sue frasi: “Gli uh uh? Colpa di Kean”.

Esemplare il passaggio dalle frasi di Bonucci a quelle di Thuram, attivo da anni nella lotta al razzismo:
Bonucci: Reazione tifosi colpa dell’esultanza di Kean? Diciamo che lui deve evitare: 50-50
Stampa: Bonucci, “gli uh uh? Colpa di Kean!”
Thuram: Bonucci sbaglia, non poteva pensare che Kean si piegasse e non esultasse.
Stampa: Thuram, “Bonucci vorrebbe che i neri si piegassero!”

Bonucci ha precisato con un post di essere totalmente contro il razzismo in ogni sua forma, ma un personaggio pubblico si costruisce anche di frasi e comportamenti pubblici. Quindi Leo passa da “fratello maggiore” che dice una sciocchezza a icona razzista. E’ la stampa, bellezza.

Ovviamente in Europa se ne sbattono dei tifosi del Cagliari, delle frasi ben più ignobili di Giulini e si concentrano sul giocatore famoso, sul (presunto) capitano del giovane Kean. Ci sta.

Al contrario, in una contrapposizione da brividi, in Italia parte un’operazione totalmente opposta, seguendo anche in questo caso un solco consueto: il giovane Kean vittima di razzismo? Buona parte del tifo allo stadio del Cagliari razzista? Giulini copre i suoi tifosi razzisti? La Juve vittima?

Naaa, niente di tutto questo: nessun razzismo, nessuna Juve vittima, nessun giovane italiano esemplare, è meglio confezionare una verità consueta, comprensibile: Kean ha provocato, come Balotelli.

Fin da subito su Sky (Adani a parte) c’è freddezza: “poche decine di tifosi…solo dopo l’esultanza…“, sui social i maestri del pensiero giornalistico calcistico muti, non come dopo Inter-Napoli.

Il giorno dopo per CorSport è “Bufera: Kean e l’esultanza provocatoria“, per CorSera è “L’esultanza dello scandalo!“, per Il Tempo:Fate ragionare Kean se no fa la fine di Balotelli“. Giulini è scomparso, la condanna ai cori razzisti (sesto episodio a Cagliari in 9 anni) è inesistente.

Oggi in un delirante editoriale, il saggio Italo Cucci parla di “confronto di stupidità (tra Kean e i tifosi)“, “il razzismo non c’è, evocato dai soliti disfattisti“, il suo direttore Zazzaroni scrive “Kean controlli le sue maniere“.

Negazionismo allucinante (da chi aveva fatto della lotta al razzismo un tema topico dopo Inter-Napoli con la proposta della fascia ai giocatori neri), e morale al bad boy, grazie alla complicità (involontaria) delle frasi di Bonucci e Allegri.

Infine arriva la FIGC e la giustizia sportiva guidata dal quel Pecoraro che solo qualche mese fa invocava a gran voce sospensione delle gare, chiusure di curve e stadi e ora invece, per conto di un ispettore. riporta: “solo 40-50 tifosi a fare cori razzisti e solo dopo l’esultanza provocatoria di Kean”.

In Cagliari-Juve i mostri sono quei tifosi che hanno ululato dal primo minuto, insultato Kean, Matuidi e Alex Sandro, sputato addosso ad un 19enne che esultava pacificamente; da condannare in modo netto è Giulini che nega l’evidenza e parla di “moralismi”.

Al contrario, sulle prime pagine di tutte Europa è stato sbattuto il “razzista” Bonucci e sulle prime pagine di tutta Italia è stato sbattuto il “maleducato provocatore” Kean.