Kean e l’esodo da Balotelli: Sei un nuovo Moise!

di Sabino Palermo |

“Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, Mosè dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l’avvenire: e poiché senza storia non v’è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini.”

IL PASSATO

Può un giovane attaccante classe 2000 ricordarmi il senso di appartenenza ai colori bianconeri? Questa sera, anche prima della rete siglata, Moise Kean è sembrato voler “sudare e conquistare” la maglia da titolare nell’attacco della Juventus. Le assenze pesano, ma lui ha spazzato via ogni dubbio e paragone: Inzaghi, Trezeguet ed Higuain (solo per citarne alcuni). Tre prototipi di attaccanti della Vecchia Signora, altrettanti rapaci in area di rigore, ma con caratteristiche e modi di essere completamente diversi. Soprattutto dalla “pantera” vista questa sera a Cagliari: silente, persino assente in alcuni tratti, ma con gli occhi pronto a colpire alle spalle (prima Srna, poi Cragno in uscita). Un movimento che dal passato ci catapulta al presente.

IL PRESENTE

Sono 4 reti in 6 presenze in campionato, di cui soltanto 2 da titolare, e senza contare la rete a Bologna in Coppa Italia. Una media realizzativa da paura: Kean segna un gol ogni 55’ giocati con la maglia della Juventus. Statistiche che hanno conquistato tutti gli scettici, persino (“dai, Max sotto sotto…”) Allegri e la dirigenza che l’hanno già blindato per il futuro a tinte bianconere. I suoi compagni hanno apparecchiato, messo la tavola in ordine per la Cena Scudetto, e lui sta servendo a tutti gli avversari il dessert finale. Vedremo se, da qui alla fine, sarà l’uomo dell’amaro e del conto da pagare per tutti, ovvero l’ottavo tricolore consecutivo. Per ora ci godiamo l’esplosione di un talento acerbo, ma purissimo, che si è già tolto l’etichetta di “nuovo Balotelli” (sì, l’esultanza polemica non la considero tra i cori beceri dei tifosi cagliaritani) ed è pronto ad affiancare i Campioni della Vecchia Signora.

IL FUTURO

C’è bisogno di ragionarci su? Questo ragazzo ha vissuto uno sliding doors incredibile nel mercato di Gennaio: ha vinto la sua scommessa, rimanendo e giocandosela fino in fondo, ed ora si sta prendendo le sue soddisfazioni. Sarà in grado in farlo, con costanza e determinazione, anche la prossima stagione? I numeri parlano per lui, così come l’atteggiamento e lo spirito di sacrificio, ma ripetersi non è mai facile nel campionato italiano, specie con questa maglia. E non ho paura di Raiola, di offerte folli dall’estero o dalla voglia di giocare di Moise: lo spazio, il ragazzo di Vercelli, se lo prenderà a spallate (altro che Lykogiannis contro i cartelloni pubblicitari) perché il futuro è solamente suo. Oggi ha dato una prova, uno schiaffo a scettici e critica, dando dimostrazione che il gol è solo la “ciliegina sulla torta” in una prestazione da grande giocatore.

Ps. Come ci ha ricordato stasera Moise, bisogna imparare dalla nostra storia per saper leggere l’avvenire. Guardiamoci indietro, tifosi juventini, ed ammiriamo la classe dei giovani “sbocciare” con le tinte bianconere in decenni di successi. Un italiano sul trono della Juventus, ancora una volta la Dirigenza ci ha saputo stupire con l’ennesimo “colpo dal cilindro”: in casa nostra nascono ancora Campioni!